le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

Your Ad Here

L’eroina: il surrogato dell’impossibile, una serie multipla di orgasmi disseminati in tutto il corpo


Ricordo il film “ Trainspotting” che inizia con una voce fuori campo (mentre scorrono le immagini di un ragazzo mentre si “buca”) che dice:

<< Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete lavatrice, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita, scegliete un mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici, scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina, scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi, scegliete un futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos’altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina?…>>

Alcuni consumatori definiscono il flash euforico da somministrazione endovenosa di eroina simile a una serie multipla di orgasmi disseminati in tutto il corpo. Per irretire la mente le sensazioni che da l’eroina sono sicuramente forti e piacevoli.

Eroina 

Come è nata

Un chimico tedesco, Felix Hoffmann, nella sua ricerca ottiene l’aspirina (acetilazione dell’acido salicilico) e l’eroina (acetilazione della morfina) per impiego terapeutico per malattie pneumologiche e neurologiche, ma non erano stati calcolati gli effetti della dipendenza. L’eroinomania divenne un’emergenza sanitaria (nel 1905 la città di New York consumava circa due tonnellate di eroina all’anno, fenomeno diffuso anche in Europa, Egitto e Cina).

Nel 1925 in Italia e negli Stati Uniti fu vietata la produzione, l’importazione e l’uso di eroina (seguirono tutte le altre nazioni).

La fortissima richiesta fece sorgere un po’ dovunque laboratori clandestini in cui l’eroina veniva prodotta a partire dall’oppio e dalla morfina in esso contenuta.

Nei primi anni settanta l’eroina viene lanciata sul mercato italiano delle droghe con una vera e propria operazione di marketing: vennero fatte sparire tutte le altre e fu offerta al loro posto eroina a prezzi molto bassi. Poco dopo, quando i consumatori erano passati alla nuova droga e ne erano divenuti dipendenti, il prezzo salì alle stelle.

 

Dove si produce

Allo storico “Triangolo d’oro” (Thailandia, Birmania e Laos ) si è aggiunta l’Asia Centrale, infatti, dopo l’invasione sovietica dell’Afghanistan (1978), è stata incrementata la produzione di oppio in Afghanistan e Pakistan, per finanziare la resistenza mujaheddin, fino a diventare il principale produttore di eroina al mondo (60% della domanda USA - In Pakistan la popolazione tossicodipendente è passata da quasi zero a 1.200.000 persone). Nel 1995 l’ex direttore dell’operazione afghana della CIA, Charles Cogan, ha ammesso che la CIA aveva effettivamente sacrificato la guerra alla droga per combattere la “Guerra Fredda”. Gli introiti dell’oppio sono passati poi ai talebani ed oggi ritornati ai mujaheddin, (tre quarti della produzione mondiale – 200 miliardi di dollari all’anno), all’antica "via della seta" si è sostituita la moderna via dell’oppio coinvolgendo nel traffico anche Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan, Turkmenistan e Kazakistan

Il ciclo di produzione dell’eroina necessita di sedici operazioni di trasformazione (500.000 fiori di papavero producono circa 10 kg di oppio – costo 1000 euro -, da cui si ricava 1 kg di eroina – costo 200.000 euro).

L’eroina può essere iniettata in endovena, ma anche fumata o sniffata, il cocktail di eroina e cocaina o anfetamine sia endovena che fumate o sniffate, viene comunemente chiamata "speedball".

 

Situazione in Italia

Gli eroinomani, dopo il boom degli anni settanta sono costantemente diminuiti di numero, anche perché falcidiati dal diffondersi dell’AIDS (diffuso con lo scambio della siringa infetta), dalle overdose (la dose letale è di circa 100 mg endovena nei soggetti non assuefatti - una dose contiene da 3 a 10 mg. -, nei tossicodipendenti si sviluppa, oltre la dipendenza, anche l’assuefazione per cui aumentano sia la dose letale che quella necessaria per ottenere l’effetto cercato – gli eroinomani assumono anche 3 grammi al giorno in due-tre dosi-) e dal cattivo taglio della droga (l’eroina è “tagliata” con altre droghe, zucchero, amido, latte in polvere, chinino, ma anche stricnina o altri veleni).

I morti overdose nel 2006 sono stati 517 (molto meno dei 1.556 nel 1996), per quasi il 50% erano over 35enni (48% dei casi non e’ stata riconducibile ad una sostanza precisa, 41% per eroina e 9% per cocaina). Il “Servizio Tossicodipendenze” (Ser.T.) su una platea di 10.376 tossicodipendenti, ha constatato 190 decessi (36,8% overdose, 20% Aids e 15,8% cause violente).

In Italia gli eroinomani, rispetto agli altri “tossici”, si riconoscono ad un primo sguardo, sono quelli che ti chiedono la monetina alla stazione ferroviaria, magri, emaciati, con lo sguardo assente ed il passo sonnambolico, euforici o disperati.

La dipendenza da eroina è un disagio cronico, che produce grossi cambiamenti a livello molecolare e neurochimico nel cervello. La tendenza del corpo umano ad assuefarsi a tale sostanza è chiamata "tolleranza". La tolleranza aumenta in modo notevole e in tempi brevi, dando all’individuo una dipendenza fisica che lo costringe ad impiegare ogni sua energia per trovare ed usare ancora eroina, in quantitativi via via maggiori.

La persona dipendente da eroina (il “tossico”) è costretto a assumere eroina, anche in modo compulsivo, poiché l’interruzione brusca causa gravi sintomi di astinenza (profondo senso di agitazione, tremolio, dolore a muscoli e ossa, insonnia, vomito e diarrea).

Staccarsi dall’eroina è difficilissimo proprio perché la persona non riesce ad affrontare i terribili sintomi che ne conseguono.

 

Cosa fare?

La dipendenza da eroina è una malattia, ci si deve rivolgere al Servizio Tossicodipendenze delle ASL (Ser.T.) per seguire un percorso di disintossicazione e successivamente rivolgersi a Comunità Terapeutiche specializzate per tenere lontano la persona da ricadute causate da un ambiente familiare o sociale deviante.

Esistono diverse Comunità a "Bassa Soglia", dove la persona può accedere anche se ancora in trattamento metadonico; esistono anche delle Comunità che inseriscono i ragazzi in una realtà di lavoro.

Diffidate di comunità che vi promettono una guarigione immediata, l’eroinomane rimane tale spesso per tutta la vita, sicuramente a livello psicologico. Si deve puntare, quindi, alla disintossicazione del fisico e successivamente al rafforzamento psicologico che dovrà sopportare gli attacchi e le pulsioni, che sicuramente arriveranno nel tempo, che deriveranno dall’eroina.

 

Altri dati (cinici) relativi al problema e riflessioni

In Italia si spendono 2,7 miliardi di euro per il tentativo di reprimere il “fenomeno droga”, 1,9 miliardi di costo sono stimati per la perdita di produttività sociale e 1,7 miliardi per i costi sanitari e sociali connessi.

Secondo le ultime stime dell’Istituto Superiore di Sanita’, in Italia ci sono ogni anno circa 24.000 decessi sono associati all’alcol - cirrosi epatica e gli incidenti stradali – e 80.000 decessi sono attribuibili al fumo - carcinoma polmonare - (14% di tutte le morti, 91% di tutte le morti per cancro al polmone).

Dobbiamo riflettere sui rapporto costi e benefici e scegliere se combattere tutte le droghe in quanto tutte fanno male e tutte provocano dipendenza, allarme sociale e costi per la collettività oppure procedere ad un’ulteriore liberalizzazione diminuendo i costi della repressione del fenomeno e contemporaneamente eliminare l’entrata più importante nel bilancio della criminalità organizzata. In Italia per ora si è scelta la terza via: un limbo che consente di avere droghe legali e droghe illegali.


Scritto il 14 Aprile 2008 da Gianni di Tacco

Categoria: Società | Nessuno commento »

Your Ad Here


Napoli: un milione di cittadini sospettati di aver commesso un illecito penale


Napoli: un milione di cittadini sopsettati di aver commesso un illecito penaleIncredibile: a Napoli il 30% della popolazione ha precedenti di polizia.

Oltre ai 78 clan camorristici con gli oltre 3.000 affiliati è il contesto sociale della città ad essere degradato, l’illegalità è diventato un sistema.

Sui circa 4 milioni di cittadini residenti in provincia di Napoli almeno un milione e duecentomila sono sospettati (a torto o ragione) di aver commesso un illecito penale più o meno grave.

Siamo di fronte alla “spiralizzazione” delle dinamiche delinquenziali: i comportamenti violenti e aggressivi si intrecciano con le piccole illegalità, con la diffusa disattenzione alle minime forme di senso civico, costringendo le forze dell’ordine a investire risorse in compiti diversi da quelli che sono loro affidati.

La camorra è parte integrante della storia di Napoli, questo fatto rende incerti i confini tra criminalità comune e mafiosa. Paradossalmente, più dei tremila camorristi fa paura quel milione e passa di cittadini denunciati un vero e proprio “popolo dei sospettati”, humus ottimale per far proliferare la Camorra ed i suoi traffici illeciti (droga, armi, prostituzione, gioco d’azzardo), ma anche le proprie attività economiche lecite (appalti, edilizia, ciclo dei rifiuti) nonché i suoi legami con la politica.

I dati relativi al 2007 raccontano di un’operazione anticamorra ogni tre giorni, per un numero complessivo di oltre mille arresti, se poi guarda all’azione repressiva contro tutte le forme di illegalità, il numero di manette scattate sale vertiginosamente: undicimila arresti nel 2007 da parte dei soli uomini della Polizia di Stato.

Come possiamo far ritornare a Napoli l’etica e la cultura della legalità in modo tale da ricondurre la città al suo antico splendore?


Scritto il 5 Marzo 2008 da Gianni di Tacco

Categoria: Società | 1 Commento »

Your Ad Here


IV POTERE : speculare sulle tragedie umane.


Schifosi avvoltoi, privi di dignitàCon sconcerto leggo la storia dell’arresto per droga di Azouz Marzouk il marito e padre della strage di Erba.

Il quadro che emerge dalle intercettazioni telefoniche è sconfortante, non tanto per la storia di droga, ma per lo spessore umano che emerge.

Azouz dopo il massacro della moglie e del figlio di due anni diceva: «È il periodo migliore della mia vita, che me ne frega delle bare» e si vantava di essere ormai richiesto come un gigolò e di “pippare” coca a volontà.

Grazie alla giornalismo spazzatura Azouz si è costruito una carriera mediatica: ha venduto i diritti d’immagine dei funerali della moglie e del figlio, si è messo in coda per entrare nell’agenzia di Lele Mora ambendo asfilate di moda, comparsate in discoteche e reality show, ha fatto amicizia con Fabrizio Corona che quando ha saputo dell’arresto del suo amico non ha esitato a raggiungerlo per esprimere tutta la sua solidarieta’.

Lo stesso Corona (balzato agli onori della cronaca anche lui per vicende giudiziarie- vallettopoli-) svela che "proprio domani sarebbe andato a ballare in discoteca all’Holliwood di via Como, a Milano. Mi aveva chiesto tre inviti per andarci con due suoi amici". Lo stesso fotografo ha anche ricordato che "presto io e Lumumba (il musicista finito in carcere per l’omicidio di Meredith a Perugia e poi scarcerato) incideremo un disco".

Tutto questo si aggiunge alla storia del rom Marco Ahmetovic (condannato in primo grado a sei anni e mezzo per l’omicidio di quattro giovani minorenni ad Appignano del Tronto in provincia di Ascoli, investiti dal suo furgone mentre lui era alla guida ubriaco.) che ha deciso di diventare testimonial di una sua linea di orologi «griffati» («Linearom» a 159 euro)

Ma dove vogliamo arrivare? Non abbiamo già toccato il fondo?


Scritto il 3 Dicembre 2007 da Gianni di Tacco

Categoria: Società | 8 Commenti »

Your Ad Here


Copyright © 2oo7 by le cose che non vanno

Contattaci

Questo/a opera è pubblicato sotto una
Licenza Creative Commons

Creative Commons License