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Il marines che uccise Calipari faceva il suo dovere


Funerali Nicola CalipariNicola Calipari, funzionario del SISMI (Servizio per le informazioni e la Sicurezza Militare) è stato ucciso in Iraq mentre era impegnato nella delicata operazione di liberare un ostaggio italiano in mano alla guerriglia. Non è stato ucciso dai terroristi, ma ad un posto di blocco dei Marines degli Stati Uniti, nei pressi dell’aeroporto di Bagdad.
Gli Stati Uniti sono sempre contrari a farsi giudicare da altri e quindi si sono fatti una commissione di indagine interna sulla vicenda che ha assolto i Marines in quanto hanno effettuato solo il loro dovere: “Procedure eseguite alla lettera”

"Gli Stati Uniti – ha aggiunto la stessa fonte – sono pronti a diffondere il rapporto, ma l’Italia ha altre domande da porre". Secondo l’informatore, le posizioni di Stati Uniti e Italia divergono in merito alla velocità alla quale procedeva il veicolo su cui viaggiavano i due italiani, e al contenuto delle comunicazioni intercorse tra funzionari italiani e americani prima del tragico episodio.

"I soldati – ha detto la fonte americana – hanno solo rispettato alla lettera le procedure standard assegnate ai militari di guardia a un checkpoint, dunque non sono colpevoli".

Lo scorso 4 marzo, i militari americani spararono ad un checkpoint contro l’auto, guidata da un altro agente italiano, a bordo della quale c’erano Nicola Calipari con la giornalista del Manifesto, Giuliana Sgrena, appena liberata dopo il sequestro da parte della guerriglia irachena, diretti verso l’aeroporto di Bagdad.

E domani la Toyota Corolla, l’auto sulla quale viaggiavano Capilari e la Sgrena, arriva in Italia a disposizione degli investigatori e dei periti balistici italiani.

"In questo modo sembra che si voglia addossare tutta la colpa agli italiani, e questo rappresenta uno schiaffo anche per il governo italiano": così Giuliana Sgrena ha commentato, in una intervista al Tg3, le anticipazioni sull’esito dell’inchiesta.

Fonti:
http://www.repubblica.it/2005/c/sezioni/esteri/niccal/noncolpe/noncolpe.html
http://www.corriere.it/cronache/07_ottobre_25/calipari_lozano_prosciolto.shtml


Scritto il 26 ottobre 2007 da Gianni di Tacco

Categoria: Politica, Società | 6 Commenti »

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6 commenti

  1. cab64 scrive:

    il militare che ha materialmente ucciso è solo un poveraccio stritolato da avvenimenti più grandi di lui.
    tre possibilità .
    1) ha sparato perchè aveva paura e realmente non sapeva chi ci fosse nell’auto.
    2) ha sparato per paura non sapendo chi ci fosse sull’auto MA i suoi superiori lo sapevano e non lo hanno avvisato appositamente contando sulle sue paure
    3)sapeva e ha sparato conscio del fatto che era plausibile la scusa che aveva sparato per paura e per seguire il protocollo.

    chi non è stato in guerra non può capire cos’è la paura
    ciao
    carlo

  2. Stefano scrive:

    Ci siamo scordati quel che han fatto gli americani per noi nel dopoguerra? Daltronde se la Sgrena se ne fosse stata a casa sua Nicola Calipari sarebbe ancora vivo! Sapeva a cosa andava incontro!

    Pensate alla moglie e ai figli di Nicola! Pensate a tutti gli agenti, poliziotti, carabinieri etc… che tutti i giorni rischiano la vita per noi e poi li vediamo infangare dai Black Bloc e altri personaggi che gridano nelle piazze “10, 100, 1000 Nassyrya”…

    CHE RABBIA!!!

  3. luca scrive:

    Con tutto il rispetto per l’uomo Nicola Callipari, vorrei sottolineare il fatto che era un agente segreto e come tale aveva scelto un lavoro ad alta percentuale di rischio. Inoltre stava svolgendo la sua missione in una zona di guerra dove giornalmente morivano (e continuano a morire) civili e soldati, in difesa di Lozano dico che un soldato in una zona come quella in quei giorni penso che abbia una carica di adrenalina tale da reagire al minimo movimento non conforme alle aspettative.
    L’unica scelta ponderata e non istintiva di questa vicenda è stata quella di Giuliana Sgrena di recarsi per fare quel servizio, non dico fosse giusto o sbagliato, ma è l’unica ad avere avuto il tempo di pensare a quello che faceva.

  4. Mario Rossi scrive:

    Con rispetto per gli americani che,dopo averci abbondantemente bombardato in guerra,ci hanno aiutato nel dopoguerra (in verità non per filantropia,ma soprattutto per una logica di sfere di influenza e potere geopolitico).
    Vorrei dire a Luca che il soldato Lozano sicuramente aveva adrenalina in corpo da vendere, visto che muoiono ogni giorno marines americani in iraq (e molti civili), ma il problema è che dalla commissione non risulta una colpa o almeno un eccesso di zelo da parte di lozano, ma risulta che ha fatto pienamente il suo dovere, quindi i nostri funzionari del sismi erano in difetto…ma la verità non accertata e che ora mai si accerterà io penso sia un altra, fatta di logiche politiche e non di errori.

  5. gianni scrive:

    Riprendendo il commento di cab64
    “il militare che ha materialmente ucciso è solo un poveraccio stritolato da avvenimenti più grandi di lui.
    tre possibilità .
    1) ha sparato perchè aveva paura e realmente non sapeva chi ci fosse nell’auto.
    2) ha sparato per paura non sapendo chi ci fosse sull’auto MA i suoi superiori lo sapevano e non lo hanno avvisato appositamente contando sulle sue paure
    3)sapeva e ha sparato conscio del fatto che era plausibile la scusa che aveva sparato per paura e per seguire il protocollo.

    chi non è stato in guerra non può capire cos’è la paura
    ciao
    carlo”

    Ho la sensazione che la verità stia nella seconda ipotesi.

  6. gianni scrive:

    L’immunità non è garantita ai soli militari statunitensi, ma anche alle guardie private (Blackwater) che hanno aperto il fuoco contro civili iracheni inermi , 17 morti.

    Notizia su aljazeera

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