Brutte notizie per la polizia canadese. Spuntano dei testimoni per il caso di Claudio Castagnetta, il palermitano morto in circostanze misteriose dopo essere stato arrestato in Québec. Delle persone si sono fatte avanti e in forma anonima hanno dichiarato con convinzione che le scariche elettriche inflitte dalla polizia al povero Claudio, che stava in evidente stato confusionale, erano almeno tre e non una come riportato dagli agenti. Secondo il regolamento della polizia del Québec, gli agenti debbono portare la persona colpita con il taser gun (pistola elettrica) subito in ospedale. Claudio invece è stato portato in cella!!!
Intanto qualche giorno fa sulla stampa canadese è apparsa una foto che ritraeva Castagnetta in cella in cattive condizioni di salute, mentre gli agenti stavano a godersi lo spettacolo. Un testimone oculare, sempre anonimo, dichiara che Claudio vomitava ed era in preda a convulsioni ed era evidente che necessitava dell’intervento di un medico; gli stessi altri prigionieri gridavano agli agenti di intervenire.
Non è ancora stato depositato il rapporto dignostico della polizia e le indagini proseguono. Attendiamo… purchè sia fatta davvero giustizia!
Scritto il 18 Ottobre 2007 da Stefano Errante
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Ieri le agenzie di stampa hanno dato la notizia della morte in un carcere del Quebec di un 32 enne italiano. Il fatto è che le circostanze sono alquanto strane e misteriose e i parenti chiedono la verità.
Claudio Castegnetta, questo il suo nome, si era trasferito in Canada dove studiava e lavorava come manager di successo, era stato pure direttore esecutivo della Camera di Commercio italiana nel Quebec. Ultimamente si occupava della traduzione di testi contenente dei segreti industriali.
Martedì scorso, mentre usciva da un’autofficina è stato fermato dalla polizia municipale e, con metodi discutibili e l’utilizzo di una pistola elettrica, portato in centrale con l’accusa di reati legati all’ordine pubblico. Il giorno successivo in tribunale, nonostante non avesse precedenti penali, gli è stato confermato l’arresto. Appena rinchiuso in carcere Claudio avrebbe chiesto di essere portato in infermeria. Il giorno dopo è stato trasferito in ospedale dove è morto in seguito a delle ferite alla testa.
Dove e come si è procurato queste ferite? Dal penitenziario fanno sapere che è stato lui a procurarsele, dando testate contro un muro. Trovo assai assurda questa possibiltà, anche perchè non riesco a capire come mai nessuno lo abbia fermato. Non ci sono le guardie? I detenuti di quel carcere sono senza controllo? C’è di mezzo una spy story? Inoltre la Suretè Quebec afferma che << appariva gravemente ferito alla testa e che le ferite non erano compatibili con l’uso di una pistola elettrica >>. Mha!
E poi perchè la famiglia non è stata avvertità? Sono stati gli amici di Claudio a farlo! La sorella afferma che al momento dell’arresto <<non era capace di intendere e di volere, camminava a piedi nudi. Aveva bisogno di aiuto, di assistenza medica, quindi avrebbero dovuto portarlo subito in ospedale>>. Secondo Giovanni Rapanà, vice segretario generale del consiglio generale degli italiani all’estero, gli eccessi della polizia canadesi nei confronti degli stranieri non sono nuovi. Speriamo che l’autopsia possa far luce sulla questione. In ogni caso la polizia ha le sue colpe!
Scritto il 25 Settembre 2007 da Stefano Errante
Categoria: Società |
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