I pirati dell’era moderna
Sembra anacronistico ed invece in tante parti del Mondo esistono ancora ciurme di pirati che assaltano pescherecci, cargo o navi da crociera. I pirati attaccano le navi derubano l’equipaggio ed il carico e tentano di rivendere la nave e chiedere il riscatto.
I mari più infestati sono la quelli della Malesia, dell’isola di Sumatra e di Giava, lo stretto di Malacca, la costa orientale dell’India, al largo della Nigeria, il Golfo di Guinea e perfino negli storici Carabi.
I pirati più attivi in questo periodo però sono quelli del Golfo di Aden, tra Yemen e Somalia, dove ultimamente sono stati catturati alcuni pescherecci e l’equipaggio racconta che sono stati picchiati con tubi di metalli e nutriti con riso misto a sabbia durante la loro prigionia.
Nella stessa zona è stato abbordato un grande veliero di lusso francese (il “Potant”) con 30 persone tenute in ostaggio fino al pagamento di un riscatto di 2 milioni di dollari.
Un ultimo episodio invece ha riguardato una petroliera italiana ( la Neverland 239 metri) che è stata difesa da un’unità della nostra Marina Militare, il pattugliatore d’altura di squadra “Etna” in servizio nell’operazione “Mare Sicuro” volta proprio per contrastare il fenomeno di pirateria.
Questi nuovi pirati sono lontanissimi dalla visione romantica offerta dalla letteratura, sono feroci e armati di mitra e lanciamissili, sono ex combattenti dei “signori della guerra” somali, ora senza ingaggio, che assaltano e depredano le imbarcazioni che gli vengono a tiro e sequestrano, e in alcuni casi seviziano e uccidono i loro equipaggi.
Questi banditi del mare godono dell’impunità grazie al mancato controllo del territorio da parte delle autorità locali.
Scritto il 5 giugno 2008 da Gianni di Tacco
Categoria: Società |
2 Commenti »






11 novembre 2008 10:36
Il problema dei pirati somali non è ancora risolto, oggi 11 novembre hanno sequestrato una nave cisterna filippina che trasporta materiale chimico con
23 membri dell’equipaggio.
Questo materiale chimico può essere usato dai fanatici integralisti islamici come una bomba sporca.
Con questo salgono a 83 gli attacchi pirateschi quest’anno nelle acque africane, tra cui 33 navi sequestrate.
Nelle mani dei pirati rimangono 12 navi e oltre 200 membri di equipaggi.
18 novembre 2008 12:27
Nell’Oceano Indiano i pirati somali hanno sequestrato la maxipetroliera “Sirius Star” con un equipaggio di 25 persone e due milioni di barili di petrolio per un valore di oltre 100 milioni di dollari.
La petroliera stava navigando verso il Sudafrica per poi doppiare il Capo di Buona Speranza e di lì dirigersi negli Stati Uniti. Un giro enorme e costoso pur di evitare le pericolosissime acque somale e del Golfo di Aden. Una scelta vanificata dall’aggressività dei pirati che ormai sono in grado di operare a mille chilometri dalla zona che ormai infestano da un paio d’anni.
Per la liberazione di navi di stazza media e con carichi normali occorre pagare un “riscatto” di un paio di milioni di dollari, quanto chiederanno per la “Sirius Star” ed il suo carico da 100 milioni di dollari? Come verranno reinvestiti i soldi del riscatto? Nel terrorismo islamico? Un intervento risolutivo dell’ONU appare necessario.