Semilibertà ad un ex brigatista mai pentito
La rapina di qualche giorno fa al Monte dei Paschi a Siena è stata compiuta da un personaggio tutt’altro che incensurato. Si tratta di Cristoforo Piancone, ex compontente degli alti vertici delle brigate rosse, al quale era stata data la semilibertà il 5 aprile 2004. Si è giustificato dicendo <<avevo bisogno di soldi>>; allora considerando la situazione economica delle famiglie italiane ci dovremmo aspettere scene da far west!
Ma come hanno fatto i giudici a concedere la semilibertà ad un simile individuo? Stiamo parlando di un condannato all’ergastolo per concorso in sei omicidi e due tentati omicidi, di uno che non si è mai pentito dei reati commessi! La cosa ancora più assurda è che già nel 1998 gli era stata concessa la semilibertà per andare a lavorare in una cooperativa, ma fu poi condannato per "rapina impropria" dopo essere stato bloccato mentre rubava della merce in un supermecato.
Scopo principale del carcere è quello di rieducare i detenuti affinchè possano ritornare in società. Ma uno che non si pente dei reati commessi come può essere liberato? Soprattutto potrà mai essere rieducato? Nella rapina Piancone ha puntato la pistola (e ne aveva altre quattro) contro un agente di polizia, ma fortunatamente si è inceppata. Non c’è bisogno nè di una laurea specialistica nè di essere magistrati per comprendere che certi individui sono irrecuperabili. Come giustamente ha detto il ministro Giuliano Amato, "i giudici devono essere consapevoli di esercitare una responsabilità enorme"; i loro errori potrebbero costare la vita di persone innocenti. Mi pongo una domanda, forse un pò provocatoria: perchè i giudici sono stati così "buoni" con questo ex brigatista? Rimettelo dentro e buttate via la chiave!
Intanto il ministro della giustizia Clemente Mastella, sostenitore dell’indulto, si è detto pronto a discutere sulla legge Gozzini. Mha, no comment!
Scritto il 3 Ottobre 2007 da Stefano Errante
Categoria: Politica |
1 Commento »
La visita a Roma di questi giorni del presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha generato un vero caos. Le strade si sono riempite di manifestanti. Fortunatamente ci troviamo in un paese libero ed è giusto che ognuno di noi abbia la possibilità di manifestare il proprio pensiero. Lo slogan dei manifestanti era << No Bush, No War >>. Il significato è molto chiaro anche se allo stesso tempo rimango molto perplesso. Ma chi grida "no war", ossia "no alla guerra", non dovrebbe ripudiare la violenza e avere comportamenti da pacifista?
Ma poi che motivo c’è di andare a lanciare bottiglie, pietre, petardi e quant’altro capitava fra le mani sopra le forze dell’ordine che stavano ferme ed immobili nelle strade laterali? Fanno solo il loro dovere, sono padri di famiglia che vanno a rischiare la vita per un misero stipendio. E basta gridare "10, 100, 1000 Nassiria"; perchè al posto di bestemmiare in siffatto modo questi "pacifisti" non vanno a portare pace in medio oriente e/o dove ce n’è bisogno?




