Criminalità e mafia cinese in Italia: è allarme!
Sbaglia chi sottovaluta il fenomeno della criminalità cinese, dicendo che non ha a che fare con la mafia cinese. La criminalità cosidetta comune si sviluppa laddove ha una copertura economica e militare di organizzazioni criminali più complesse.
Alcuni giorni fa (il 24 febbraio) un commando formato da una decina di malavitosi cinesi ha fatto irruzione all’interno del locale milanese, il Parenthesis, dove si stava svolgendo una festa privata, sempre tra cittadini cinesi, ed ha eseguito una vera e propria esecuzione uccidendo, a colpi di machete, un ragazzo di 22 anni, considerato il boss della mafia cinese di Torino: Limin Hu.
Questa spedizione punitiva si può considerare diretta conseguenza del duplice omicidio avvenuto, sempre a Milano, il 27 aprile 2007, in quell’occasione furono assassinati, a colpi di pistola, due cinesi nella locale chinatown. Il ragazzo ucciso in discoteca lo scorso 24 febbraio era amico di una delle due vittime del duplice omicidio, Wei Zhou, che era stato già gravemente ferito a una spalla a colpi di mannaia il 24 settembre 2003, quando a soli 16 anni cercava di affermarsi come boss dello spaccio di droga nelle discoteche etniche.
Limin Hu, risulta coinvolto anche nell’omicidio del titolare del ristorante cinese “la Cascata” di Sesto S.Giovanni (Milano) avvenuto il 30 dicembre 2006 e in un traffico di armi tra Cuneo e Milano.
Traffico di droga, di armi, di esseri umani, estorsioni, rapine, risse, omicidi. A dispetto del tradizionale basso profilo della comunità cinese residente in Italia, anche nelle sue manifestazioni criminali, le bande giovanili cinesi adottano metodi sempre più sanguinosi, che non passano certo inosservati fuori dai confini della chinatown milanese.
La piovra made in China allunga i suoi tentacoli in molte città italiane, oltre Milano, anche Roma e Prato, dove le comunità cinesi sono molto numerose, e anche verso Brescia, Torino, Cuneo, Mantova. Le comunità cinesi sono chiuse al mondo esterno, sono omertose, chi ci vive spesso non conosce nemmeno la lingua italiana. Le chinatown vivono chiuse su se stesse, con le loro gerarchie ed i loro affari, leciti e illeciti, il numero dei cinesi clandestini al loro interno è elevatissimo.
La mafia cinese in Italia è rinomata per la sua capacità di saper gestire il flusso dei clandestini, praticamente “importa” in Italia esseri umani, che pagano dai 3 a 15 mila euro a persona per giungere nel nostro territorio, dove, per anni, sono spesso sfruttati, costretti ad una esistenza miserabile, con i documenti e la loro stessa vita nelle mani dei loro aguzzini.
La mafia cinese nell’ambito della propria comunità gestisce il lavoro nero, il gioco d’azzardo, le estorsioni, il sequestro di persona, la prostituzione effettuata da cinesi per i cinesi.
Mi sono ancora impresse nella memoria le immagini degli scontri avvenuti nella chinatown milanese lo scorso anno, quando la popolazione cinese è scesa in piazza per difendere una giovane, loro connazionale, da una pattuglia di Vigili Urbani che volevano, giustamente, elevare un verbale per un’infrazione al codice della strada (aveva parcheggiato in seconda fila). La pattuglia circondata dalla folla, giovani cinesi saltavano sul cofano dell’auto di servizio, si è assistito ad un fitto lancio di bottiglie nei confronti dei malcapitati tutori dell’ordine ed i cinesi si sono asserragliati su delle barricate improvvisamente cresciute per le strade della chinatown, armati di bastoni e di decine di bandiere cinesi prontamente sventolate… una vera perdita di controllo del territorio nazionale. Situazione di stallo che è proseguita anche dopo l’arrivo delle pattuglie della Polizia di Stato che hanno posto in salvo i Vigili Urbani da quella situazione.
Ma come si forma una chinatown all’interno delle nostre città? A Milano tra Via Paolo Sarpi, Via Bramante e Via Niccolini e a Roma in gran parte del quartiere Esquilino. Si assiste all’acquisizione massiva di appartamenti, in genere acquistati in contanti a prezzi anche superiori a quelli di mercato, si vede poi un’apertura a ciclostile di negozi e magazzini tutti uguali, tutti sempre troppo vuoti per giustificarne l’esistenza commerciale e di numerosi bar e ristoranti etnici. Tutto sembra un’attività di copertura per riciclare il denaro “sporco” proveniente da traffici illeciti.
Queste “zone franche” devono essere riconquistate dalla legalità. Il tema delle comunità cinesi in Italia è un tema che deve destare preoccupazione, dal momento che con questa realtà, dobbiamo, volente o nolente, cominciare a fare i conti.
Scritto il 23 marzo 2009 da Gianni di Tacco
Categoria: Società |
5 Commenti »






24 marzo 2009 12:48
Questi cinesi fanno quello che vogliono, calpestano i diritti umani nel loro paese in mille modi,dalle migliaia di esecuzioni capitali all’anno a chiudere you-tube, invadono l’economia mondiale con lavoro schiavista e prodotti di infima qualità se non tossici o nocivi e nessuno dice niente perchè finanziano il debito pubblico degli Stati Uniti. Vergogna!
29 novembre 2009 02:20
Volevo solo dire una cosa,non per essere razzista ma nei nostri paesi nelle nostre città non c’e’ piu controllo questi cinesi hanno preso possesso delle nostre casa,oggi abbiamo litigato con un negozio di cinesi per il parcheggio dove noi avevamo ragione e non abbimo fatto niente di male, un cinese e arrivato a cacciare un coltello un arma per difendersi da cosa???senza fargli niente con delle semplici parole siamo stati aggrediti volevano chiamare i carabineri e in fine hanno messo le mani addosso a mio marito e i fine il coltello…Ma in che schifo di mondo viviamo poi abbiamo chiamato i carabinieri e ci hanno detto vi potete querelare a vicenda…ma la legge esiste e se quello lo accoltellava???dobbiamo piangere i morti per avere un po di giustizia???io non lo so proprio…
Questi stranieri devono tornare nelle loro città perche non si puo vivere cosi ogniuno deve avere possesso della propria casa no che noi dobbiamo vivere il terrore nei nostri paesi e nelle nostre citta a causa di questi infami…
29 novembre 2009 02:23
La legge si mette da parte in tutto interviene solo se ci sono morti,poi si dice che la legge fa il proprio dovere a me non sembra che sia cosi se ne vengono dopo un ora con comodo ma si devono vergognare…
8 dicembre 2009 16:51
ciao dony! bisogna farsi giustizia da soli! lo stato non è più presente ormai!
5 ottobre 2010 04:47
OLTRE ALLA MAFIA E CRIMINALITà:
ALLARME ECONOMIA LA SOLUZIONE???
CONTROLLARE TUTTE LE AZIENDE CINESI PRESENTI SUL TERRITORIO (CHE SONO EVASORI TOTATI PER IL 98%)PRODUCONO MERCI CONTRAFFATTE , UTILIZZANO MANODOPERA CLANDESTINA “CINESE” NON PAGANO TASSE CONTRIBUTI DI NESSUN TIPO, IMPORTANO MERCI PERICOLOSE TOSSICHE E SENZA DAZI DOGANALI E SENZA CONTROLLI ,LO DIMOSTRA IL FATTO CHE VENGONO SEQUESTRANO QUANDO SONO GIà NEI CAPANNONI.
COSTRUSCONO CAMERE DA LETTO NEI CAPANNONI, CLINICHE ABUSIVE ECC. ECC. SONO IL NUOVO CANCRO CON IL NOME “CINA” CRESCE LENTO CHE NESSUNO SE NE ACCORGE , CORRODE LA NOSTRA ECONOMIA GIORNO DOPO GIORNO E IL NOSTRO GOVERNO SI LIMITA A SEQUESTRARE – BISOGNA DEBELLARE IL CANCRO ALLA RADICE IL PIU VELOCEMENTE POSSIBILE FACENDO CHIUDERE LE FABBRICHE ABUSIVE E RIMANDARE A CASA TUTTI I CLANDESTINI PERCHè QUESTI SI MOLTIPLICANO COME LE FORMICHE- IN CINA PER CHI EVADE C’E’ LA PENA DI MORTE – IN ITALIA PER GLI STRANIERI CHE EVADONO C’E’ LA PENA DI VITA – QUESTO è IL PAESE DI BENGODI , CHI GODE MENO SONO I CITTADINI CHE PAGANO LE TASSE E ASSISTENZA SANITARIA, SERVIZI PER QUESTI EVASORI CINESI- LASCIO A VOI LE CONCLUSIONI