le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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Bertinotti ed il fascino oscuro del dittatore Hugo Chavez


Chavez e Bertonotti... NO COMMENT!I comunisti di casa nostra hanno sempre avuto un debole per le dittature, un tempo anelavano la Madre Russia di Stalin, e la lunga marcia di Mao, ultimamente si sono rifugiati nell’amarcord di Fidel Castro e l’anti-imperialista statunitense il “Presidente” venezuelano Chavez.

Il nostro ex presidente della Camera in visita in Venezuela ha dichiarato: ”La diplomazia parlamentare consente un rapporto più ampio tra i popoli, le culture e le democrazie: può aiutare a creare quel dialogo tra diversi Paesi che spiana la strada ai governi".

Ma il Bertinotti dovrebbe sapere che Chavez è un dittatore eletto con brogli elettorali (la prima volta che ha preso il potere è stato tramite un colpo di Stato militare).

Hugo Chavez è anche il finanziatore delle FARC (Forze Armate Comuniste Rivoluzionarie) che fomentano una vera e propria guerra civile nel vicino Stato della Colombia e che controllano parte del Narcotraffico mondiale della cocaina.

Bertinotti dice: "i popoli devono conquistare la consapevolezza di appartenere alla stessa specie e di condividere lo stesso destino dell’umanità" e ancora accenna all’indigenismo ed alla rinascita della politica in Sudamerica, "basata sul nuovo rapporto tra politica e popolo". Ovvero sul populismo armato?

Paradossale è un’ultima frase riportata dall’ansa:“un aiuto essenziale al mondo di oggi può venire anche dai movimenti altermondialisti, no-global e per la pace". Citare questa frase ad un guerrafondaio è una vera tragicomica.

Fausto è più simpatico con i suoi maglioncini di cachemire e la sua erre moscia “padronale” nei cortei operai italiani.


Scritto il 28 Gennaio 2008 da Gianni di Tacco

Categoria: Politica | 1 Commento »

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Se la Cina è il futuro del mondo stiamo freschi! Boicottiamo i prodotti cinesi!


Made in ChinaOgni giorno si legge dei balzi in avanti che fa l’economia cinese, ma il prezzo da pagare è altissimo.

Gli imprenditori occidentali, italiani in prima fila, producono i loro prodotti in Cina perché il costo del lavoro è bassissimo, si sfruttano legioni di operai-schiavi privi di ogni copertura sociale e previdenziale.

I prodotti cinesi, anche se privi delle certificazioni europee, anche se tossici, di scarsa qualità, continuano ad invadere i nostri mercati.

La crescita del PIL in Cina è al 10 % (in Italia siamo al 1,2%), ogni anno si hanno milioni di ricchi in più (in Italia ogni anno molte famiglie scendono sotto la soglia di povertà), in Cina si fanno opere pubbliche faraoniche (la diga più grande del mondo), senza tener conto di devastare la natura o evacuare milioni di persone, ogni anno si inurbano 15 milioni di cinesi e quindi è come si costruissero due New York, tutto questo comporta dei costi immani per l’ecosistema mondiale.

La Cina è il vero impero del male, una dittatura dotata di una lucida intelligenza, che ha lasciato libera l’iniziativa economica fino a non fregarsene niente dei cittadini comuni e degli operai, una società volta ad ottimizzare il profitto ed il lucro, il plus valore (eppure sono ancora comunisti), tutto è permesso, tutto si compra e tutto si vende (esseri umani compresi), unico veto assoluto è la politica, da Tienanmen in poi chi si interessa di politica è perseguitato e ucciso, ogni opposizione repressa, internet censurata, Taiwan nelle mire espansionistiche, il Tibet occupato con il Dalai Lama esiliato e chiunque nel mondo è diffidato dall’incontrarlo, anche in Italia non gli è stato permesso di parlare alla Camera dei Deputati, perfino ad un concorso di bellezza in Malaysia, su pressione di Pechino, «Miss Tibet» poteva parteciparvi solo come «Miss Tibet-Cina».

In Cina ci sono più esecuzioni capitali che in tutto il resto del mondo messo insieme, ma a tutto questo non si pensa, adesso si avvicinano le olimpiadi e la Cina si prepara per dare un’immagine positiva, addirittura si fa scuola di tifo: “150 persone alla volta dentro una stanza insonorizzata ad applaudire a comando. Quando si alza la bandiera gialla parte l’urlo, uno a scelta tra i 20 cori autorizzati. Dirige il traffico Zhang Xi, 24 anni e la tessera della gioventù comunista, uno tanto dentro il sistema da prendersi un giorno di ferie per insegnare a esultare. «È un onore». Nessuno di quelli che imparano a cantare «Zhongguo, Zhongguo bi sheng» (più o meno «Cina Cina vincerà») è certo di avere uno dei sette milioni di biglietti a disposizione, ma le lezioni fanno parte di un programma rieducativo soprannominato «galateo olimpico» e destinato a stravolgere la società cinese.

E’ arrivato il momento di dire basta, boicottiamo i prodotti cinesi e puntiamo sulla qualità di quelli europei!


Scritto il 8 Dicembre 2007 da Gianni di Tacco

Categoria: Società | Nessuno commento »

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