Napoli, siamo pronti all’epidemia?
Il tanto temuto caldo che è arrivato e la spazzatura di Napoli è ancora in mezzo alla strada.
Monumento alla disfatta dello Stato, disfatta di Prodi prima e di Berlusconi poi, monumento all’inettitudine del Governatore Bassolino e del Sindaco Iervolino, monumento al controllo del suo territorio dalla Camorra, monumento all’inutilità dei commissari straordinari (anche nel costo), De Gennaro incluso, che, assurdamente, è stato promosso al vertice dei servizi segreti per la Sicurezza Interna (AISI) pur avendo dimostrato incapacità nel risolvere il problema affidatogli.
Il rischio è la possibilità dello sviluppo di malattie epidemiche, come il tifo o il colera.
Sempre tonnellate di rifiuti per le strade, sempre cassonetti e cumuli di spazzatura dati alle fiamme dai soliti ignoti, sempre cittadini che bloccano le discariche, sempre più spesso rilievi radioattivi nei rifiuti, una situazione che tende a peggiorare piuttosto che a risolversi.
Lo Stato proclama ormai da anni, nuove discariche, nuovi siti di stoccaggio, nuovi termovalorizzatori, raccolta differenziata, nuovi treni per la Germania, polizia in campo, esercito in campo, protezione civile in campo. Berlusconi ci pensa lui, De Gennaro ci pensa lui, Bertolaso ci pensa lui…tutti a pensare, ma nessuno che faccia qualcosa.
A dire il vero anche i cittadini napoletani hanno le loro colpe, nessuno vuole le discariche, alcuni di loro danno alle fiamme la spazzatura liberando nell’aria la diossina che poi li avvelena, ma in fondo che alternativa hanno? Tenersi la puzza ed il rischio epidemie oppure la diossina?
Veramente la scelta è solo tra morire di colera o di cancro?
Scritto il 30 Giugno 2008 da Gianni di Tacco
Categoria: Società |
10 Commenti »
Incredibile: a Napoli il 30% della popolazione ha precedenti di polizia.
Dalla Cina arrivano notizie simili a quelle che arrivano da Napoli. Nella Cina centrale i cittadini protestano contro una discarica impedendo ad un camion di spazzatura di accedervi, ma da quelle parti la situazione è diversa.




