Superenalotto: la febbre per il 6 è il sintomo di una vera e propria malattia sociale?
Il Superenalotto è il sogno nazionale che può consentire a chiunque di sfuggire a tutte le difficoltà in modo semplice e veloce. E’ il modo di diventare ricchi, eventualità molto improbabile con il lavoro quotidiano. E’ il modo per comprarsi un attico a Piazza di Spagna e partire per il giro del mondo.
Oggi il jackpot più alto del pianeta è arrivato all’immorale somma di 100 milioni di euro. Il primo premio non viene assegnato da sei mesi (dal 26 aprile). Orde di giocatori sono a caccia del “6”, arrivano giocatori anche dall’estero (Paris Hilton e George Clooney compresi).
Solo in questo mese di ottobre sono stati giocati 350 milioni di euro, in crescita del 114% rispetto alla media di giocate negli altri mesi. Dall’inizio dell’anno la raccolta ha raggiunto quasi i 2 miliardi di euro di cui il 49,5% allo Stato; il 38,1% al montepremi; l’8% ai punti vendita e il 4;4% alla Sisal.
La febbre delle giocate cresce, ma la probabilità di vincere è sempre la stessa: una su 622 milioni. Si tratta di un vero gioco d’azzardo: in cui la vincita non dipende dall’abilità del giocatore, ma solo dal caso.
Attenzione però, questa febbre rischia di diventare una vera malattia: un disturbo del comportamento ossessivo-compulsivo chiamato “gioco d’azzardo patologico” (GAP).
Quando il gioco d’azzardo assume un ruolo di eccessiva rilevanza nella vita quotidiana causando difficoltà economiche, personali e familiari, per reperire il denaro necessario al gioco ci troviamo di fronte ad una patologia che ha molto in comune con la tossicodipendenza, tanto da rientrare nell’area delle cosiddette "dipendenze senza sostanze".
Il giocatore patologico ha una crescente dipendenza nei confronti del gioco d’azzardo, aumentando la frequenza delle giocate, il tempo passato a giocare, la somma spesa nel tentativo di recuperare le perdite, investendo più delle proprie possibilità economiche e trascurando i normali impegni della vita per dedicarsi al gioco. Il superenalotto è solo una delle possibili opportunità, oggi il gioco d’azzardo è ovunque: giochi con le carte, corse dei cavalli, puntate al video poker e come ultima frontiera il mondo di internet dove è possibile giocare on line, dalla propria abitazione 24 ore su 24.
Uscire da questa dipendenza è estremamente difficile e necessita, oltre che dalla forza di volontà dell’individuo colpito, anche dal supporto familiare, psicologico ed a volte farmacologico.
E’ necessario quindi affrontare apertamente il problema in famiglia richiedendo il sostegno dei propri cari. Riconoscere l’esistenza del problema è un primo passo verso la sua risoluzione. Il passo ulteriore è quello di parlarne con il Servizio Tossicodipendenze delle ASL o con il medico di famiglia che potranno fornire indicazioni su centri specialistici dove il disturbo del gioco d’azzardo patologico è affrontato con trattamenti terapeutici adeguati.
Un altro tipo di aiuto può essere fornito da alcune realtà private gratuite come “Giocatori Anonimi”, basate sul auto-aiuto.
Scritto il 22 ottobre 2008 da Gianni di Tacco
Categoria: Società |
1 Commento »






23 ottobre 2008 08:22
Nel caso in cui il vincitore fosse un lettore di cosechenonvanno.com vi spiego cosa fare per incassare: bisogna inoltrare la scheda vincente all’ufficio premi della Sisal in via Alessio di Tocqueville 13 a Milano. Per assicurarsi l’anonimato, ci si può rivolgere ad un notaio, meglio se importante e quindi “abituato” a cifre di questo genere, che potrà richiedere fino al 3% della somma.