Morire di anoressia

La nostra società ci impone violentemente i suoi modelli, spesso schizzofrenici, quotidianamente siamo tempestati dall’imperativo di “consumare” tra cui quello di mangiare merendine caloriche e hamburger colesterolici, bere coca cola e alcolici, ma poi devi avere un fisico scolpito e definito, anzi, se aspiri ad entrare nel “fantastico” mondo della moda devi essere fashion, ovvero magrissima, magari cocainomane, non per forza bellissima, ma devi essere dannata, irreale, al limite della malattia.
A Gerusalemme una modella, Ilanit Elmalich, è morta per un attacco cardiaco dopo anni di lotta contro l’anoressia, complicazioni legate proprio al suo deperimento fisico, alla vigilia del suo 34esimo compleanno. La ragazza pesava appena 22 chilogrammi distribuiti su 172 cm d’altezza.
La realtà di questa malattia, insieme alla bulimia, vede coinvolte oltre due milioni di persone in Italia, e la lista delle morti nel mondo “dorato” della moda si allunga sempre più, in agosto la modella uruguayana Luisel Ramos è morta durante la settimana della moda a Montevideo, dopo aver sopravvissuto con una dieta di lattuga e bibite a basso contenuto calorico e dopo alcune settimane è toccato a Ana Carolina Reston, modella brasiliana di 21 anni, che aveva un indice di massa corporea pari a 13,5.
Oliviero Toscani qualche mese fa aveva firmato una campagna choc per riportare all’attenzione della società su una tragedia del nostro tempo.
L’anoressia ha gli occhi e il corpo nudo di Isabelle Caro: 31 chili di ossa un allarme. La campagna non lascia spazio a interpretazioni. La modella francese ha accettato di mostrarsi a tutti: "Mi sono nascosta e coperta per troppo tempo - afferma Isabelle - adesso voglio mostrarmi senza paura, anche se so che il mio corpo ripugna". Una malattia lunga 15 anni, che l’ha ridotta a pesare 31 chili: "Le sofferenze fisiche e psicologiche che ho subito hanno un senso solo se possono essere d’aiuto - spiega la ragazza francese - a chi è caduto nella trappola da cui io sto cercando di uscire".
Anche su Internet è guerra all’anoressia e alla bulimia. Microsoft ha chiuso quattro pagine personali nella sua comunità di blog (Windows Live Spaces) perchè illustravano e promuovevano comportamenti alimentari disturbati.
La nostra società deve cambiare i falsi modelli ai quali si ispira.
Scritto il 26 Novembre 2007 da Gianni di Tacco
Categoria: Società |
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