le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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Rom Pride: marcia su Roma


Rom che manifestano contro l'Italia rizzista, chiedendo una casa...

Rom e Sinti sfilano a Roma il giorno dopo il gay pride, protestando contro il “clima di intolleranza” che si è creato nei loro confronti.

Rivendicano la cultura di un popolo che non ha mai avuto un carcere, un esercito o uno Stato ed il loro diritto di vivere nella nostra società. Un popolo che vuole far conoscere la propria cultura, la propria musica e la propria cucina.

Per la prima volta “non vogliono più essere rappresentati da nessun altro che da loro stessi”. Il loro obiettivo consiste nel far capire ai cittadini italiani di non fidarsi dei luoghi comuni contro di loro, infatti loro asseriscono di non sentirsi “nomadi per cultura” e considerano i campi nomadi come una vergogna che deve sparire.

Rom e Sinti vivono in Italia da molti anni (alcune comunità dal XVI° secolo), alcuni sono già cittadini italiani altri ne rivendicano la cittadinanza, ma guardandoli sfilare davanti al Colosseo e sentendo le loro interviste li ho visti ben distanti dall’integrazione.

Quando sono itervistati si riferiscono ai chi non è Rom come: “voi italiani”, quindi probabilmente non si sentono completamente italiani.

Dichiarano di non voler vivere accampati e vogliono le case, ma quando si sono tentati esperimenti di integrazione questi sono falliti (una decina di anni fa a Lamezia Terme (CZ) fu assegnata dal Comune una palazzina a delle famiglie Rom che tra le prime cose che fecero si auto-demolirono gli impianti idrici per venderne i tubi come “ferro vecchio”, questa palazzina dopo alcuni mesi fu sgomberata ed abbattuta per le condizioni in cui fu ridotta, le vasche da bagno riempite di terra e trasformate in orti ed cavalli come animali da compagnia allevati sui balconi).

Poi VOLERE la casa non lo trovo un percorso equo-sociale, prima si dovrebbe chiedere un lavoro, guadagnare, risparmiare e poi acquistare la propria abitazione, come tutti i cittadini italiani fanno. Invece non ho sentito richieste di lavoro.

Vivono in Italia da 5 secoli ed ancora non tutti parlano italiano, molti bambini non vanno a scuola, molti uomini e donne non lavorano, molti si dedicano all’accattonaggio o peggio al crimine (furti e traffico di droga soprattutto), tutti esaltano la parte della loro cultura che li vuole chiusi in strette e autoghettizzate comunità. Non mi sembra si abbia tutta questa voglia di integrazione con “noi italiani”.

Prima di chiedere diritti e additare la società come razzista se non, peggio, nazista si dovrebbe fare un po’ di autocritica e modificare il proprio comportamento a quello che impone la civile convivenza.

Non discrimino Rom e Sinti per la musica che ascoltano o per i cibi con cui si nutrono, non discrimino nessuno quando lavora e non delinque, anzi per quanto “diverso” possa essere tanto più lo ritengo una risorsa di “biodiversità” per la società, ma non posso non discriminare chi delinque in maniera sistematica ed organizzata.


Scritto il 9 Giugno 2008 da Gianni di Tacco

Categoria: Società | 3 Commenti »

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Lassismo giudiziario: indulto quotidiano, lavoro del poliziotto vano!


Poliziotti«Viviamo una situazione di indulto quotidiano di cui tutti parlano. Ma su cui non si è fatto nulla negli ultimi anni. La certezza della pena, che trova il consenso unanime della politica, della magistratura, dell’opinione pubblica è quanto di più incerto esista: meglio una pena blanda oggi che non la promessa di un castigo futuro che non arriva mai.»

Queste sono le chiare parole del capo della Polizia Antonio Manganelli, pronunciate durante il suo intervento al Senato davanti alle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia. Sono parole che non dicono niente di nuovo, parole che confermano il problema della sicurezza di cui tanto si discute.

Manganelli (mai nome di un capo della polizia fu più azzeccato ) ha anche fornito una serie di dati: dall’inizio del 2008 sono stati fermati ben 10500 clandestini che non sono stati espulsi e di cui solo 2400 ospitati nei centri di accoglienza. Praticamente la "giustizia" italiana si è limitata a dire ad 8100 clandestini "non potete rimanere"!

<<Quando arrestiamo qualcuno per uno dei reati di cosiddetta criminalità diffusa e scopriamo che quel qualcuno nell’ultimo semestre era stato già arrestato altre tre o quattro volte per lo stesso tipo di reato>> dice Manganelli.

Tutto questo a confermare il fatto che in Italia le leggi ci sono, soltanto che chi ha l’autorità per applicarle non lo fa. Ci ritroviamo un sistema di regole farraginose e spesso contraddittorie che garantisce a chi delinque di farla franca! Inutile che la Polizia vada ad intercettare i criminali quando poi questi ritornano liberi, graziati da giudici e magistrati, che spesso e volentieri continuano a commettere reati. Non solo, si fanno anche beffa della Polizia!

Questo lassismo ha portato gli italiani a sentirsi insicuri, a essere sfiduciati e a farsi giustizia autonomamente. La Polizia e le altre forze rischiano quotidianamente la vita per la nostra sicurezza ma non gli si rende abbastanza merito, li si offende spesso e volentieri e poi c’è pure chi ha il coraggio di gridare frasi del tipo "10, 100, 1000 Nassiriya"…

Ultimamente si parla di clima di intolleranza e xenofobia creato dal nuovo governo di centro destra. Una chiara strumentalizzazione dell’opposizione e di un paese, la Spagna, che ha la paura di veder dirottare le rotte degli immigrati nei loro territori. Altro che intolleranza! Il problema degli immigrati è serio e confermato da dati chiari. Sempre Manganelli riferisce che <<il 30 per cento degli autori di reato di criminalità diffusa sono immigrati clandestini, con picchi al nord del 60-70 per cento>>.

Come risolvere il problema? Rispettare la legge e punire chi sbaglia. E gli immigrati che vogliono vivere nel nostro paese non fanno eccezione!


Scritto il 30 Maggio 2008 da Stefano Errante

Categoria: Altro | 2 Commenti »

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Problema immigrazione e strumentalizzazione politica


Dopo il raid di violenza avvenuto a Roma, dove un gruppo di sei/sette persone a volto coperto ha preso a sprangate dei negozi gestiti da immigrati, si è scatenata una gran polemica.

Subito l’opposizione si è lanciata in accuse di "xenofobia e intolleranza", additando l’attuale sindaco della capitale Gianni Alemanno e accusandolo di aver favorito questo clima teso nei confronti degli immigrati. Parlano addirittura di un "clima da caccia alle streghe".

Quello che davvero non capisco è come possa la sinistra ignorare la situazione insostenibile che si è venuta a creare proprio grazie alla loro politica di tolleranza e di non rispetto dei cittadini italiani. I quartieri della periferia della capitale, come in tante altre città, si sono trasformati in zone degradate, dove ai soliti problemi delle zone periferiche si sono aggiunti quelli creati da alcuni gruppi di immigrati.

Proprio nella zona del Pigneto dove è avvenuto il raid, come anche verso Centocelle, i residenti sono esasperati dallo spaccio incontrollato per la strada come anche dagli schiamazzi notturni che provengono proprio da questi negozietti (aperti anche la notte) gestiti da immigrati. La sera si creano addirittura dei gruppetti di extracomunitari che bevono alcolici e si ubriacano, diventando una preoccupazione oltre che un disturbo per la quiete pubblica.

Tra le altre cose secondo la questura la questura di Roma, il raid avvenuto al Pigneto non ha una matrice politica di estrema destra, ma ha come movente il furto di un portafoglio, rinvenuto guarda caso in uno dei negozi presi d’assalto. Altro che caccia alle streghe!

Non vedo come si possano lanciare simili accusare al sindaco Alemanno, lui che è stato il primo a condannare questo episodio, come anche altri di questo genere. Si è anche precipitato a controllare di persona la situazione e a parlare con gli immigrati vittime dell’aggressione, rassicurandoli che il comune provvederà a risarcire i danni.

Sin dalla campagna elettorale disegnavano Alemanno come un "fascista / razzista"! Se non erro è addirittura andato, a sorpresa, nel campo rom sulla Casilina per rendersi conto della situazione e parlare direttamente con gli ospiti del campo, cosa che Veltroni non ha mai fatto! Non si può confondere il bisogno di sicurezza con l’intolleranza razziale!

Walter Veltroni dichiara che non gli «piace come il centrodestra sta trattando il problema relativo all’immigrazione, questo finirà per creare più problemi che altro». Ma non gli viene in mente che il problema, oramai al limite, è stato creato dalla loro politica di tolleranza? Sul giornale, nella sezione cronaca di Roma, leggo che un ragazzo è stato picchiato e rapinato da cinque stranieri, che a Centocelle un rumeno 23 enne ha rapinato dei trans… e a questi vanno aggiunti tutti gli altri tristi fatti di cronaca dei mesi scorsi.

Sarà il caso di punire chi sbaglia ( sia esso italiano o extracomunitario! ) e ridare ai cittadini il senso di sicurezza perduto?


Scritto il 26 Maggio 2008 da Stefano Errante

Categoria: Politica, Roma | 2 Commenti »

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