Ed ecco la tanto attesa decisione del presidente della repubblica: Napolitano ha conferito al presidente della camera Franco Marini un «incarico finalizzato» per verificare «le possibilità di consenso per una riforma delle legge elettorale» e di un governo che se ne occupi.
Sinceramente sono molto ma molto deluso, tanto da mettere in dubbio che l’attuale Presidente della Repubblica sia super partes.
Abbiamo gran parte dei politici che si sono schierati nettamente contro. Come sarà mai possibile che il povero Marini riesca a portare a termine l’incarico? La cosa è molto chiara, l’accordo sulla legge elettorale non ci sarà mai con questo governo tecnico. Berlusconi, Casini, Fini, Bossi, Calderoli sono stati molto chiari con Napolitano durante le consultazioni. Come ha potuto il Presidente ignorare tutto ciò? Allora faccio bene a pensare che non sia poi così tanto imparziale! Vuole forse dare più tempo a Prodi e a Veltroni per riacquistare voti? Ora andrebbero sicuramente incontro ad una clamorosa sconfitta.
Perchè prolungare l’agonia del paese? Le elezioni ci porterebbero ad una vera maggioranza e non a quella fantomatica del governo Prodi. Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini si sono impegnati nella prossima legislatura a promuovere riforme condivise.
Tutti vogliamo una nuova legge elettorale, ma questa potrà essere fatta solo da un governo con una vera maggioranza (a prescindere dal fatto che sia di destra o di sinistra).
Scritto il 31 Gennaio 2008 da Stefano Errante
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Questa povera Italia continua a non avere pace. Dopo la caduta del traballante governo Prodi ci ritroviamo ad un bivio. Adesso il futuro degli italiani dipende dalla decisione del presidente della Repubblica Napolitano. Sappiamo tutti molto bene che si tratta di una decisione da prendere con le dovute riflessioni. Da un lato abbiamo un possibile governo esplorativo e dall’altra le votazioni.
Secondo le voci che girano Napolitano sarebbe propenso ad un governo guidato da Marini, che possa formulare e approvare una nuova legge elettorale. Ma sappiamo bene quanto la cosa sia difficile. Abbiamo un panorama politico decisamente frammenttato, dove ogni singolo partito fa facilmente spola da un’ala all’altra, ricattando gli alleati del momento e promettendo fedeltà agli avversari perseguendo i propri interessi personali.
Il presidente Napolitano ha preso dell’altro tempo. La mia paura è che in qualche modo non voglia far altro che favorire l’ala sinistra (dalla quale provviene), dando mandato di creare un governo non esplorativo, bensì un governo che consenta a Prodi & C di riacquistare punti e gli elettori delusi.
La vera soluzione, secondo il mio parere, sono le elezioni che, con tutta probabilità, ci porteranno ad un governo con una vera maggioranza, in grado di apportare le modifiche alla legge elettorale.
Il governo precedente non è mai andato d’accordo. Minacciava crisi continue e riusciva a legiferare solo ad un paio di miseri voti, andando avanti anche sin troppo…
Il "nuovo" volto politico, Walter Veltroni (che ha dimenticato di essere sindaco di una Roma allo sbando!), ha tutto l’interesse a chiedere un governi tecnico. Ora non riuscirebbe ad avere il successo sperato. Ha bisogno di più tempo per conquistare voti e alleanze. Napolitano che farà? Lo accontenterà? Intanto io continuo a sentire nostalgia di Ciampi!
Scritto il 31 Gennaio 2008 da Stefano Errante
Categoria: Politica |
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Che spettacolo da Repubblica delle Banane!
Nel Senato della Repubblica, in occasione del voto di fiducia al Governo Prodi, il dibattito politico finisce in rissa: ingiurie, corna e sputi servono a sottolineare una divergenza politica interna al partito di Mastella (3 senatori).
Sullo sfondo della caduta del Governo Prodi appare così evidente la crisi del Paese, crisi profonda, sociale, etica e morale, nonché economica. Degrado civile ben rappresentato dal senatore Barbato (che si vendica della bocciatura di un suo emendamento al decreto legge collegato alla Finanziaria sulla giustizia che prevedeva l’assunzione di 23 dirigenti al ministero della Giustizia). Degrado il cui simbolo rimane però indiscutibilmente Clemente Mastella, il poetico, il giorno prima di dimettersi ha firmato un decreto di nomina di magistrati, tra cui un pm della procura di Santa Maria Capua Vetere, ha nominato magistrati al Comitato direttivo della Scuola della magistratura, indicando, appunto, anche un pm della procura di Santa Maria C.Vetere, ufficio titolare dell’indagine a suo carico. Scuola di magistratura la cui sede, scelta dall’ex-ministro, è, guarda caso, proprio la “sua” Benevento, preferita all’ultimo momento a Catanzaro.
Quello che mi fa più rabbia che gente come Mastella cade sempre in piedi ed è pronto a salire sul carro del vincitore, che in questi giorni sembra essere Silvio Berlusconi. Sarà il futuro ministro della Giustizia o si accontenterà della Difesa?
Scritto il 25 Gennaio 2008 da Gianni di Tacco
Categoria: Politica |
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