Il boss come Mosè! I comandamenti anche per i mafiosi.
Ebbene essere un mafioso non è un gioco da ragazzi, ci sono dei “diritti e doveri” da rispettare!
Tra i tanti preziosi documenti rinvenuti nella villa di Giardinello (PA), dove qualche giorno fa è stato arrestato il boss mafioso Salvatore Lo Piccolo (e il figlio Santo), spunta un foglio con i comandamenti che un buon crist… ehm.. mafioso deve seguire.
- Non ci si può presentare da soli ad un altro amico nostro, se non è un terzo a farlo
- Non si guardano mogli di amici nostri
- Non si fanno comparati con gli sbirri
- Non si frequentano né taverne e né circoli
- Si ha il dovere in qualsiasi momento di essere disponibile a cosa nostra. Anche se c’è la moglie che sta per partorire
- Si rispettano in maniera categorica gli appuntamenti
- Si deve portare rispetto alla moglie
- Quando si è chiamati a sapere qualcosa si dovrà dire la verità
- Non ci si può appropriare di soldi che sono di altri e di altre famiglie
- Non può entrare a far parte della famiglia chi ha un parente stretto nelle varie forze dell’ordine, chi ha tradimenti sentimentali in famiglia, chi ha un comportamento pessimo e che non tiene ai valori morali
Tutto sommato prendono spunto dai comandamento che Dio dettò a Mosè sul monte Sinai:
- Non avrai altro Dio fuori di me.
- Non nominare il nome di Dio invano.
- Ricordati di santificare le feste.
- Onora il padre e la madre.
- Non uccidere.
- Non commettere atti impuri.
- Non rubare.
- Non dire falsa testimonianza.
- Non desiderare la donna d’altri.
- Non desiderare la roba d’altri.
Solitamente i mafiosi sono per tradizione dei fervidi cattolici. Ma si sono dimenticati di “non uccidere” e di “non rubare“? E’ chiaro che vivono in un contesto antiquato e molto retrò, chiuso a qualsiasi tipo di apertura mentale.
Le mogli dei mafiosi possono ritenersi fortunate, devono essere onorate e rispettate, sempre che scelgano il momento giusto per partorire. I loro mariti non andranno ad ubriacarsi nei circoli, in compenso al posto di sollevare un bicchiere di birra impugneranno una pistola oppure una tanica di benzina per incendiare la proprietà di un onesto lavoratore che non paga il “pizzo”.
Una cosa è chiara, per poter cancellare la mafia bisogna prima combattere l’ignoranza, la povertà e il non rispetto delle regole, fargli terra bruciata attorno!
Scritto il 8 Novembre 2007 da Stefano Errante
Categoria: Società |






8 Novembre 2007 11:59
Cosa Nostra dimostra di avere sempre un rapporto complicato con il gentil sesso, due “comandamenti” su 10 sono dedicati alle mogli (2-7). Rapporto ugualmente complesso è quello con gli “sbirri”,infatti i “comandamenti” 3 - 10 vietano comparaggi e parentele con loro. Ciò torna utile anche allo Stato, abbiamo una garanzia in più che nessun componente delle forze dell’ordine è compare o parente di mafiosi.
8 Novembre 2007 19:15
Direi che i comandamenti in merito alle forze dell’ordine sono scritti sulla carta ma, in alcuni casi, disapplicati di fatto. O meglio, alcuni esponenti delle Forze di Polizia possono tornare utili al momento giusto, anche ai mafiosi (leggi alla voce Maresciallo GdF Ciuro, Maresciallo CC (Ros) Riolo, Maresciallo CC Borzacchelli, ovviamente trattasi di ipotesi di reato che andranno confermate da sentenze definitive).
Ahimè, non sempre l’appartenenza a una Forza di Polizia (civile o militare che sia) ed il relativo giuramento di fedeltà alla Repubblica, alla Sua Costituzione ed alle leggi di questo Paese, garantiscono di per sé la specchiatezza di condotta e la lontananza dall’ambiente mafioso degli uomini delle forze dell’ordine. Ovviamente parliamo sempre di una netta, nettissima, minoranza. Onore alla quasi totalità degli uomini delle Forze di Polizia che lavorano con abnegazione e senso del dovere ogni giorno, come, per esempio, alla sezione catturandi della Questura di Palermo.