le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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Il finto paldino della giustizia Marco Travaglio, pagato con i soldi del canone RAI!


Ed ecco che Marco Travaglio torna a far parlare di se! Alla puntata di sabato 10 maggio della trasmissione della RAI "Il tempo che fa" condotta da Fabio Fazio, il "giornalista" Travaglio si è lasciato sfuggire qualche frase di troppo nei confronti dell’attuale presidente del Senato Schifani, accusandolo di aver avuto rapporti con persone poi condannate per mafia.

A prescindere dal fatto che Schifani possa essere o no un politico poco pulito, ritengo che utilizzare le trasmissioni della RAI, rete televisiva pubblica, per accusare e/o diffamare qualcuno SENZA la possibilità di alcun contraddittorio sia davvero scorretto e illegale!

Questo Travaglio pensa di essere colui che detiene la conoscenza della verità, l’illuminato, il paladino della giustizia, ma alla fine mi sembra un giornalista che di questo suo modo di fare e diffamare ne ha fatto un business, difatti rietra nella categoria dei più abbienti del nostro paese!

Travaglio e il suo amico Santoro fanno un uso davvero distorto delle TV pubblica, la strumentalizzano per i loro fini politici e quel che fanno di solito, non rientra nella corretta informazione ma in un vero e proprio terrorismo giornalistico. Sinceramente è davvero ora di smettere di pagare il canone, di smettere di finanziare certe trasmissioni televisive, tutt’altro che gradevoli e utili.

Mi dispiace il il buon Fabio Fazio sia finito in mezzo a questa bufera! Lui, che nonostante la sua chiara appartenenza politica, è sempre stato corretto, educato, civile e anche molto simpatico. L’unica sua colpa è stata quella di non aver interrotto Travaglio una volta che aveva superato la linea rossa.


Scritto il 12 Maggio 2008 da Stefano Errante

Categoria: Spettacolo | 27 Commenti »

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Ora ci vogliono far pagare il canone RAI anche se abbiamo un computer o un telefonino!


TV foninoL’odioso balzello del canone RAI ci perseguita, tutto inizia con un regio decreto del 1938, che faceva pagare la tassa a chiunque avesse il possesso di un "apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni" e questo significa che rientrano negli “apparecchi” in argomento, oltre la televisione, anche un computer con una scheda tv, ma paradossalmente anche un videofonino, in quanto abilitati a ricevere programmi tv.

E infatti nelle lettere che la Rai invia nelle case si precisa "compresi personal computer, decoder digitali e altri apparati multimediali". Definizione che si può definire vaga: avere un pc senza scheda tv significa lo stesso avere un televisore?

E’ arrivato il momento di abolire il canone, infatti la tassa che al tempo in cui fu istituita serviva a garantire il servizio pubblico anche nelle zone in cui non rendeva trasmettere, ora con il satellite le trasmissioni si ricevono ovunque senza problemi. 

Ora gran parte dei soldi del canone sono utilizzati per pagare i famosi sull’isola o ricchi premi in quiz show, ben lontani dal servizio pubblico direi.


Scritto il 25 Febbraio 2008 da Gianni di Tacco

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Categoria: Società, Spettacolo | 4 Commenti »

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Bravo Sarkozy! TV di Stato senza pubblicità


Nicolas SarkozyTra le priorità fissate dal presidente francese c’è anche quella di eliminare la pubblicità sulle reti televisive pubbliche. Le tv pubblica potrebbe essere finanziata, ha detto, da una «tassa più alta sugli introiti pubblicitari delle reti private e da una tassa infinitesimale sul volume d’affari dei nuovi mezzi di comunicazione, come l’accesso a Internet o alla telefonia mobile».

La Rai invece è la tv pubblica europea con la maggior quota di introiti da pubblicità, gli spot contribuiscono con 300 milioni per pagare i programmi di servizio pubblico. Con il canone la Rai incassa inoltre circa 2 miliardi di euro, pagato da pochi fessi (circa il 25% dei telespettatori lo evade).

Nonostante questo le perdite dell’azienda di Viale Mazzini arrivano a circa 500 milioni di euro (sprechi vari, ricchi premi e cotillons nei programmi poco culturali offerti dalla tv pubblica e ben 49 dirigenti di primo livello, infilati in questo baraccone dai nostri politicanti, una cifra senza confronti in Europa).

Basta! E’ arrivata l’ora di abolire il canone Rai, il balzello più odiato dai cittadini italiani, una vera e propria tassa sul possesso del televisore, perché allora non tassiamo anche le aspirapolvere o le macchinette del caffè.


Scritto il 10 Gennaio 2008 da Gianni di Tacco

Categoria: Politica | 1 Commento »

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