le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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Padri separati non tutelati


Un giorno la moglie informa il marito che inizierà a seguire un corso per diventare sommelier, giusto per svagarsi e staccare dalle routine di casalinga e mamma. Ovviamente il marito non ebbe nulla da obiettare soltanto che dopo qualche tempo lei arrivò a chiedergli un periodo di pausa. Il povero uomo accettò la richiesta inaspettata, non avendo altre soluzioni e soprattutto per il bene della loro prole. Poi, come dopo ogni periodo di pausa arrivò la stangata… la moglie chiese il divorzio, senza aver dato alcuna spiegazione al marito.

Purtroppo i problemi di questo povero disgraziato non finiscono qui… data la normativa vigente in Italia è stato costretto ad abbandonare la sua casa (acquistata prima del matrimonio e della quale paga ancora il mutuo), lasciandola alla moglie e ai figli, a versare un assegno per i figli ed anche per la "buona moglie".

Non solo, l’uomo deve pure sostenere delle spese legali che, come tutti noi sappiamo, sono tutt’altro che basse e inoltre è costretto a vivere in uno "scantinato", non potendo permettersi altro.

Ma sapete perchè la moglie ha chiesto il divorzio? Si è innamorata di un tipo che teneva il corso. Che fantasia!

Purtroppo è una storia veraNON è un caso isolato.

Le domande sorgono spontanee:

  1. Ma il marito non poteva continuare a vivere nella sua casa?
  2. Se la moglie vuole stare con un altro, perchè non se ne è andata di casa lasciando in pace quel povero cristo?
  3. Ma la cara mogliettina non può andare a lavorare?
  4. Perchè la moglie può portare in casa la sua nuova fiamma?
  5. Perchè la moglie deve avere l’assegno?
  6. Ma perchè il marito separato non viene tutelato? Perchè?
  7. Questa "moglie" non ha un briciolo di dignità e, soprattutto, di umanità?
  8. etc. etc.

 


Scritto il 24 Aprile 2007 da Stefano Errante

Categoria: Società |

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22 commenti

  1. gianni scrive:

    Un mio amico avvocato, con molto buon senso, mandava indietro le coppie in crisi con queste parole: “Tornate a casa e fate la pace. Il divorzio è un hobby per ricchi”. In effetti oltre il disagio psicologico per la coppia che vede il fallimento di un progetto comune, che si manifesta in maniera acuta, esiste un disagio più pragmatico e sicuramente cronico, ovvero quello economico.
    Le famose diseconomie di scala, per l’uomo vissute in modo più amplificato, ma che anche la donna subisce. Esempio tipo: famiglia monoreddito 1500 euro, 1 figlio, insieme regge, se interviene la separazione la moglie rimane a casa con il figlio e con 900 euro di alimenti, stesse spese con reddito ridotto in maniera significativa. Il marito resta senza tetto con 600 euro, affitto di un posto letto 300 euro, spese telefono e bollette 100 euro, mangiare pane e cipolla 100 euro, benzina e spese auto 100 euro, finiti i soldi, speriamo non abbia mai un mal di denti. Italiani non litigate.

  2. Antonio scrive:

    Sono un uomo separato senza figli
    purtroppo,e la legge mi impone comunque di dare il mantenimento
    al coniuge.
    Io mi domando,ma se la donna ha raggiunto la parità ed è entrata in pieno in tutti i settori,sopratutto
    quelli che un volta si ritenevano
    esclusivamente svolti da uomini,perchè noi uomini sfortunati
    che oltre al fallimento del nostro matrimonio non abbiamo avuto nemmeno la gioia di avere
    un figlio non proviamo a far modificare solo in questo caso la legge,che sancisce alle donne
    “furbe” di lavorare al nero e di continuare ad usufruire dell’assegno di mantenimento.
    Non lo so se prenderete in considerazione questo mio sfogo
    ma vi prego se siete a conoscenza di un associazione genitori separati senza figli,
    gradirei se possibile attraverso il mio indirizzo di posta elettronica che vi ho riportato sopra, di fornirmi un contatto.Vi ringrazio qualunque sia la vostra decisione,e vi chiedo scusa dello sfogo da me espresso.

  3. Stefano scrive:

    Caro Antonio sono totalmente in accordo con quel che dici e comprendo a pieno il tuo sfogo! Non ti arrendere :-) Su internet trovi diversi siti di associazioni di padri separati:

    http://www.padriseparati.it

    http://www.gesef.it/

    http://www.padri-ad-ore.org/

    (le ho trovate con Google…)

    Un abbraccio.

  4. gianni scrive:

    Voglio esprimere la mia solidarietà ad Antonio. Se la tua ex lavora in nero segnala la questione alla Guardia di Finanza e magari anche al giudice che ha gestito la tua separazione, forse non cambia nulla o forse qualcosa potrebbe cambiare.
    p.s. non è mai tardi per ricominciare a vivere, riprendi la tua vita tra le tue mani.

  5. Frank scrive:

    Ad Antonio consiglio anche io di rivolgersi alla Guardia di Finanza e denunciare la situazione.
    Mi pare strano che il tuo avvocato non te l’abbia consigliato già da tempo e non l’abbia fatto presente, almeno velatamente, in atti.
    Devo fare, però, una precisazione: l’art. 156 cod. civ. non stabilisce che sia il marito a prestare gli alimenti alla moglie. Stabilisce, invece, che sia il coniuge (si badi, il coniuge) che ha il reddito maggiore a dover versare il c.d. mantenimento all’altro coniuge, qualora quest’ultimo non abbia adeguati redditi propri.
    Nel tuo caso è ovvio che tua moglie non ha dichiarato redditi, conseguentemente il Giudice ha stabilito il mantenimento a tuo carico (ci sarebbe poi da considerare anche la questione ulteriore dell’addebito della separazione …), ma la formulazione dell’articolo volutamente utilizza il termine coniuge in modo che, in ipotesi, la moglie ha un reddito maggiore a quello del marito il quale non ha adeguati redditi propri, sarà lei a dover prestare il mantenimento al marito.

  6. gigino371 scrive:

    la mia domanda invece è diversa.e spero che qualche persona mi possa aiutare.era il 2 aprile del 2003 giorno del 25 anno di matrimonio che per circa dieci anni andava abbastanza normale,poi nella casa con tre figli e una moglie io stavo diventando l’intruso,il nulla e penso che un cane era più apprezzato.cosi quel giorno dopo l’ennesima sforbiciata oramai ero in pensione e alle parole monotone che ci fai perchè non te ne vai allora solo con i panni che indossavo andai via.i tre figli con età dai 23,21 e17 anni mi mancavano da morire cosi dopo circa 6 mesi tornai a casa e lo dissi vedi che torno per loro un errore grande come l’universo è durato circa un anno il periodo in casa difatti a novembre del 2004 uscii di nuovo e dissi ai figli che non sarei tornato indietrro ma lei portò le sue sorelle a darmi tante di quelle botte che avrebbero riuscito nel loro intento se due estranei non mi avrebbero difeso.mi indicarono un legale che fino ad aprile del 2007 mi ha preso per i fondelli e un sacco di soldi il 10 di questo mese siamo stati ricevuti dal presidente lei chiede a me i soldi .perchè dovrei dare i soldi ad una persona che mi fha fatto dare le botte ,tanti sputi in faccia tante parole che a me uomo fanno schifo solo a pensarle ora un giudice dirà quanto io devo passare a una persona così.allora i figli oggi tutti grandi e bene o male lavorano io sono pensionato perchè mi devo togliere i soldi dalla mia pensione per darli a lei.io da casa no ho portato via niente e in casa entrava un solo stipendio.se lei non può vivere perchè non devono entrare i fondi del servizio sociale magari inserendala nei lavori socialmente utili? e lasciare in pace almeno da vecchio il sottoscritto?qualche persona sa se esistono queste alternative .grazie

  7. Stefano Snook scrive:

    Caro Gigino,
    comprendo la tua situazione. Ma quando le arpie, tua moglie e sorelle, ti hanno aggredito non potevi andare all’ospedale (per “certificare i danni”) e poi fare una bella denuncia dai Carabinieri?
    Ma hai mai dato motivo a tua moglie per trattarti così?
    Per quanto riguarda l’avvocato posso dirti che spesso ci sono quelli che si preoccupano solo di presentarti la parcella! Quando non ti convince non devi esitare a cambiarlo… sei tu che decidi, non lui!

    Buona fortuna! :-)

  8. Luigi scrive:

    Perchè un uomo separato deve dare vita natuiral durante un assegno alla ex e non puo invece rifarsi una vita?

  9. Stefano Snook scrive:

    Caro Luigi,
    purtroppo io non sono in grado di darti questa risposta. Ci vorrebbe un avvocato! Proveremo ad inoltrare la domanda! :-)

  10. Perla scrive:

    mi chiedo una cosa…ma se la donna ha capacità lavorative è giusto o no che vada a lavorare?!
    Un conto è se ha lasciato il lavoro per la famiglia e i figli, ma se ha fatto la dama di corte e non ha neanche fatto figli all’atto della separazione dovrebbe cecare un lavoro o almeno i giudici dovrebbero chiedere la prova del fatto che stia cercando il lavoro. “Quante domande di lavoro inviate? quanti concorsi fatti?” …

    Sono donna ma mi sento di difendere Antonio.

  11. Stefano Snook scrive:

    Viva Perla! Fossero tutte come te… :-)

  12. luigi scrive:

    l’119\2007 torno a casa e non trovo piu’ mia moglie con i due bimbi piccoli di 4aa e 6aa, denuncia ai carabinieri,dopo qualche giorno so tramite una amica che mia moglie si era rivolta ai servizi sociali del comune andato da questi mi dicono che e’ospite di un centro per donne maltrattate,premetto che tra me e mia moglie precedentemente c’erano state grosse litigate verbali ma nulla di piu’,ne’i servizi sociali ne i carabinieri si sono prodigati nell’accertare la verita’e nessuno a cercato di salvaguardare la famiglia con mediazioni familiari psicologi etc,morale della favola,io denunciato per atti violenti in presenza di minori(litigate)lei messa in un bunker inavvicinabile,i bambini allontanati dal loro papa’da 4 mesi (senza vederli e sentirli)

  13. luigi scrive:

    premetto che la sentenza del tribunale dei minori e’ a mio favore si aspetta solo il decreto definitivo il giudice si e’espresso ammonendo mia moglie e gli assistenti sociali dicendo che non dovevano allontanarsi di casa ma questo non e bastato a ridarmi i miei figli,nel frattempo mia moglie a chiesto il divorzio chiedendomi E1100 di mantenimento la casa e l’affido dei figli e visto come stanno le cose e possibile che il giudice gli accordi tutto,vorrei dare un consiglio il quale a me non e’ stato dato da nessuno avvocato ci sono arrivato con la forza della disperazione nel caso vostra moglie scappi o viene ricoverata in un centro per le donne chiedete subito la separazione almeno ci sara al piu’ presto un decreto che in paret tuteli voi e i vostri figli

  14. gianni scrive:

    PAROLE DI CONFORTO MORALE
    Tettamanzi scrive a separati e divorziati:
    Per dire a quelli che hanno «il cuore ferito» «in situazione di separazione, divorzio o nuova unione» che la Chiesa e la comunità cristiana hanno riguardo del loro «travaglio umano»
    La fine del matrimonio «è anche per la Chiesa motivo di sofferenza e fonte di interrogativi pesanti» ma che non può essere motivo di esclusione. «Anche la Chiesa sa che in certi casi non solo è lecito ma può essere addirittura inevitabile prendere la decisione di una separazione: per difendere la dignità delle persone, per evitare traumi più profondi, per custodire la grandezza del matrimonio, che non può trasformarsi in un’insostenibile trafila di reciproche asprezze».
    Parole di conforto dunque per separati e divorziati «sorelle e fratelli amati e desiderati», che dalla Chiesa non sono guardati «come estranei che hanno mancato a un patto» dal momento che la comunità cristiana «si sente partecipe delle domande» che «toccano intimamente» queste persone. E infatti nella lettera Tettamanzi si rivolge anche a quanti «hanno fatto esperienza di qualche durezza nel rapporto con la realtà ecclesiale» e a queste persone in particolare il cardinale esprime il suo «dispiacere».
    Tettamanzi avverte come necessario non «prendere decisioni affrettate» ma soprattutto dedica un passaggio ai bambini (e anche ai figli più grandi) che «sono spesso tra i protagonisti innocenti ma non meno coinvolti»: «Voglio raccomandare a tutti i genitori separati di non rendere la vita dei loro figli più difficile, privandoli della presenza e della giusta stima dell’altro genitore e delle famiglie di origine».
    Pur non essendo ammesso un nuovo matrimonio o il ricevere la comunione «la norma della Chiesa non esprime un giudizio sul valore affettivo e sulla qualità della relazione che unisce i divorziati risposati. Il fatto che spesso queste relazioni siano vissute con senso di responsabilità e con amore nella coppia e verso i figli è una realtà che non sfugge alla Chiesa e ai suoi pastori»; insomma non c’è «un giudizio sulle persone e sul loro vissuto». La norma sull’accesso alla comunione, ricorda, non si riferisce ai coniugi separati nè a chi «ha dovuto subire ingiustamente il divorzio ma considera il matrimonio celebrato religiosamente come l’unico della propria vita». Però tutti possono partecipare alla vita della Chiesa, alla celebrazione eucaristica pur senza la comunione. E, anzi, chiude con un’esortazione: «chiedo a voi, sposi divorziati risposati, di non allontanarvi dalla vita di fede e dalla vita di Chiesa».
    Che gran Papa sarebbe stato!

  15. perla scrive:

    Sapete che mi chiedo? ma come mai la sinistra si proccupa dei gay e non pensa a sti poveri uomini che se sbagliano matrimonio sono fritti per tutta la vita? se non ricordo male erano loro che qualche decennio fa hanno lottato per la parità…dunque siamo pari o no? donne, alzate le chiappe e andate a lavorare!

  16. gianni scrive:

    Mi sembra giustissimo, parità di diritti e doveri sia all’interno della famiglia che tra i cittadini che si separano.

  17. Gianni scrive:

    Casa e assistenza per i padri separati
    Ottocento euro. È la somma che un padre separato spesso si trova in tasca ogni mese. Così più di un papà dopo la separazione supera il confine invisibile e scivola senza accorgersene nella povertà.
    Le storie di padri separati che di giorno hanno un lavoro e di notte si ritrovano a vivere negli ostelli della Caritas sono sempre più frequenti. Del resto basta fare due conti: il reddito medio di chi si separa è circa 1.300 euro al mese. Gli assegni che vengono pagati alle mogli si aggirano intorno ai 400 euro. Ecco, ai padri restano spesso circa 800 euro che devono bastare per tutto. E non è soltanto una questione di denaro, anzi. Ma è ancora più dura affrontare il dolore della separazione, che già può dare un senso profondo di fallimento, se ci si ritrova all’improvviso poveri.
    La Regione Liguria sta discutendo la proposta di legge «Misure a sostegno dei padri separati in situazione di difficoltà». In tutto sono 9 articoli, quattro paginette, ma se diventeranno legge potrebbero davvero cambiare la vita dei padri separati che soltanto in Liguria sono oltre settantamila (in Italia sono un milione e duecentomila).
    «La Regione - recita l’articolo 2 - assicura interventi rivolti ai padri separati a sostegno del recupero e della conservazione della loro autonomia e per lo svolgimento di un’esistenza dignitosa, presupposto necessario per l’esercizio del proprio ruolo di genitore». L’articolo 5 scende nei dettagli, diventa concreto e parla di «strutture alloggiative anche temporanee, nelle quali possano essere ospitati quei padri separati con assegnazione della casa familiare all’altro coniuge separato e che si trovino in condizioni di grave difficoltà economica».
    Una novità assoluta: insomma, i padri (ma anche le madri, nei rari casi in cui non ottengono l’affidamento dei figli) potranno ottenere un alloggio temporaneo o permanente, sempre che, ovviamente, siano in condizioni di bisogno.
    LINK: articolo de Il Secolo XIX

  18. eddy scrive:

    Dopo 17 lunghi anni di lavoro e mantenimento a mia moglie e 3 figli, ora lei mi esce fuori con un: “non ti amo piu’! Amo un altro!”
    Mi ha fatto mandare una lettera dal suo avvocato per la separazione. Premetto che abbiamo 3 figlie minori di 17 16 11 anni. La sua richiesta e’ la seguente: prendersi l’appartamento ( case popolari ) intestato a me e la figlia minore. Dice pure: “Se mi lasci l’appartamento non ti chiedo gli alimenti per me, solo per la piccola li voglio!”
    Ora io cosa devo subire ancora?
    Cioe’, io ho sempre amato questa donna e nel mio piccolo non gli ho mai fatto mancare nulla. Sono stato sempre fedele e non gli ho mai mancato di rispetto!!
    Ho saputo che probabilmente le sue richieste vengono concordate dal giudice; ma dico io, e’ mai possibile che dopo tutto devo ancora subire?
    Costei non lavora, sperpera e basta, gioca al bingo e a carte, le piace la bella vita..
    dico io quale giudice mi toglierebbe tutto per darlo a lei?

  19. Stefano Errante scrive:

    Caro Eddy, ti assicuro che c’è di peggio. Sembra quasi che nelle separazioni la donna sia tutelata sempre e comunque, anche se è una emerita puttana. La cosa che ti consiglio di fare è di trovare un buon avvocato per non dargliela vinta. Intanto tu cerca di ricostruirti una vita, divertiti e chissà che non trovi una donna seria! Esisteranno ancora?!

  20. eddy scrive:

    Ora come ora altre donne non mi interessano ..il mio principale obbiettivo e’ quello di dare una vita serena alle mie figlie .. speriamo che il giudice sia della mia stessa opinione perche’ deve capire che io amo le mie figlie e non le voglio perdere per lasciarle in preda a una persona immatura come la mia ex.

  21. gianni scrive:

    combatti eddy, fai emergere la dipendenza da gioco d’azzardo della tua ex davanti al giudice, lotta per non essere esautorato dal tuo ruolo di padre.
    in bocca al lupo

  22. marco scrive:

    salve volete ridere?…o disgustarvi delle leggi italiane?…bhè leggete la mia esperienza personale..
    a 20 anni ho ingravidato la mia ex ragazza..per orgoglio l’ho sposata regolarmente a 21 anni lei ne aveva 18!…è nata melissa, dopo tre anni è nato anche riccardo che lei non voleva assolutamente.
    per ben 4 anni ha campato sulle mie spalle in un appartamento che mio padre mi ha messo a disposizione, dopodiche ha voluto incominciare a lavorare e cosi fu!!!…bene incomincio ad uscire la sera lei diceva con le colleghe finche un giorno scoprii che aveva un altro..parlammo e lei decise di andara a vivere a casa del padre con i bambini dichiarandomi che doveva provare altre esperienze sessuali perche io non la soddisfavo a livello sessuale..ok!! tramite avvocati facciamo una separazione giudiziaria in prima udienza il giudice gli assegna i bambini che io dovro mantenere con assegno e la fa rimanere a casa dal padre…a 4 anni dall’inizio della separazione…dopo che lei ha fatto sesso con tutto il paese e mezza roma, dopo che lei non si cura dei bambini che stanno sempre con me, dopo che lei (questo me la detto la cugina) il giorno dell’addio al suo nubilato ha fatto sesso con un altro, è andata in egitto con mia madre e mi ha tradito con un beduino egiziano…dopo che tutto il paese la conosce per le orge che fa in giro anche a livello lesbo!!!…è arrivata la sentenza del giudice:
    affidamento dei figli a lei.
    assegno di mantenimento di € 500 mensili a lei e come se non bastasse la casa di mio padre a lei!!!..che bello!!!io nel fratempo mi sono fidanzato con un’altra ragazza da cui ho avuto una bambina di nome rebecca di 5 mesi e viviamo naturalmente nell’ex casa cogniugale intestata a mio padre..io mi domando..avendo uno stipendio di 1.500€ al mese…dando 500€ all’ex dovendo andare in affitto e sono altre minimo 700€…ma come cazzo campiamo io la mia donna e la bambina????….ma è mai possibile che per colpa di una troia devo rinunciare alla mia vita???e come se non bastasse ora mi ha chiesto il mantenimento per lei e tutte le spese processuali!!!…..la legge è una merda!!! ed io mi ribello!!!

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