Il “MOBBING”: in Ialia è un male endemico, un milione e mezzo di casi denunciati. Soprusi e umiliazioni quotidiane che finiscono prima in clinica e poi in tribunale.
Gli abusi e le vessazioni subite in ambito lavorativo sono difficili da dimostrare legalmente. In Italia esistono gli sportelli “mobbing” presso le Camere del Lavoro e se ne sentono di tutti i colori:
- l’impiegata che al rientro dalla maternità trova la sua scrivania occupata da un’altra persona e viene relegata ad una mansione secondaria;
- il capoufficio che si ritrova senza più nessuno da dirigere e senza neppure un incarico preciso per se stesso;
- il giovane operaio emarginato e costretto a fare i turni peggiori per avere chiesto maggiori tutele sindacali;
- la cassiera del supermercato che per aver rifiutato le avances di un superiore si è ritrovata spedita dietro al banco del pesce, al freddo e in mezzo al persistente odore di trote e molluschi.
Situazioni che si verificano perché nell’ambiente di lavoro si cercano costantemente dei “capri espiatori” per giustificare un fallimento aziendale, ma anche solo per invidie o risentimenti personali, puro sadismo o semplici antipatie.
Il “mobbing” è un mostro, che si presenta in punta di piedi, sottilmente, si appalesa con piccole critiche, cresce con l’isolamento professionale ed umano, anche venato da un certa derisione, che porta ad un demansionamento professionale e si conclude con vere e proprie vessazioni, aggressioni verbali in pubblico e culmina con il licenziamento.
Chi subisce il “mobbing” spesso si ammala, depressione e psicofarmaci per affrontare il calvario quotidiano, perché non sempre si è nelle condizioni di potersi licenziare, quindi si subisce di tutto, passivamente.
Invece bisogna reagire, bisogna instaurare sacrosante vertenze con i datori di lavoro di fronte al giudice del lavoro, vertenze che tendono al riconoscimento del danno biologico ed esistenziale (avvio del procedimento ex art 410 cod. proc. civ. per discriminazioni e vessazioni sul luogo di lavoro da parte dei preposti – risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, compresi quelli biologici, esistenziali e morali).
Scritto il 14 Marzo 2008 da Gianni di Tacco
Categoria: Lavoro |
1 Commento »
300 mila firme, manifestazioni in oltre 200 piazze italiane e una ventina straniere: l’esito del V-Day!
E il mondo politico come ha reagito? Male, molto male. Pier Ferdinando Casini ha dato il meglio di se definendola "la più grande delle mistificazioni", una manifestazione "di cui dovremmo tutti vergognarci". Lui non si vergogna? Non si vergogna di parlare tanto di famiglia basata sul matrimonio e poi avere alle spalle un divorzio e una filglia da una donna (Miss Caltagirone mica una qualunque!) con la quale non è ancora sposato? Non si vergogna di quel che ha fatto il suo compare di partito Mele? No, certo che no. Nel suo delirare ha anche detto: "E’ stato attaccato Biagi che invece andrebbe santificato". Sicuramente nessuno approva il suo omicidio da parte dell BR, ma di certo non si può dire che la legge che porta il suo nome abbia migliorato la situazione lavorativa italiana. E gran parte di quelli che han partecipato al V-Day lo possono dire in quanto sono i giovani precari, figli della sua famosa riforma! Lo provano sulla propria pelle!
Poi abbiamo gli altri colleghi di Casini; Bossi che dice: "E’ un’esagerazione, io sono stato condannato ma cosa vuol dire?", Giulio Tremonti: "Non condivido nè Grillo nè i tanti grilli ben vestiti che sono in giro. Certamente il comico genovese è più simpatico di tanti moralisti" e Gianfranco Fini: "Grillo le spara grosse…" .
Cari politici non potete ignorare 300 mila elettori che sono stufi di voi, stufi di essere presi in giro e di subire passivamente. Forse non avete capito che sono per lo più giovani che rappresentano il futuro dell’Italia. Voi siete ormai anzianotti e non guardate certo al futuro ma pensate ad accapparrarvi il più possibile. Considerate che ci sono tante altre persone che la pensano come quei 300 mila ma non sono riusciti a mettere la firma. NON POTETE IGNORARCI!
La voce fuori dal coro è la Rosy Bindi ammettendo che non si possono ignorare tuttte queste firme e dice che bisogna dare una risposta che, guardacaso, è il nuovo PD. No cara Rosy, non puoi cavalcare l’onda e sfruttarla a tuo favore! Infine abbiamo Caruso che stupisce con la sua proposta, quella di fare un raduno pacifico sotto il palazzi del potere, per far sentire al governo il fiato sul collo di un malessere sociale. Ok, ma che sia un assedio pacifico e non si trasformi in un cannabis-party o in un pretesto per far sfogare gli inquilini dei centri sociali o peggio ancora i black bloc.
Scritto il 10 Settembre 2007 da Stefano Errante
Categoria: Politica, Società |
5 Commenti »

Finalmente dopo anni ho deciso di andarmene da una società che mi ha sfruttato e umiliato. Ci lavoravo giusto perchè avevo un contratto, fatto dopo anni di agonia e nuove leggi, e perchè non sapevo dove andare, considerando che purtroppo non si trova lavoro. Ero arrivato ormai allo stremo, venivo pagato sempre in ritardo (di mesi) e ogni volta dovevo stare a elemosinare lo stipendio.
Venivo spiato! Erano arrivati addiritura a far finta di uscire dall’ufficio con tanto di chiusura della porta e saluto, ma rimanevano all’interno ad origliare ed una volta stufi aprivano e uscivano richiudendo la porta. Bastardi! Non solo, avevano pure condiviso il disco fisso del mio computer e registrato le telefonate. Ma poi perchè tutto questo? Ho sempre lavorato sodo e la mia produttività era oltre il 100%, come loro stessi ammettevano. Mobbing allo stato puro. Tutto senza motivo, giusto per la loro cattiveria.
Ebbene dopo aver riscontrato un aumento pericoloso della pressione arteriosa, malessere, stress, nervosismo, totale assenza di stimoli, etc… ho deciso di darci un taglio: la mia salute prima di tutto! Me ne sono andato dopo aver finito tutti gli ultimi lavori e senza aver trovato un altro impiego. L’ultimo giorno non sono stato neache salutato!
E adesso mi ritrovo dopo mesi e senza un euro in tasca a chiedergli di pagarmi tutto quello che ancora mi devono. Non rispondono alle mie comunicazioni e in quelle che ci sono state prima non dicono nenache se e/o quando lo faranno. Gli avevo pure fatto presente la mia situazione economica e hanno avuto il coraggio di dire << Devi farti le ossa >>. Bastardi!
Molti continuano a dirmi di fargli causa per mobbing, ma come faccio a provarlo? Posso mai chiedere a quei poveri disgraziati che ancora, per necessità, lavorano in quella azienda di testimoniare? Ecco qual è la situazione dei giovani italiani. Una cosa è certa: non me ne starò con le mani in mano.
Avrei voluto scrivere tutto per bene, ma non riesco, sono ancora troppo triste e amareggiato… passerà, spero!
Scritto il 27 Luglio 2007 da Stefano Errante
Categoria: Lavoro |
11 Commenti »