le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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L’atto vandalico alla fontana di Trevi: opere d’arte in pericolo


Fontana di Trevi insanguinataIl 19 ottobre scorso alle ore 16:30 la fontana di Trevi è stata colorata di rosso. Un vandalo, militante del movimento "Azione Futurista", ha gettato del liquido colorante nelle sue acque. La notizia della fontana "insanguinata" ha fatto il giro del mondo e in Italia ha dato di che parlare ai nostri politici. Che il vandalo sia un’estremista di destra o di sinistra non importa, il vero problema è la sicurezza dei nostri monumenti!

Proviamo ad immaginare cosa sarebbe successo se al posto di un colorante a base di anilina (che non lascia tracce persistenti) fosse stato utilizzato dello smalto, o comunque qualunque altra sostanza, che avrebbe potuto danneggiare in maniera permanente i marmi della fontana. Fortunamtamente sono bastati un cambio totale dell’acqua ed una bella sciacquata.

Quel vandalo ha agito industurbato davanti a decine di turisti. Possibile che nessuno lo abbia fermato o comunque linciato (cosa che avrei fatto volentieri)? Possibile essere così indifferenti davanti a uno scempio simile? Un’opera del 700 dall’importante valore artistico culturale, che tutto il mondo ci invidia e meta ambita di tutti i turisti, lasciata in balia dei vandali! Dove si trovavano i vigili urbani? Inutile che perdano tempo a guardarsi ore e ore di materiale filmato dalle telecamere fisse puntate sulla piazza e sulla fontana quando il danno è stato fatto. Quello che debbono essere in grado di fare è prevenire simili atti o comunque intervenire nell’immediato, vigilare sul nostro patrimonio artistico.


Scritto il 23 Ottobre 2007 da Stefano Errante

Categoria: Arte e Cultura | Nessuno commento »

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Semilibertà ad un ex brigatista mai pentito


La rapina di qualche giorno fa al Monte dei Paschi a Siena è stata compiuta da un personaggio tutt’altro che incensurato. Si tratta di Cristoforo Piancone, ex compontente degli alti vertici delle brigate rosse, al quale era stata data la semilibertà il 5 aprile 2004. Si è giustificato dicendo <<avevo bisogno di soldi>>; allora considerando la situazione economica delle famiglie italiane ci dovremmo aspettere scene da far west!

Ma come hanno fatto i giudici a concedere la semilibertà ad un simile individuo? Stiamo parlando di un condannato all’ergastolo per concorso in sei omicidi e due tentati omicidi, di uno che non si è mai pentito dei reati commessi! La cosa ancora più assurda è che già nel 1998 gli era stata concessa la semilibertà per andare a lavorare in una cooperativa, ma fu poi condannato per "rapina impropria" dopo essere stato bloccato mentre rubava della merce in un supermecato.

Scopo principale del carcere è quello di rieducare i detenuti affinchè possano ritornare in società. Ma uno che non si pente dei reati commessi come può essere liberato? Soprattutto potrà mai essere rieducato? Nella rapina Piancone ha puntato la pistola (e ne aveva altre quattro) contro un agente di polizia, ma fortunatamente si è inceppata. Non c’è bisogno nè di una laurea specialistica nè di essere magistrati per comprendere che certi individui sono irrecuperabili. Come giustamente ha detto il ministro Giuliano Amato, "i giudici devono essere consapevoli di esercitare una responsabilità enorme"; i loro errori potrebbero costare la vita di persone innocenti. Mi pongo una domanda, forse un pò provocatoria: perchè i giudici sono stati così "buoni" con questo ex brigatista? Rimettelo dentro e buttate via la chiave!

Intanto il ministro della giustizia Clemente Mastella, sostenitore dell’indulto, si è detto pronto a discutere sulla legge Gozzini. Mha, no comment!


Scritto il 3 Ottobre 2007 da Stefano Errante

Categoria: Politica | 1 Commento »

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Il governo delle contraddizioni: ieri indulto, oggi carcere preventivo


PrigioneE’ passato poco più di anno da quando è entrata in vigore la legge sull’indulto, la n° 241 del 31 luglio 2006. Per chi non si ricorda è quell’approvatissima legge che ha liberato 26.632 detenuti, tra i quali amici del governo! Ad oggi oltre il 20% di questi è già rientrato in galera e nonostante tutto il governo ha difeso il proprio operato.

Stamane pensavo di leggere le pagine di politica estera quando mi sono trovato titoli del tipo: "Criminalità, piano del governo: stretta sul carcere preventivo" oppure "Scarcerazioni facili, il governo dice basta". Eppure erano quella di politica interna! Romano Prodi e i ministri Clemente Mastella (Giustizia), Giuliano Amato (Interno) e Arturo Parisi (Difesa) si riuniranno per creare un piano contro la criminalità.

Un piano che prevede la custodia cautelare obbligatoria, anche per presunta pericolosità e sufficienti indizi e per chi è sospettato di aver commesso rapine e furti di particolare violenza, processi accelerati, regole nuove sul sequestro e la confisca dei patrimoni mafiosi…

Ma possiamo essere governati da un governo permissivo che prima libera i delinquenti per far spazio nelle carceri e poi a distanza di poco più di anno decide di buttare tutti dentro? Si sono resi conto che con lo loro leggi buoniste hanno creato questa situazione accrescendo l’insicurezza del paese? Eppure fino a qualche giorno fa si "scannavano" per le ordinanze contro i lavavetri. La cosa più triste è che nonostante tutto continuano a difendere la legge sull’indulto.


Scritto il 4 Settembre 2007 da Stefano Errante

Categoria: Politica | 1 Commento »

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