le cose che non vanno

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Un Gay Pride con meno show e più diritti


Gay Pride Show

Sta facendo discutere la decisione del ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna di non patrocinare la manifestazione del Gay Pride prevista il prossimo 28 giugno a Bologna. Arcigay e le varie associazioni che combattono per i diritti degli omosessuali attaccano il ministro definendola "bella addormentata" e parlano di omofobia della destra.

Ammetto che nel nostro paese i gay vengono visti come dei "diversi", grazie anche alla chiesa e all’ignoranza di molti. Però è anche vero che la situazione non è così drammatica come denunciano le varie associazioni omosessuali. A parte sporadici episodi di discriminazione, che comunque colpiscono anche altre categorie deboli, penso che i gay del "bel paese" vivano liberamente. A Roma, Milano, Bologna e in tutta Italia esistono tanti locali pubblici gay friendly, molto frequentati anche da eterossessualie e, aimè, da padri di famiglia ( e non aggiungo altro ! ).

Il problema è che l’italiano medio ha una visone distorta dell’essere gay! Per molti l’omosessualità, oltre che essere una "malattia", definisce uno stile di vita dedito alla perversione, al sesso promiscuo e all’esibizione. Ma la colpa di tutto questo è soprattutto dei gay "appariscenti" e delle manifestazioni come il Gay Pride che NON mettono in evidenza la questione dei diritti e la discriminazione subita, ma vere e proprie carnevalate e scenette erotiche squallide.

La Carfagna dice che gli omosessuali << Hanno obiettivi che non condivido >>, però aggiunge anche che è pronta ad occuparsi di contrasto alle forme di discriminazione e di violenza, pronta a dare patrocini a seminari e convegni che si occupano di questi problemi. E sin qui nulla da eccepire. Sbaglia invece quando dice: << Penso che l’unico obiettivo dei Gay Pride sia quello di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni >>. E su questo certo non posso esser d’accordo.

Forse al nostro ministro sfugge che non deve agire per il suo bene personale ma di quello delle minoranze! Non si può continuare, come ha fatto anche il precedente governo di sinistra, a ignorare le tante coppie omosessuali che vivono nel nostro paese. Anche loro pagano le tasse e hanno bisogno di quel minimo di diritti per poter vivere una vita insieme e non di matrimonio.

Sarebbe molto bello vedere un GayPride "pulito", dove si parli davvero dei problemi degli omosessuali, delle discriminazioni subite, delle difficoltà che incontrano tutti i giorni… ma che non sia un’esibizione erotico-circense e di corpi seminudi!


Scritto il 20 Maggio 2008 da Stefano Errante

Categoria: Politica, Società | 1 Commento »

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