Invasione di meduse nei mari italiani
Gli scienziati e biologi marini hanno notato un’anomala proliferazione di questo celenterato in tutti i mari del pianeta, anche nel nostro Mediterraneo.
Questa estate si prevede un’invasione sulle coste spagnole, francesi e dell’Italia centro-settentrionale. Già in questi giorni le segnalazioni si moltiplicano.
Ma quali sono le cause?
Sicuramente i cambiamenti climatici (innalzamento della temperatura dell’acqua) ed il numero sempre più esiguo di nemici naturali (le tartarughe marine, i tonni, i pesce spada ed i cetacei). Pare che, infine, l’inquinamento stesso ne favorisca la proliferazione, quindi è da escludere la leggenda metropolitana che le meduse si trovano solo nei mari puliti (guardate oggi il mare di Genova, certificato come inquinato: è pieno di meduse).
I recenti studi, infatti, confermano che le meduse si riproducono e vivono anche in ambienti inquinati, poveri di ossigeno, ma ricchi di sostanze nutritive. L’immissione in mare di prodotti chimici derivanti da attività agricole e zootecniche e dal cattivo funzionamento dei depuratori favorisce l’anomala riproduzione del fitoplancton (microrganismi vegetali) che alimenta lo zooplancton (microrganismi animali) a sua volta nutriente delle meduse. Le quali, quindi, non sono affatto simbolo di acque pulite, ma indicatore di un ecosistema marino alterato.
Se le meduse mediterranee non sono pericolose più di tanto, nei mari tropicali esistono alcune specie in grado di uccidere un uomo in pochi minuti (come la medusa cubo australiana per esempio).
La proliferazione delle meduse è un problema ecologico internazionale (che va ben oltre il fatto di non poter “fare il bagno”), è un grave segnale di squilibrio ambientale che non rientra nella normale evoluzione del pianeta.
Scritto il 4 Luglio 2008 da Gianni di Tacco
Categoria: Ambiente |
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