L’acqua: diritto indispensabile per ogni uomo
L’acqua è un diritto indispensabile per ogni uomo, senza acqua non si può sopravvivere, come l’aria che si respira, per questo motivo non può essere considerata come un bene commerciabile.
In Italia abbiamo un’ottima acqua “del rubinetto”, potabile, controllata e certificata dagli enti gestori, che sgorga, ad un costo “politico”, ma gli italiani si fidano poco di questa acqua e preferiscono bere acqua imbottigliata.
Forse hanno paura dell’eccesso di calcare, o dell’inquinamento delle falde acquifere, o magari non ne gradiscono il sapore, ma le loro decisioni sono influenzate soprattutto ca condizionamenti esterni, dal fatto che la pubblicità ci ha convinto che le acque minerali possiedano doti terapeutiche e proprietà benefiche.
Le acque minerali non sono così “curative” come il marketing ci vuole far credere, spesso contengono "sostanze indesiderate" come cloroformio, streptococchi fecali, antimonio, arsenico e manganese, ed la grande concentrazione di “minerali” può provocare danni ai nostri reni.
Con 196 litri pro capite all’anno, siamo il Paese d’Europa che consuma più acqua minerale imbottigliata. Il terzo al mondo dopo gli Emirati Arabi e il Messico. Un volume d’affari per le aziende del comparto – 192 fonti e 321 marche – che supera i 2,5 miliardi di euro.
Siamo dunque disposti a pagare per l’acqua confezionata oltre mille volte di più di quella che esce dal rubinetto di casa (in media 0,5 millesimi di euro al litro contro i 30/50 centesimi di euro al litro per quella in bottiglia).
Non solo, con questa nostra “abitudine” produciamo tonnellate di plastica per l’imbottigliamento e di gas di scarico per trasportarla dalla sorgente alla nostra tavola.
Nei giorni scorsi si è svolto ad Istambul il V forum internazionale dell’acqua, che ha evidenziato una situazione mondiale disastrosa: oltre due miliardi di persone nel mondo soffrono di penuria d’acqua,in Italia 9 milioni di cittadini – concentrati soprattutto nel sud – non hanno acqua a sufficienza, addirittura a Reggio Calabria in alcuni quartieri dai rubinetti esce acqua salata (il mare ha invaso le falde acquifere ormai prosciugate).
Negli USA si consumano 630 litri di acqua al giorno per abitante, in africa 30 litri, in Italia 215 litri (84 litri per bagno e doccia, 43 per l’utilizzo dei sanitari, 26 per il bucato, 21 per il lavaggio stoviglie, 13 per il lavaggio auto, 13 per gli usi in cucina, 13 per altri usi e solo 2 litri per bere).
La richiesta di acqua mondiale è in crescita esponenziale sicuramente per la continua crescita demografica e per il miglioramento delle condizioni sociali in Cina ed in India, ma anche per via dell’inquinamento e dell’alterazione degli ecosistemi che riduce i bacini utilizzabili, nonché dagli sprechi nella distribuzione delle risorse idriche (l’Acquedotto Pugliese, ad esempio, “perde” il 60% dell’acqua che distribuisce).
L’acqua, proprio per essere l’elemento più prezioso della vita (l’oro blu), è usato come un elemento di pressione politica di alcuni Governi e di potere economico in mano ad alcune Multinazionali, che rendendolo un prodotto commerciale possono condizionare la sopravvivenza per tutti gli esseri veventi.
L’Unione Europea sostiene che l’acqua non è un bene commerciabile come gli altri, ma un’eredità che deve essere difesa e protetta come tale, in Italia, nel silenzio degli organi di stampa e degli schieramenti politici di ogni colore, si procede celermente alla privatizzazione del servizio idrico che comporterà un sicuro incremento dei costi per ciascun cittadino.
Scritto il 23 aprile 2009 da Gianni di Tacco
Categoria: Ambiente, Società |
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