le cose che non vanno

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Falcone, Borsellino e la memoria infangata da un “piccolo siciliano”


Palermo Aeroporto Falcone BorsellinoSe qualcuno, in viaggio per Palermo in aereo, non ricorda che l’immagine della Sicilia è legata alla mafia, noi la evidenziamo subito già con il nome dell’aeroporto”.

La “lingua siciliana”, lo sappiamo, è suscettibile di molteplici interpretazioni, di sfumature, è una lingua fatta soprattutto di silenzi.

Certo non al silenzio pensava l’Onorevole Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea regionale siciliana, mentre si lasciava andare a queste sconcertanti dichiarazioni sul nome assegnato all’aeroporto di Palermo - “Falcone-Borsellino” - e all’immagine alquanto stereotipata che se ne dà della Sicilia all’estero.

L’Onorevole ha ragione. “Falcone-Borsellino”: che imbarazzo per la Sicilia.

La Sicilia ha certamente bisogno di intitolare l’aeroporto ai fratelli … Non so. Mi suggerisca lei un nome appropriato, più opportuno.

Onorevole, lei è cosi intento a curare l’immagine della Sicilia, ma quale Sicilia rappresenta davvero?

Povera Sicilia. La sua memoria ancora una volta infangata.

Mi preoccupa e mi ripugna essere rappresentato da esponenti delle istituzioni di così basso profilo umano e morale.

Essere siciliani è motivo di orgoglio, essere siciliani come Falcone e Borsellino è un vanto.

Non una vergogna. Non lo dimentichi mai.


Scritto il 11 Ottobre 2007 da Duffy Duck

Categoria: Arte e Cultura, Politica | 2 Commenti »

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Sicilia: vietato indossare il casco.


No. Non è una provocazione, ma un triste dato di fatto. In Sicilia l’uso del casco è ancora un optional.

Mi trovo ad Avola, località del siracusano, dove assisto impotente e amareggiato alla violazione sistematica delle regole del codice della strada, con la compiacenza delle forze dell’ordine.

Il problema del rispetto delle regole è un problema di cultura e di educazione alla legalità. E in Sicilia, la cultura della legalità non si è ancora affermata pienamente.

Voglio ricordare che nei primi 4 mesi del 2007, secondo i dati della sola Polizia Stradale, rispetto allo stesso periodo del 2006, le infrazioni accertate per il mancato uso del casco sono aumentate del 26,3%.

E così invece di contrastare il fenomeno, il Governo, grazie anche alle pressioni esercitate dalla Federmoto, elimina la misura estrema della confisca del veicolo (Decreto Legge collegato alla Finanziaria 2007 (n. 262/2006)) ed introduce nuove misure, ma ridicole.

Secondo l’art. 171 del codice della strada infatti “Chi circola alla guida di un motociclo o di un ciclomotore o è passeggero su questi mezzi senza fare uso del casco protettivo è punito con la sanzione pecuniaria da euro 70 a euro 285, nonchè con il fermo amministrativo del veicolo per 60 giorni".

 Vergognatevi e guardatevi il video durissimo dello spot sull’uso del casco lanciato nel 2004 in Spagna - ma ancora attuale – per capire quanto siamo distanti anni luce.

“Únete a nosotros. Únete a la vida” (Unitevi a noi. Unitevi alla vita).

Scritto il 17 Luglio 2007 da Duffy Duck

Categoria: Politica, Società, Trasporti | Nessuno commento »

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