le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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I teppisti non sono i tifosi!


Ultras allo stadio olimpico! Un grande esempio di sportività!

Nell’area di servizio di “Badia al Pino”, sull’A1, vicino Arezzo, si consuma una tragedia, un ragazzo, tifoso laziale, è ucciso (probabilmente per un tragico errore) da un agente di Polizia, che per il resto della sua esistenza pagherà, e sicuramente ha già iniziato a pagare anche a livello psicologico, per questo suo “errore”.

Questo episodio però è stata la scintilla per far scatenare un pretestuoso attacco contro le Forze di Polizia da parte di frange di teppisti che nulla hanno a che fare con lo sport o con la società civile. Esagitati armati di sassi e bastoni hanno assalito la caserma delle “Volanti” della Polizia di Stato in via Guido Reni a Roma. Ci sono decine di agenti feriti, sono state bruciate auto, divelte barriere di protezione e infrante vetri della caserma. Ma siamo ancora in uno stato civile?

Anche una caserma dei carabinieri nella zona di Ponte Milvio è stata assaltata con lanci di sassi e bulloni di ferro. Nel piazzale sono evidenti i segni degli scontri: cassonetti divelti, vetri e mazze abbandonate per terra, pezzi di marciapiedi divelti. «Hanno spaccato tutto», racconta spaventato il gestore di un ristorante sulla piazza. «Erano una cinquantina di ragazzi, tutti vestiti in nero, sono venuti con le mazze e hanno assalito anche alcuni negozi». «Hanno buttato alcuni petardi verso la caserma poi hanno dato alle fiamme un’Alfa 156 che era parcheggiata nelle vicinanze e che è stata completamente distrutta e presi a colpi di spranga i finestrini di altre auto».

Questi danni chi li paga? Sempre il cittadino tartassato?

Basta! E’ ora che i presidenti delle squadre di calcio, spesso multimiliardari annoiati che gestiscono il “giocattolo” tifo per le loro dinamiche di potere, si facciano carico di assicurare privatamente l’ordine pubblico all’interno degli stadi (cos’ vediamo come se la cavano senza il Reparto Mobile della Polizia di Stato) nonchè tutti i costi sostenuti dallo Stato per l’impegno delle Forze dell’Ordine per il mantenimento dell’ordine pubblico nella città e il risarcimento di tutti i danni che i loro supporter possano causare fuori e dentro lo stadio.

L’Italia non può essere ogni settimana ostaggio di queste frange di teppisti pseudotifosi, la domenica pomeriggio mandiamoli a fare lavori socialmente utili.


Scritto il 12 Novembre 2007 da Gianni di Tacco

Categoria: Società | 10 Commenti »

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Memoria corta sulle favelas italiane


Campi Rom - Faveles ItalianeIn Italia ci si indigna spesso e si dimentica sempre con gran facilità e velocità.

Oggi tutti i politici parlano dell’emergenze Rom, Rumeni e comunque delle favelas italiane, domani tutto tornerà come prima. Dobbiamo mantenere invece alta la guardia perché il problema non si risolve in pochi giorni ed uno specifico decreto legge non farà altro che sommarsi alle tante leggi italiane che non trovano applicazione pratica.

A Roma sono 6500 i rom che vivono nei campi attrezzati e autorizzati ed almeno altre 6000 persone vivono nelle baraccopoli abusive.

Gli sgomberi e le demolizioni di baracche dei giorni scorsi hanno leggermente cambiato la geografia dei campi rom di Roma. Sono stati demoliti gli accampamenti di Tor di Quinto, della Magliana e quello di via di Porta Portese. Ma gli insediamenti clandestini continuano a proliferare: nel quartiere di Monteverde Nuovo, in via del Baiardo, in via di Santa Cornelia su di via della Giustiniana, verso Prima Porta.

Altri micro-nuclei di 15-20 persone, sono sparsi su tutto il territorio sotto il cavalcavia della via Flaminia, sugli argini del Tevere, negli edifici della ex Mira Lanza, in via Luigi Pierantoni, a due passi dal teatro India, dove, da quest’estate sarebbero accampati circa 300 romeni. Altri insediamenti clandestini sono segnalati sul lungotevere nei pressi di ponte Marconi, all’altezza di Testaccio e nel tratto tra Magliana e Fiumicino.

Nella capitale i rom più fortunati sono quelli che vivono nei campi autorizzati e attrezzati con acqua, luce e un minimo di servizi: (via Salone, Castel Romano, via dei Gordiani, area ex S.Maria della Pietà, Tor dé Cenci, Camping River-via Tiberina, Via della Cesarina, via Salviati 1 e via Salviati 2 ). Ma non sono già tanti?

C’é poi la tipologia dei campi che, pur non essendo attrezzati, si sono conquistati con una loro storicità una sorta di diritto alla sussistenza, comunque situazioni ad alto rischio sociale (area dell’ex Mattatoio, Foro Italico, via della Martora e in via Spallanzani, vicolo di Ponte Mammolo, via Casilina 900, via Arco di Travertino, Barbuta, Acilia, via della Monachina, via Baiardo).

Ma non sono davvero troppi? Non si dovrebbe fare una politica di integrazione?

Se la demagogia non riesce ad integrare i rom si devono cercare altre soluzioni, non possiamo permettere che si creino nella nostra Repubblica “città stato tribali”.


Scritto il 7 Novembre 2007 da Gianni di Tacco

Categoria: Politica, Società | Nessuno commento »

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Cittadini esasperati: basta al degrado!


Barecche a RomaSe si dovessero elencare le cose che non vanno nel sistema Italia intaseremmo l’intera rete di internet. Tutto meriterebbe di essere riorganizzato, a partire dalla legge elettorale e dal Parlamento.

Stringente attualità è il degrado delle grandi città, baraccopoli e campi nomadi ci sono sempre stati, nessuno se ne è accorto per anni. Orde di disperati che sopravvivono con furti, rapine e prostituzione sono una costante, ma ora la situazione è diventata esplosiva. Oltre il numero fuori controllo di disperati è cambiato anche l’approccio: non si chiede più di scegliere tra “la borsa o la vita”, ma si pretende la borsa e la vita.

Prima che i cittadini si organizzino in ronde di giustizieri privati, lo Stato deve intervenire. Basta far ricadere le colpe sulla società, la società attuale fragile, disgregata e assente, è figlia dell’immobilismo politico dei governi susseguiti negli ultimi 12 anni, ostaggi di ideologie estremiste e interessi privati.

Non siamo in grado di accogliere i cittadini italiani figuriamoci i disgraziati di mezzo mondo, la soluzione pragmatica sono le espulsioni.

 


Scritto il 6 Novembre 2007 da Gianni di Tacco

Categoria: Politica, Roma, Società | 1 Commento »

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