le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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Strani incidenti: fatalità?


Incidenti stradali: fatalità?La storia recente della nostra Repubblica, e non solo, è costellata da strani incidenti in genere stradali, metodo per intimidire o per togliere di mezzo personalità scomode oppure solo fatalità e coincidenze.

Ieri mi hanno colpito due cose in tv:

  1. il pianto del magistrato Clementina Forleo, isolata ed attaccata a tutti i livelli, anche quello personale
  2. la trasmissione di RAI 3 “Report” che ricostruiva il groviglio di falsi, complicità finanziarie e coperture politiche del gruppo PARMALAT che hanno creato il più grosso crac della storia d’Europoa (14 miliardi di Euro).

Questi due argomenti hanno un’analogia, un testimone chiave dell’inchiesta, Genesio Fornari, che aveva stipulato i rapporti tra Pubblitalia e Parmalt, deceduto a causa di un incidente stradale.

Nel Blog di Beppe Grillo, il post dove si commenta la solitudine della Forleo termina con il riferimento delle minacce ricevute dal magistrato. Una di queste: “preannunciava entro la fine dell’estate la morte di entrambi i miei genitori, che effettivamente morirono in un incidente stradale il 25 agosto 2005", considerata una fatalità. Un’altra la riguardava direttamente: “Se non fossi stata attenta, analoga sorte sarebbe toccata a me e a mio marito"; l’incidente fu preceduto da un incendio “doloso” che devastò l’azienda agricola e la casa di famiglia.

Incidenti che mi ricordano quello di Lady Diana a Parigi o il guasto aereo del Presidente dell’ENI Enrico Mattei, il suicidio acrobatico del finanziere Roberto Calvi ed a seguire caffè avvelenato direttamente in carcere al banchiere Michele Sindona, i suicidi dell’ex Presidente ENI Gabriele Cagliari e tre giorni dopo quello del finanziere Raul Gardini, fino ad arrivare all’ultimo suicidio sospetto, quello di Bruno Piccolo, collaboratore di giustizia per l’omicidio del Vice Presidente del Consiglio Regionale calabrese, dott. Francesco Fortugno.

Forse non bisogna solo sensibilizzare i giovani a non fare uso di-alcol, ma in Italia c’è tanto bisogno di trasparenza e legalità

 


Scritto il 29 Ottobre 2007 da Gianni di Tacco

Categoria: Politica, Società | Nessuno commento »

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L’atto vandalico alla fontana di Trevi: opere d’arte in pericolo


Fontana di Trevi insanguinataIl 19 ottobre scorso alle ore 16:30 la fontana di Trevi è stata colorata di rosso. Un vandalo, militante del movimento "Azione Futurista", ha gettato del liquido colorante nelle sue acque. La notizia della fontana "insanguinata" ha fatto il giro del mondo e in Italia ha dato di che parlare ai nostri politici. Che il vandalo sia un’estremista di destra o di sinistra non importa, il vero problema è la sicurezza dei nostri monumenti!

Proviamo ad immaginare cosa sarebbe successo se al posto di un colorante a base di anilina (che non lascia tracce persistenti) fosse stato utilizzato dello smalto, o comunque qualunque altra sostanza, che avrebbe potuto danneggiare in maniera permanente i marmi della fontana. Fortunamtamente sono bastati un cambio totale dell’acqua ed una bella sciacquata.

Quel vandalo ha agito industurbato davanti a decine di turisti. Possibile che nessuno lo abbia fermato o comunque linciato (cosa che avrei fatto volentieri)? Possibile essere così indifferenti davanti a uno scempio simile? Un’opera del 700 dall’importante valore artistico culturale, che tutto il mondo ci invidia e meta ambita di tutti i turisti, lasciata in balia dei vandali! Dove si trovavano i vigili urbani? Inutile che perdano tempo a guardarsi ore e ore di materiale filmato dalle telecamere fisse puntate sulla piazza e sulla fontana quando il danno è stato fatto. Quello che debbono essere in grado di fare è prevenire simili atti o comunque intervenire nell’immediato, vigilare sul nostro patrimonio artistico.


Scritto il 23 Ottobre 2007 da Stefano Errante

Categoria: Arte e Cultura | Nessuno commento »

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Semilibertà ad un ex brigatista mai pentito


La rapina di qualche giorno fa al Monte dei Paschi a Siena è stata compiuta da un personaggio tutt’altro che incensurato. Si tratta di Cristoforo Piancone, ex compontente degli alti vertici delle brigate rosse, al quale era stata data la semilibertà il 5 aprile 2004. Si è giustificato dicendo <<avevo bisogno di soldi>>; allora considerando la situazione economica delle famiglie italiane ci dovremmo aspettere scene da far west!

Ma come hanno fatto i giudici a concedere la semilibertà ad un simile individuo? Stiamo parlando di un condannato all’ergastolo per concorso in sei omicidi e due tentati omicidi, di uno che non si è mai pentito dei reati commessi! La cosa ancora più assurda è che già nel 1998 gli era stata concessa la semilibertà per andare a lavorare in una cooperativa, ma fu poi condannato per "rapina impropria" dopo essere stato bloccato mentre rubava della merce in un supermecato.

Scopo principale del carcere è quello di rieducare i detenuti affinchè possano ritornare in società. Ma uno che non si pente dei reati commessi come può essere liberato? Soprattutto potrà mai essere rieducato? Nella rapina Piancone ha puntato la pistola (e ne aveva altre quattro) contro un agente di polizia, ma fortunatamente si è inceppata. Non c’è bisogno nè di una laurea specialistica nè di essere magistrati per comprendere che certi individui sono irrecuperabili. Come giustamente ha detto il ministro Giuliano Amato, "i giudici devono essere consapevoli di esercitare una responsabilità enorme"; i loro errori potrebbero costare la vita di persone innocenti. Mi pongo una domanda, forse un pò provocatoria: perchè i giudici sono stati così "buoni" con questo ex brigatista? Rimettelo dentro e buttate via la chiave!

Intanto il ministro della giustizia Clemente Mastella, sostenitore dell’indulto, si è detto pronto a discutere sulla legge Gozzini. Mha, no comment!


Scritto il 3 Ottobre 2007 da Stefano Errante

Categoria: Politica | 1 Commento »

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