Il gigante cinese ha i piedi di argilla?

La tigre cinese che con la sua economia rampante invade i mercati globalizzati, che acquista la proprietà di multinazionali europee e statunitensi, che divora energia e che produce inquinamento e sempre più gravi disastri ecologici.
La tigre cinese che invade demograficamente l’occidente insediando milioni di cittadini in ghetti volontari chiamati “china town” per esercitare le proprie attività senza alcun controllo.
La tigre cinese che calpesta i diritti dell’uomo con migliaia di esecuzioni capitali per ragioni “politiche” e che dopo aver occupato militarmente il Tibet cerca di imporre la propria egemonia culturalmente cancellando tradizioni millenarie.
La tigre cinese dopo il terremoto del 12 giugno adesso scricchiola.
Il sisma ha fatto crollare soprattutto edifici scolastici (su 80 mila morti oltre 10 mila sono bambini), le scuole dei figli del popolo sono crollate e accanto alle macerie di queste scuole rimangono in piedi alberghi di lusso e palazzi governativi nella cui costruzione sono stati impiegati materiali più solidi.
Questa cinica realtà ha evidenziato la complicità criminale che lega i palazzinari alla nomenclatura del partito comunista cinese. Le leggi sono state ignorate, chi doveva vigilare ha chiuso un occhio in cambio di favori.
La strage dei bambini rivela il volto feroce della corruzione, il prezzo di sangue pagato dal popolo cinese per l’autoritarismo che non ammette contestazioni.
Nelle zone del sisma, al centro di una visibilità insolita nei mass media cinesi, il regime è sotto processo ed il vertice del partito comunista che governa la nazione più popolosa del mondo sente che sta rischiando molto.
I 5 milioni di senza tetto potrebbero essere le avanguardie della protesta che rischia di divampare anche a causa delle mille contraddizioni della Cina moderna che tenta di coniugare comunismo e capitalismo. A fronte di duecento milioni di ricchi e ricchissimi ci sono oltre un miliardo di schiavi, sfruttati e sottopagati che, con il loro sudore, fanno correre la locomotiva cinese, senza tutele sindacali, assistenziali, previdenziali.
Intanto le scosse di assestamento esasperano la tensione, e la consolidata “omertà” del governo cinese che ammette danni alle decine di dighe della zona colpita dal sisma, tace invece su eventuali danni alle numerose centrali nucleari che si trovano nella medesima zona. Nei cieli dell’impero celeste non aleggia più il sogno olimpico, ma il tetro spettro di Cernobyl (la tragedia nucleare che nel 1986 mise a nudo l’inefficienza dell’Unione sovietica).
Scritto il 4 giugno 2008 da Gianni di Tacco
Categoria: Società |
1 Commento »






10 agosto 2008 10:13
Diritti Umani negati…
Credo che per quanto riguarda la Cina, oltre che inorridire nel constatare gli evidenti diritti umani negati, non possiamo in realtà fare alcunchè…
Come sapete, è bastato appendere uno striscione rivendicante i diritti del Tibet per provocare la reazione immediata del regime comunista con conseguente espulsione dalla Cina degli autori del gesto, oltretutto completamente inoffensivo e proporzionalmente giustificato.
Non possiamo fare molto per la Cina, è vero, ma per i “diritti umani negati” di casa nostra e costantemente bistrattati ogni giorno, qualche cosetta potremmo ancora fare.
Mi riferisco in particolar modo ai diritti “umani” (non esagero affatto) dei lavoratori, di cui non si sente più parlare da troppo tempo.
Quei diritti alla dignità sanciti dalla costituzione ad esempio, dove si afferma che il lavoratore ha diritto ad uno stipendio adeguato al proprio sostentamento, per sè e per la famiglia…(Art.36)…e poi vediamo lavoratori appesi al filo del precariato, nel terrore costante che si stacchi sulla loro testa la Spada di Damocle e che tutto vada all’aria.
Quei diritti umani negati ogni giorno nei luoghi di lavoro, dove da un giorno all’altro si è costretti a ribaltare la propria tranquillità solo perchè un arrogante manager a suo tempo viziato dai genitori, decide che portare l’azienda all’estero costa meno e i lavoratori fedeli al proprio dovere da venticinque anni possono andare affanculo.
Quei diritti umani negati da un datore di lavoro che ha sempre considerato i suoi dipendenti solo come “risorse umane” da spremere fino all’ultima goccia…dopodichè è meglio assumere un extracomunitario talmente disperato che lavora per 700 euro al mese “perchè tanto prima era conciato peggio”…
Quei diritti umani negati con la complicità di chi accetta di farsi comprare per una manciata di euro per insabbiare scorrettezze amministrative o mancanze sulle normative sulla sicurezza dei lavoratori (Leggesi: Infortuni o Morti Bianche) per poi tagliare la corda all’estero con il malloppo costato la vita a qualche lavoratore. (Vedi cronache recenti).
No, non possiamo fare molto per la Cina, ma potremmo fare molto per i Diritti Umani Negati al nostro vicino di casa, al nostro vecchio amico rimasto senza lavoro in tre giorni per il fallimento “studiato” a tavolino dalla sua azienda, oppure ancora per tutti quanti prima o poi, si troveranno a dover fare i conti con la mancanza di un sufficiente reddito dovuto al costo della vita troppo alto, conseguenza di una gestione governativa catastrofica, caratterizzata da privilegi, sprechi, scelte sciagurate che alla fine vanno inevitabilmente a ricadere sulla solita classe di chi il lavoro lo vive ormai solo come motivo di enormi disagi, sia di tipo economico che in termini di tranquillità psicologica.
Diritti Umani, un pò di impegno da parte di tutti per riportare un minimo di dignità a chi l’ha perduta da tempo e a chi la sta perdendo giorno per giorno, sarebbe un sintomo che viviamo ancora in una società umana degna di tale denominazione.
Cominciamo da qui?…
Grazie per l’attenzione.