Quell’Italia che campa di pane & Sky
L’economia mondiale è in ginocchio e oramai tutti sono a conoscenza del fatto che siamo in piena crisi, in piena recessione. Tutti i paesi occidentali stanno varando misure di emergenza per cercare di uscire dal problema o perlomeno di arginarlo. Aziende che chiudono, disoccupazione che aumenta, lavoratori a spasso, famiglie che non riescono ad andare avanti, etc, etc.
Dopo le misure anticrisi della Comunità Europea arrivano quelle del governo italiano. Nel pacchetto anticrisi da 80 miliardi sono previsti tagli, incentivi, bonus, detassazione degli straordinari, agevolazioni varie alle famiglie svantaggiate… ma la cosa che sembra non scendere giù all’opposizione è l‘aumento dell’IVA sul canone della pay per view, ossia della tv a pagamento.
Oramai in questo paese siamo abituati a proteste per ogni cosa, diciamo pure che se ne abusa. La sinistra non perde occasione per manifestare su tutto… altro che dittatura, come loro lamentano! Ora però si è davvero toccato il fondo!
Stanno sbraitando, gridando all’ennesima prepotenza del magnate Berlusconi, e tutto perchè il governo vuole portare l’IVA sul canone della pay per view dal 10 al 20%!
Secondo Walter Veltroni: <<questa misura è un modo per colpire un’impresa, Sky, che produce e da lavoro e per colpire i cittadini, deprimendo ulteriormente il paese. Il governo prende una misura che è un aumento delle tasse perché non stiamo parlando di famiglie ricche ma dei tifosi di calcio che si sono abbonati a Sky, ora si trovano il prezzo raddoppiato>>.
Il paese è praticamente in ginocchio, si fanno tagli ovunque; le forze dell’ordine non hanno i soldi per fare il pieno alle volanti, non ci sono i fondi per mettere in sicurezza le scuole e tantissime altre cose, e questi vanno a fare tanto rumore per la pay per view? Ma scherziamo? Stiamo parlando di un vero e proprio bene di lusso, di un qualcosa di accessorio, di un capriccio degli italiani. Tra le altre cose l’attuale aliquotà del 10% era un’agevolazione voluta per favorire la diffusione della TV a pagamento! Veltroni viene a dire che si tratta di una tassa non per le famiglie ricche ma per i tifosi di calcio? A prescindere dal fatto che il palinsesto della pay per view va molto oltre il calcio, ma forse a Walter sfugge, possibile pensare che tra le priorità degli italiani ci sia solo il calcio? Che bassa considerazione che si ha di questo paese!
Come qualcuno fece notare tempo fa, gli italiani possono rinunciare a tutto ma non al cellulare ultra tecnologico o al televisore al plasma a 42 pollici. Lo dimostrano i dati e i sondaggi sui finanziamenti ed ora anche tutto questo "rumore".
Veltroni e il pseudo politico Di Pietro parlano anche dell’ennesimo episodio di conflitto di interessi. Potrebbe anche essere, ma c’è da notare che la stessa Mediaset sta puntando molto sulla propria offerta a pagamento, soggetta anch’essa all’aumento dell’IVA. Proprio in questo mese verrà presentata la nuova offerta di Mediaset Premium sul digitale terrestre, per cui non so quanto convenga al premier! Farei anche notare che sulla piattaforma di SKY, monopolista della tv satellitare in Italia (e oltre) è presente il canale televisiso del partito democratico, YouDem. Sarà forse questo il motivo del malcontento di Veltroni?
A prescindere da tutto ciò penso che gli italiani possano fare a meno di SKY e della TV a pagamento in generale; le priorità al momento sono altre!
PS Chissà che la Lega Calcio non abbassi un poco la cresta riportando quel sano sentimento sportivo oramai sepolto dagli interessi economici!
Scritto il 1 dicembre 2008 da Stefano Errante
Categoria: Società |
7 Commenti »






1 dicembre 2008 17:25
Caro Stefano,
condivido la consapevolezza del periodo di crisi mondiale che investe anche il nostro Paese.
Sono consapevole che con questa congiuntura lo spazio di manovra del Governo per sostenere il sistema sociale è risicato, così come le scelte di politica economica non possono che essere impopolari.
Da un punto di vista meramente materiale posso anche comprendere il punto di vista del Presidente Berlusconi quando dice che colpendo Sky si colpisce il privilegio, infatti gran parte delle 4,7 milioni di famiglie che utilizzano Sky non avranno problemi di carattere alimentare.
Ma bisogna pensare anche che Sky diffonde e produce film e documentari importanti, che elevano la cultura del cittadino che ne può fruire, scappando dalla piattezza celebrale dei programmi alla maria de filippi.
La cultura non può e non deve essere considerata un privilegio, ma anzi deve essere considerata un diritto di ciascuno e una risorsa per il Paese.
L’accesso a Sky e ad internet dovrebbero essere una priorità per lo sviluppo culturale dei cittadini.
Tralascio poi gli aspetti del conflitto di interessi, che permangono anche tenendo conto del fatto che mediaset premium è interessata, infatti rappresenta meno del 5 % del settore.
Se poi guardiamo anche il blocco del canone rai, che di per se mi vedrebbe favorevole se decontestualizzato, nel panorama attuale mi suscita ulteriori riflessioni sull’occupazione dell’informazione televisiva.
1 dicembre 2008 17:40
Sky non diffonde e produce soltanto film e documentari. Mi dispiace dirti che oltre l’80% della programmazione è puro e semplice intrattenimento e spesso di programmi davvero trash, come lo era per esempio un reality sulla “famiglia del porno” che veniva trasmesso su FX.
Parlare di cultura è davvero azzardato! A parte History Channel, Discovery e National Geographic non c’è tutta questa grande cultura.
SKY è un’azienda privata, tra l’altro non italiana, che ha come scopo quello di perseguire un profitto intrattenendo gli spettatori, non è certo una Onlus per la diffusione della cultura.
Poi Veltroni ha parlato chiaramente di italiani amanti delle partite di calcio, sport che abbiamo visto ci presenta spesso un panorama violento e diseducativo. La cultura si può ricercare anche nei programmi della TV pubblica, non trovi?
2 dicembre 2008 09:51
“touché”
2 dicembre 2008 12:21
Sono molto d’accordo con Te caro Stefano. Anzi Ti dirò di più, questo è l’ennesimo episodio che dimostra e conferma una classe politica (compresa l’opposizione) scadente, di livello infimo. Ma insomma…ci stanno portando all’esasperazione. Questi politici scadenti focalizzano la loro attenzione con eloquenti dibattiti e perdite di tempo che mi fanno smuovere le budella su un’argomento così residuale quando ci sono questioni che nessuno si azzarda minimamente a sollevare. Ne dico due che secondo me sono le più eclatanti, anche perché vorrei sapere il vostro parere.
1) Tre mesi or sono costo al barile del petrolio 118 Dollari, prezzo al litro per i consumatori intorno a 1,4 Euro. Adesso costo al barile 50 Dollari, prezzo al litro per i consumatori 1,109 Euro. A me non tornano i conti, a Voi???
2) Il grano, bene di prima necessità, tre mesi or sono il suo costo è aumentato sui mercati internazionali di circa il 30%, questo ha comportato per i consumatori un aumento del prezzo di un Kg. di pasta del 100%. Hannno raddoppiato i prezzi. Adesso il prezzo del grano sui mercati internazionali è diminuito del 30%, secondo voi è diminuito il prezzo di 1 Kg di pasta???
BASTA!!!
E tutto questo, che nel mio piccolo vivo come una profonda ingiustizia, condita dal fatto che qualcuno mi dice di consumare. Ma scusate, oltre a dare la “tessera”, social card nel XXI secolo, per invoglire i consumi non sarebbe più opportuno calmierare i prezzi???
Scusate lo sfogo, ma ne ho veramente pieni…diciamo le tasche.
3 dicembre 2008 13:40
Corriere della Sera – 8 dicembre 2008
Dalla Ue arriva quella che potrebbe essere una doccia fredda per Sky: «Se le autorità italiane dovessero insistere nel non cambiare le aliquote iva sulla tv a pagamento – ha fatto sapere un portavoce dell’esecutivo europeo -, la commissione Ue dovrà aprire una procedura di infrazione». Per Bruxelles, insomma, le aliquote non possono essere diverse. «A questo punto – ha detto lo stesso portavoce – il caso è chiuso. Nel momento in cui le autorità ammettono che c’è un problema e informano che hanno preso una decisione per porvi rimedio il caso è chiuso». Una questione su cui è tornato anche il premier SIlvio Berlusconi, spiegando che il provvedimento del ministro delle Finanze ha risposto solamente a «una precisa disposizione dell’Unione Europea. Il modo in cui la sinistra e i giornali mi attaccano rappresenta bene il comportamento di questi signori nei confronti miei e del governo».
3 dicembre 2008 18:15
Anche Rete 4 ha in corso una procedura di infrazione da parte dell’UE.
3 dicembre 2008 22:57
Ne abbiamo parlato in passato.