Omofobia italiana
Ieri a Roma si è tenuto il Gay Pride 2007, la giornata dell’orgoglio omosessuale. Centinaia di migliaia in corteo, molti di più dei 200.000 previsti. Davvero un grande successo, soprattutto considerando il clima omofobico accentuatosi in quest’ultimo periodo. Prima di scrivere questo post mi sono fatto un giro per il web e ho trovato un’interessante video-intervista di Vladimir Luxuria, del quale riporto la seguente frase: "Omosessuali non si diventa, si nasce. Non si può scegliere se essere gay o non essere gay. Se fosse così, credete, io sceglierei di non esserlo perchè mi ha portato tanta fatica accettarmi. Si è!".
E’ mai possibile che nel secondo millennio si pensi che l’omosessuale sia un pervertito, un malato, un diverso, etc etc… ?
Ma perchè la chiesa gli va contro? Non sono tutti uguali agli occhi del Signore? E i politici pro famiglia dove li lasciamo? Vanno in piazza a manifestare e poi vai a vedere sono tutti divorziati, conviventi o in cerca di soubrette.
DICO si, DICO no: questo è il dilemma! Ma dando i diritti agli omosessuali che si va mai a togliere alla famiglia? Qualcuno è pure arrivato a dire che “il riconoscimento delle unioni civili porterebbe all’estinzione della specie umana” (Orrù UDEUR - articolo completo). Meglio invece che un gay si sposi, metta su famiglia e poi per sfogare la sua vera natura vada a letto con i maschietti, magari coetanei dei figli? Questa si che è famiglia!
Comunque penso che gli omosessuali abbiano la colpa di dare una pessima immagine di se stessi. Perchè al posto di manifestarsi eccentrici o sempre fissati con il sesso non si mostrano nella loro comune quotidianità di panettieri, bancari etc…? Perchè trasformare il "Gay Pride" in una carnevalata?
Scritto il 17 Giugno 2007 da Stefano Errante
Categoria: Società |





