La scelta tra ambiente-salute… e il lavoro-profitto!
Un brutta storia ci arriva da Taranto, un bambino di 13 anni pur non avendo mai fumato ha i polmoni ridotti come se fosse stato un fumatore accanito ed ora ha il tumore da fumo.
La causa è evidente:è la diossina dell’ILVA!
In effetti il un cancro da fumatore (adenocarcinoma del rinofaringe) è diffuso nella città pugliese a livello epidemico, soprattutto nel “quartiere dei morti viventi”: Tamburi.
Dai dati dell’INES (Inventario nazionale delle emissioni e loro sorgenti) emerge che Taranto, insieme alla città cinese di Linfen ed a quella rumena di Copša Miça è tra le città più inquinate del mondo, sicuramente la più inquinata dell’Europa occidentale.
La causa è l’inquinamento di origine industriale (93%).
A Taranto si produce il 92% della diossina italiana (8,8% di quella europea) ognuno dei duecentomila abitanti, ogni anno, respira 2,7 tonnellate di ossido di carbonio e 57,7 tonnellate di anidride carbonica.
In dieci anni leucemie, mielomi e linfomi sono aumentati del 30-40%. La diossina danneggia il Dna e se nei genitori si verifica un danno “genotossico” non è in loro che quel danno emerge, ma nei loro figli.
La diossina che si accumula a Taranto è una vera emergenza nazionale. Ci sono 9 chili di diossina, il triplo di Severo: città contaminata nel 1976.
Il limite di emissione previsto dall’Unine Europea è di 0,4 nanogrammi per metro cubo (in Germania 0,1), mentre il limite previsto in Italia è di 100 nanogrammi. Un limite fissato così alto proprio per compiacere l’Ilva di Taranto (che ha realizzato lo scorso anno utili per 878 milioni di euro).
Per salvare 13 mila dipendenti del siderurgico si avvelenano 200 mila cittadini residenti a Taranto? Davvero questa è la scelta?
Scelta che a livello nazionale il Governo italiano ha preso abbandonando il pacchetto di misure per ridurre le emissioni inquinanti, dando un calcio alla politica europea sui cambiamenti climatici, ritenendola troppo onerosa per le imprese.
Scelta definita dal presidente francese, Nicolas Sarkozy, che è anche presidente di turno dell’Unione europea: “drammatica e irresponsabile”.
Invece l’Italia dovrebbe adottare delle decisioni lungimiranti, dovrebbe accettare la sfida di ridurre del 20% le emissioni di CO2 trasformando questo obiettivo in una risorsa per il nostro Paese. Un obiettivo che potrebbe muovere degli investimenti nel settore del risparmio energetico e dell’utilizzo di energie rinnovabili.
Scritto il 21 ottobre 2008 da Gianni di Tacco
Categoria: Ambiente, Salute |
3 Commenti »






21 ottobre 2008 12:35
Sicuramente non v’è dubbio: la salute prima di tutto!
La cosa che mi lascia perplesso è che il problema, come a Taranto, esiste da sempre. Non mi sembra sia il caso di far ricadere la colpa su un governo specifico, tantomeno quello attuale! E poi perchè Vendola, presidente della regione Puglia, non interviene in maniera decisa sull’ILVA?
Inoltre il buon Nicolas Sarkozy non dovrebbe alzare molto la cresta e rinfacciare all’Italia un’economia che punta per 95% sul carbone… ma almeno non abbiamo una centrale nucleare! Se non erro i francesi & C. ci hanno sbattuto tutte le centrali vicine ai confini?! Senza contare l’aumento degli incidenti…
Mi verrebbe da dire “chi è senza peccato scagli la prima pietra”…
21 ottobre 2008 15:31
E’ vero che Taranto ha questo problema da tempo forse è solo ora che la gente ha capito da dove vengo i mali. Stiamo a vedere cosa fa questo governo. Poi quello che seccede nella casa degli altri non mi interessa, se mi dovessi interessare perchè da noi il fotovoltaico stenta a partire mentre in molti paesi già investono da tempo?
21 ottobre 2008 16:19
Scusa ma visto che i governi, presetni e passati, sinora non hanno fatto nulla di concreto, come mai non intervene la Regione Puglia? Eppure l’attuale presidente è schierato contro il governo Berlusconi, o mi sbaglio? E poi Vendola non è molto sensibile ai temi sull’ambiente e sulla salute?
E’ mai possibile che i tarantini non si ribellino una buona volta? Cazzo (scusate ma ci vuole!), i napoletani rompono le scatole perchè non vogliono i loro stessi riufiuti e i pugliesi che fanno? Si fanno ammazzare? Svegliaaaa!!!
Tra le altre cose vorrei dire qualcosa anche sul fotovoltaico. Ci sono regioni, come la Sardegna, dove esistono dei contributi per l’installazione di questi impianti… e davvero in tanti installano i pannelli, tra l’altro integrandoli totalmente con tetti e tettoie! Dovrebbero fare una legge che obblighi l’installazione di un tot di pannelli sulle nuove costruzioni!!!