le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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Viaggiare in Italia: una via crucis cielo, mare e terra!


Traffico auto autostrade vacanze.Povera Italia sciacallata da interessi privati e pubblici disservizi. Esempio paradigmatico di questo sfascio sistemico è proprio il sistema dei trasporti, in questo periodo dell’anno particolarmente sentito.

 

  1. Su gomma

L’Italia ha un sistema viario fermo agli anni 70. E’ tradizione per l’italiano che va in vacanza fare un percorso ad ostacoli tra i mille cantieri aperti per i secolari lavori di corso e gli agguati delle varie di polizie locali che con autovelox mimetizzati tentano di rimpinguare le casse comunali rese esauste dai derivati e dalla vinanza creativa degli amministratori locali.

Lo scorso 1° agosto al Passante di Mestre, aperto nel febbraio 2009 e già inefficiente nelle gestione del traffico, si è creata una coda di veicoli lunga 30 km, un vero “mostro”. Un drago che ingoia le ore di ferie degli italiani sbuffando fiammate di calore e di rabbia.

Rimpallo di responsabilità tra ANAS, concessionari e ispettori, e con gli interventi del Governatore del Veneto, Giancarlo Galan, che con il 50% di CAV S.p.A. (società che gestisce il tratto stradale) invece di fare autocritica sulla propria disastrosa gestione attacca gli ambientalisti nella Commissione per la valutazione sull’impatto ambientale istitutita presso il Ministero dell’Ambiente.

Bisogna sapere che ogni fetta di autostrada o di strada è sempre considerata come una fetta di torta da spartire, sia durante la sua costruzione che per la sua gestione e manutenzione.

 

  1. Su rotaia

E’ fresca la ferita della tragedia di Viareggio che la dice lunga sui controlli dei bastimenti che muovono su rotaia, ma tralasciando questo aspetto e soffermandoci solo su ritardi di orario ormai sclerotizzati e sulle croniche inefficienze degli impienti di condizionamento, solo queste due cause tendono a dissuadere il cittadino dall’uso del comodo treno.

 

  1. Via aerea

Abbiamo una compagnia che è fallita: la My Air (l’Enac ha emesso un decreto d’urgenza con il quale revoca alla compagnia aerea MyAir.com la licenza provvisoria di esercizio per il trasporto aereo di passeggeri e merci dallo scorso 23 luglio).

Un’altra compagnia che avrebbe dovuto fallire e che invece scaricando tutti i debiti sulle spalle dei cittadini italiani continua ad operare con scarsissimi risultati in termini di servizio e di assistenza.

Alitalia è in cima alla lista delle compagnie aeree che perdono bagagli dei e adesso si è messa a fare “overbooking”, ovvero vende più biglietti di quanti siano i posti disponibili a bordo, al fine di far viaggiare sempre l’aereo pieno ed incassare più soldi speculando su chi all’ultimo momento non parte.

Ma questa pratica comporta che se tutti i passeggeri sono presenti alla partenza qualcuno rimane a terra… .

Nel week end del 1-2 agosto centinaia di passeggeri che dovevano partire con voli Alitalia diretti a Istanbul, Caracas, Boston, Atene non sono partiti e sono stati indennizzati, ma io mi chiedo se i 250 euro di indennizzo sono sufficienti a pagare lo stress subito, la delusione di moglie e figli per la vacanza mancata ed il tempo della propria vita perduto per questo disservizio scientificamente posto in essere.

 

Insomma andare in vacanza per l’italiano è sempre una vera e propria via crucis.
 


Scritto il 18 agosto 2009 da Gianni di Tacco

Categoria: Trasporti | Nessuno commento »

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