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	<title>Commenti a: Quando la malattia e la morte non sono &#8220;strettamente&#8221; personali!</title>
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	<description>Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti...</description>
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		<title>Di: daniele.salpietro</title>
		<link>http://www.cosechenonvanno.com/salute/quando-la-malattia-e-la-morte-non-sono-strettamente-personali/comment-page-1#comment-4298</link>
		<dc:creator>daniele.salpietro</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 02:12:53 +0000</pubDate>
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		<description>Eluana vive...questa è la testimonianza di chi ha incontrato Eluana due mesi fa.

http://www.youtube.com/watch?v=PTQrDNaNeHA

Eluana ha anche paura della morte. 

Non lasciate che qualcuno vi inganni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eluana vive&#8230;questa è la testimonianza di chi ha incontrato Eluana due mesi fa.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=PTQrDNaNeHA" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=PTQrDNaNeHA</a></p>
<p>Eluana ha anche paura della morte. </p>
<p>Non lasciate che qualcuno vi inganni.</p>
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		<title>Di: Gianni di Tacco</title>
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		<dc:creator>Gianni di Tacco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 08:27:52 +0000</pubDate>
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		<description>Riporto il pensiero di una religiosa.
Il convento vuole il testamento biologico «Non si può vivere come vegetali»
GENOVA - Suor Ildefonsa, che per venticinque anni si è presa cura dei ricoverati del Don Orione, è vissuta a contatto della sofferenza più profonda, ieri ha chiesto ai suoi superiori di poter fare il testamento biologico.
«Non voglio essere ridotta come un vegetale. Se questo fosse il mio destino vorrei che mi lasciassero andare via in pace, ho letto che anche Papa Giovanni Paolo II avrebbe detto, arrivato il suo momento, &quot;lasciatemi andare&quot;». 
Suor Ilda non è la sola, nel suo ordine, ad aver riflettuto sulla fine della vita e a voler mettere per scritto le proprie volontà: «Siamo in quattro sorelle. Chiediamo se possiamo fare il testamento biologico per respingere ogni accanimento terapeutico». 
«Perché prolungare la sofferenza per sé e per gli altri?». 
«Si dice che gli ultimi giorni di sofferenza possono avvicinare a Dio ed essere una benedizione, ma io non so se portano veramente alla salvezza o alla dannazione. Anche la scienza, la medicina, possono sbagliare. È meglio che la Provvidenza faccia il suo corso ». 
«Io credo fermamente nella vita. Fin dal primo istante del concepimento. Ho accudito al Don Orione bambini senza alcuna facoltà mentale, senza arti, a volte qualche visitatore diceva: ma a chi serve una vita così? Io rispondevo: serve a te, perché tu ti possa chiedere che cosa sai fare per loro».</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto il pensiero di una religiosa.<br />
Il convento vuole il testamento biologico «Non si può vivere come vegetali»<br />
GENOVA &#8211; Suor Ildefonsa, che per venticinque anni si è presa cura dei ricoverati del Don Orione, è vissuta a contatto della sofferenza più profonda, ieri ha chiesto ai suoi superiori di poter fare il testamento biologico.<br />
«Non voglio essere ridotta come un vegetale. Se questo fosse il mio destino vorrei che mi lasciassero andare via in pace, ho letto che anche Papa Giovanni Paolo II avrebbe detto, arrivato il suo momento, &#8220;lasciatemi andare&#8221;».<br />
Suor Ilda non è la sola, nel suo ordine, ad aver riflettuto sulla fine della vita e a voler mettere per scritto le proprie volontà: «Siamo in quattro sorelle. Chiediamo se possiamo fare il testamento biologico per respingere ogni accanimento terapeutico».<br />
«Perché prolungare la sofferenza per sé e per gli altri?».<br />
«Si dice che gli ultimi giorni di sofferenza possono avvicinare a Dio ed essere una benedizione, ma io non so se portano veramente alla salvezza o alla dannazione. Anche la scienza, la medicina, possono sbagliare. È meglio che la Provvidenza faccia il suo corso ».<br />
«Io credo fermamente nella vita. Fin dal primo istante del concepimento. Ho accudito al Don Orione bambini senza alcuna facoltà mentale, senza arti, a volte qualche visitatore diceva: ma a chi serve una vita così? Io rispondevo: serve a te, perché tu ti possa chiedere che cosa sai fare per loro».</p>
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