le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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“Merçi Silvio”


AirFrance si prende il 25% di AlitaliaAlitalia nel tempo ci ha fatto subire di tutto:

  • costi elevati delle tratte aeree nazionali gestite in regime di monopolio;
     
  • disservizi nei voli spesso e volentieri dovuti a scioperi selvaggi del personale di volo o di quello di terra o ad una congenita mala gestione;
     
  • debiti infiniti pagati dal contribuente tramite stanziamenti pubblici e prestiti ponte stratificatisi nel tempo al fine di far fronte ad inefficienze, diseconomie e stipendi da nababbi dei numerosissimi dirigenti;
     
  • furti perpetrati dal personale addetto allo smistamento dei bagagli proprio dall’interno delle valigie dei viaggiatori;
     
  • smarrimento e ritardi di consegna dei bagagli stessi.

 

Insomma un vero calvario.

Negli ultimi atti di questa telenovela abbiamo provato a cedere la nostra compagnia di bandiera all’Air France-KLM e poi, finalmente, pare che ci siamo riusciti.

Non senza percorrere, però, anche in questo caso un viatico degradante.

Con Romano Prodi eravamo quasi riusciti a cedere Alitalia ai franco-olandesi ad un prezzo di 1.500 milioni di euro, cedendo anche tutti i 1.712 milioni di euro del debito accumulato dalla compagnia di bandiera, ma l’amore patrio è prevalso.

Con Berlusconi una cordata di imprenditori “patrioti” ha comprato Alitalia per 1.056 milioni di euro, trasformandola in CAI, ma cedendo tutti i debiti ad una “Bad Company” statale, praticamente lasciando il marcio da pagare alle casse dell’Erario e quindi a tutti i cittadini contribuenti.

Ora i “patrioti” hanno venduto ad Air France – KLM il 25% della compagnia di bandiera per 300 milioni di euro, quindi intanto ci hanno guadagnato qualcosa, visto che avevano pagato il 100% 1.056 milioni.

Ma proprio quello che non mi va giù è il fatto che adesso i francesi ci sfottono:

la stampa francese è scatenata e ringrazia la Berlusconi per aver benedetto il matrimonio tra Air France – KLM e Alitalia.

Le Figaro titola: "Air France domina i cieli europei" e prosegue "con questa partecipazione del 25 %, la compagnia franco-olandese si assicura posizioni di rilievo sul quinto mercato aereo europeo , uno dei più redditizi" (a spese dell’utente italiano n.d.r.). Fra gli articoli interni al quotidiano, uno descrive la cordata diretta da Roberto Colaninno e spiega che "il loro zelo, che è valso il soprannome di gnomi di Berlusconi per analogia ai banchieri di Zurigo o quello di Coraggiosi Patrioti, può spiegarsi con i preparativi dell’Esposizione universale che si terrà a Milano nel 2015. Sarà l’occasione per lanciare appalti pubblici e questi industriali, spesso molto vicini a Forza Italia, partito di Silvio Berlusconi, sperano ottenere in contraccambio dei contratti".

Il quotidiano economico finanziario Les Echo sottolinea i vantaggi dell’operazione Alitalia per Air France-KLM e ripercorrendo l’intera vicenda ‘ringrazia’ il premier italiano Silvio Belrusconi per aver impedito ad aprile un’acquisizione ben più onerosa della compagnia di bandiera italiana.

Les Echos poi sottolinea i pilastri dell’intesa con Alitalia:

  1. accesso al mercato italiano con 24 millioni di passeggeri (di cui 11 milioni internazionali);
     
  2. costituzione di un nuovo hub, complementare a Parigi e Amsterdam, individuato in Roma Fiumicino (con buona pace della Lega Nord, del Sindaco Moratti e di Malpensa);
     
  3. esclusione di Lufthansa, "che sarebbe stata ben felice di dar vita ad una dorsale Berlino-Vienna-Milano.

 

Dal 2013, secondo gli accordi, Air France-KLM può crescere la propria quota di partecipazione nel capitale di Alitalia per dar vita ad "una vera compagnia pan-europea integrata" (con buona pace del patriottismo italico).

Scrive ancora Les Echos: "Non male per un’operazione il cui prezzo, 300 milioni, resta ragionevole. Ci si può persino chiedere se Silvio Berlusconi non ha reso un servizio a Air France-KLM nell’aprile 2008, quando ha fatto fallire il progetto di acquisto di Alitalia per 1,5 millardi di euro in nome dell’ ‘italianità’. Dopo tutto, la compagnia con la quale si è fidanzata Air France – KLM ha già archiviato buona parte della sua ristrutturazione. Non è più il vettore malato che perdeva 1 milione di euro al giorno, ma un gruppo depurato dai suoi debiti dopo la fusione con il suo rivale di un tempo Air One".

Spero solo che questo ultimo episodio sia davvero l’ultimo di questa dispendiosa farsa.


Scritto il 15 gennaio 2009 da Gianni di Tacco

Categoria: Politica, Società | 4 Commenti »

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4 commenti

  1. Reef scrive:

    Sei ottimista.. questo evento farà schizzare in alto il gradimento verso Berlusconi visto che sarà presentato (se sarà presentato) come il solito complotto catto-comunista e delle toghe rosse..
    Ti ricordo che siamo in Italia..

    Poi volevo aggiungere che dopo il regalo Alitali e oltre 25 anni di tentativi finalmente Berlusconi è entrato in MedioBanca (che detiene pure l maggioranza del Corriere Della Sera) al fianco di Colaninno e degli altri esponenti CAI che guarda caso fanno parte del Consiglio di amministrazione della stessa.. Non vogliamo fargli neanche i complimenti?

  2. Emanuele scrive:

    Questi francesi cattivoni…
    Meno male che Silvio c’è.

  3. Francesco scrive:

    A me pare siano stati i sindacati a far fallire la trattativa con Spinetta, l’alternativa sarebbe stata il fallimento con la perdita di xmila posti di lavoro… fenomeni!

  4. gianniditacco scrive:

    La polemica connessa all’antagonismo tra l’aeroporto di Malpensa e quello di Fiumicino prosegue senza soste, polemiche per la scelta di Alitalia di puntare sullo scalo romano. Tra Fiumicino e Malpensa, secondo i dati del Rapporto 2008 dell’Ente Nazionale Aviazione Civile, presentato alla Biblioteca del Senato, non ci sono dubbi: stravince Fiumicino. Almeno sui numeri del traffico. Lo scalo romano, tra quelli di medie o grandi dimensioni, è infatti l’unico italiano che ha registrato una crescita. I movimenti nel 2008 sono stati 340.971 (+3.9%), i passeggeri 34.815.230 (+7.2%) e le tonnellate per il settore Cargo 153.016 (-0.9%). A Milano Malpensa invece 212.841 movimenti (-19.3%), i passeggeri 19.014.186 (-19.8%) e le tonnellate Cargo 415.952 (-14.5%). Cali più contenuti a Milano Linate: 96.823 movimenti (-3.6%), 9.264.561 passeggeri (-6.7%) e 20.007 tonnellate (-14.8%).

    LA BRESSO: «SU MALPENSA L’ULTIMO IMBROGLIO» – Intanto, sul fronte della scelta di Alitalia di investire su Fiumicino e non su Malpensa» la polemica non si ferma. «Si è consumato l’ultimo atto di un vero e proprio imbroglio». ha detto la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso commenta la decisione della Cai «di investire su Fiumicino come unico hub e di abbandonare Malpensa». «L’esito – sostiene la presidente Bresso – era già scritto, fin dall’inizio, come molti hanno sempre detto. Molti, ma non l’allora opposizione di destra che sulla battaglia per Malpensa costruì, poco più di un anno fa, gran parte della campagna elettorale che l’ha portata al Governo». «Ora – conclude Mercedes Bresso – la Cai ha scelto di abbandonare quell’hub: l’esatto contrario di quanto sbandierato dalla destra, al di là di ogni considerazione sul futuro dell’aeroporto».

    MATTEOLI: «SCIOCCHEZZA» – È «una sciocchezza» pensare che la scelta di Roma come principale base operativa dell’Alitalia, «si voglia penalizzare Malpensa» replica il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli. «Roma – ha spiegato Matteoli in occasione della presentazione del rapporto Enac 2008 – ha una vocazione turistica, mentre Malpensa ha una vocazione più industriale e di business, che deve crescere».

    LUFTHANSA A MALPENSA – Intanto Lufthansa è soddisfatta del lancio della compagnia Lufthansa Italia, basata su Malpensa secondo quanto afferma un portavoce del gruppo tedesco, interpellato sulla vicenda. «Siamo soddisfatti del lancio di Lufthansa Italia – spiega il portavoce – ma è ancora presto per poter parlare di voli intercontinentali, dopo la decisione di Alitalia di scommettere su Fiumicino», anche se l’ipotesi non viene esclusa a priori. Occorre infatti «valutare l’andamento del mercato» anche alla luce dell’attuale momento che viene definito ancora «difficile» per l’intero comparto del trasporto aereo.

    Fonte: http://www.corriere.it/economia/09_maggio_14/alitalia_malpensa_fiumicino_96536aca-4075-11de-aa9a-00144f02aabc.shtml” rel=”nofollow”>corriere.it

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