Bertinotti ed il fascino oscuro del dittatore Hugo Chavez
I comunisti di casa nostra hanno sempre avuto un debole per le dittature, un tempo anelavano la Madre Russia di Stalin, e la lunga marcia di Mao, ultimamente si sono rifugiati nell’amarcord di Fidel Castro e l’anti-imperialista statunitense il “Presidente” venezuelano Chavez.
Il nostro ex presidente della Camera in visita in Venezuela ha dichiarato: ”La diplomazia parlamentare consente un rapporto più ampio tra i popoli, le culture e le democrazie: può aiutare a creare quel dialogo tra diversi Paesi che spiana la strada ai governi".
Ma il Bertinotti dovrebbe sapere che Chavez è un dittatore eletto con brogli elettorali (la prima volta che ha preso il potere è stato tramite un colpo di Stato militare).
Hugo Chavez è anche il finanziatore delle FARC (Forze Armate Comuniste Rivoluzionarie) che fomentano una vera e propria guerra civile nel vicino Stato della Colombia e che controllano parte del Narcotraffico mondiale della cocaina.
Bertinotti dice: "i popoli devono conquistare la consapevolezza di appartenere alla stessa specie e di condividere lo stesso destino dell’umanità" e ancora accenna all’indigenismo ed alla rinascita della politica in Sudamerica, "basata sul nuovo rapporto tra politica e popolo". Ovvero sul populismo armato?
Paradossale è un’ultima frase riportata dall’ansa:“un aiuto essenziale al mondo di oggi può venire anche dai movimenti altermondialisti, no-global e per la pace". Citare questa frase ad un guerrafondaio è una vera tragicomica.
Fausto è più simpatico con i suoi maglioncini di cachemire e la sua erre moscia “padronale” nei cortei operai italiani.
Scritto il 28 Gennaio 2008 da Gianni di Tacco
Categoria: Politica |
1 Commento »
Ogni giorno si legge dei balzi in avanti che fa l’economia cinese, ma il prezzo da pagare è altissimo.




