le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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Phishing: attenti a quelle finte email! Come difendersi?


I nostri account di posta elettronica vengono continuamente bombardati da mail indesiderate, il cosidetto spam. Purtroppo non ci sono soluzioni definitive a questo problema. Tra tutte queste mail che publicizzano siti pornografici, vendite di viagra, etc. ce ne stanno altre che cercano di imitare delle mail "serie". Giusto per darvi un esempio ne riporto una delle ultime arrivate alla mia mailbox.

Da: Poste Italiene <BPOL@infoposte.it>   
Data: 12-set-2007 18.43
Oggetto: L’importo ricaricato e’ stato addebitato sulla sua carta postepay.

Gentile cliente,
Le confermiamo che l’operazione di ricarica della carta postepay,
richiesta in data 11/09/2007 alle ore 08.21.00, e’ stata effettuata con
successo.
L’importo ricaricato e’ stato addebitato sulla sua carta postepay.

Riepilogo informazioni ricarica carta postepay:
Importo ricaricato: 20,00
Commissioni: 1,00
Importo totale: 21,00

Se pensate che sia qualcosa male con la ricarica prego seguire il collegamento qui sotto ed anullare la transzatione
Accedi ai servizi online (http: // 69-107-141-208.tranquility.net:81 / bancoposta.online.it / bpol / cartepr / index.htm)
La ringraziamo per aver scelto i nostri servizi.

Distinti Saluti
BancoPosta

Questo fenomeno  si chiama phishing e viene utilizzato per acquisire dati riservati e soprattutto codici vari di accesso per scopi tutt’altro che legali. Bisogna fare molta attenzione ma non è difficile riconoscerli. Innanzittutto le varie banche o le società che forniscono servizi online non mandano mai richieste di codici via email. Analizzando la mail che ho riportato possiamo fare queste considerazioni:

  1. l’indirizzo del mittente non è esatto, il dominio delle poste e poste.it e non infoposte.it
  2. nel testo sono presenti errori (soprattutto di pessima traduzione!) nelle frasi e delle parole, per esempio " Se pensate che sia qualcosa male con la ricarica" e "transzatione"
  3. il link al quale si viene invitati ad andare è chiaramente poco rassicurante, infatti quello del sito Bancoposte Online è https://bancopostaonline.poste.it/

Se vi chiedete come fanno ad avere il vostro indirizzo sappiate che gli spammer li prendono dai siti web, dai messaggi email e addiritura tramite appostiti algoritmi ne generano a caso! Non si sfugge! :-(

Fortunatamente alcuni provider hanno degli ottimi sistemi antispam, ma qualche cattiva mail scappa sempre. Quando si clicca su link ad un sito dove sono richiesti i codici personali, verificare per bene l’indirizzo e soprattutto contrallare ci sia il segno del lucchetto nella finestra del browser. Le Poste Italiane hanno una pagina sul loro sito dove danno per bene le istruzioni anti-phishing.


Scritto il 21 Settembre 2007 da Stefano Errante

Categoria: IT, Internet | Nessuno commento »

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Poste.it: impossibile accedere ai servizi on line


Le avanzatissime posteNell’era del Web 2.0, per accedere ai servizi on line delle Poste Italiane, il primo operatore mobile virtuale, è necessario spedire un fax.

Vi racconto il mio calvario.

Agli inizi del 2007 richiedo la Carta Postepay, la carta di credito delle Poste. Decido quindi di leggerne i movimenti, vado sul sito, nell’area dedicata alla registrazione, ma dopo aver riempito il form, un messaggio mi comunica: “Spiacente, risulti essere già registrato sul sito. Premi il pulsante ‘Esci’ per tornare alla pagina principale”.

Non avendo più le credenziali di accesso, e non essendo presente sul sito, per motivi di sicurezza…, alcun sistema di recupero password, chiamo il call center. Siamo a Marzo del 2007.

Questa la procedura: se ti sei già registrato e devi inserire il codice di attivazione ricevuto tramite telegramma, inviato da Poste Italiane al proprio domicilio postale, occorre inserire per prima cosa il proprio nome utente (del tipo nome.cognome) e la password e, successivamente, cliccare sul bottone Accedi. A questo punto comparirà un apposito modulo nel quale inserire il codice di attivazione, riportato nel testo del telegramma.

Non avendo mai ricevuto alcun telegramma, faccio una nuova richiesta di attivazione e reset password. Fornisco i miei dati personali, le Poste mi ricontatteranno telefonicamente, poi invieranno un nuovo telegramma.

Fino ad aprile nessun contatto. Richiamo a più riprese. Sempre la stessa risposta: “Sarà contattato telefonicamente, non si preoccupi.”

A giugno cambia tutto. Finalmente, penso. Chiamo il Call center e mi viene comunicata una nuova procedura: basta spedire un fax al n. 0659586890, accedere dopo tre giorni con la propria login, digitare la propria data di nascita e il gioco è fatto.

Peccato che il fax non funzioni, non risulti attivo, che sia sempre occupato, o che sembri una normale linea telefonica. Ricontatto nuovamente il servizio clienti, e gli operatori, al corrente del disservizio, non possono fare altro che prenderne atto e suggerirmi solo di ritentare. “Prima o poi, vedrà, riuscirà ad inviarlo. Non ci sono altri sistemi…"

Non era meglio una lettera tramite posta prioritaria?


Scritto il 26 Luglio 2007 da Duffy Duck

Categoria: Internet | 22 Commenti »

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