Il terrorismo: la peste della civiltà
All’indomani dell’insediamento a Presidente degli Stati Uniti d’America di Barack Hussein Obama, al quale tutta il mondo guarda come una speranza e una promessa per un futuro migliore e mentre il sentire collettivo cerca di superare il trauma dell’attacco terroristico dell’11 settembre a New York e le successive, sanguinose, guerre in Afganistan e in Iraq, all’orizzonte si profilano nuovamente demoni e fantasmi: in Algeria si è diffusa una strana epidemia di peste.
La peste è una malattia infettiva di origine batterica che per millenni ha flagellato l’umanità seminando milioni di morti a tutte le latitudini: dalla prima epidemia documentata ad Atene nel 430 a.c. fino a quella sviluppatasi in Vietnam nel 1967.
L’attuale diffusione in Algeria è la prima epidemia che si verifica nel XXI secolo, per ora è molto circoscritta, per ora ha causato solo quaranta morti. La cosa allarmante, però, in questo momento, non è il pericolo della diffusione dell’epidemia, ma la preoccupazione nasce dall’analisi dello status delle vittime, infatti sono stati colpiti dalla peste solo fondamentalisti islamici qaedisti.
Più che un’epidemia tradizionale sembra un “incidente” verificatosi al campo di addestramento di Tizi Ouzou situato nell’est dell’Algeria. Il Washington Times, citando fonti della sicurezza americana, segnala che gli estremisti algerini avrebbero chiuso questo campo di addestramento e “isolato” l’area per impedire ulteriori contaminazioni.
L’agenzia Nsa avrebbe intercettato allarmati contatti tra i qaedisti nordafricani e i loro referenti di Al Qaeda nell’area tribale pachistana (dove si nasconderebbe anche Osama Bin Laden) aventi per oggetto proprio questo incidente.
Questo episodio deve metterci in allarme. Fa ipotizzare che le minacce di Al Qaeda di aprire un nuovo fronte del terrore: quello dell’attacco biologico sulle città occidentali, non è una mera ipotesi priva di fondamento, ma è un piano che ha raggiunto un livello avanzato di fattibilità, visto che si può ipotizzare che uno studio in tal senso sia stato sviluppato nel campo di Tizi Ouzou.
Fortunatamente in questo caso la sperimentazione gli deve essere sfuggita di mano ed il batterio della peste ha infettato e ucciso gli stessi terroristi, ma il segnale di allarme è stato lanciato, Al Qaeda è ancora in cerca della ribalta internazionale attraverso i suoi atti scellerati.
L’occidente deve continuare a tenere la guardia alta contro la peste della civiltà che è rappresentata dal terrorismo qaedista.
Scritto il 2 febbraio 2009 da Gianni di Tacco
Categoria: Società |
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