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Il fumo uccide: difenditi!


Qualche giorno fa è partita una nuova campagna contro il consumo di quella subdola droga che è il tabacco.

Lo United States Centers for Disease Control and Prevention dichiara che il fumo è la prima causa di rischio per la salute tra i paesi sviluppati e che il tabagismo è una delle più importanti cause di morte prematura nel mondo.

Fumare tabacco (tabagismo) significa fumare anche nicotina: una vera droga che crea dipendenza sia fisica che psicologica, uno stimolante che provoca disturbi al sistema metabolico, ma che costringe il fumatore a sentire la necessità della sigaretta .

La nicotina pura è un potente veleno, se si fuma un pacchetto di 20 sigarette al giorno, si aspirano circa 400 mg di nicotina la settimana, dose che, in una sola iniezione ucciderebbe come una fucilata.

La cancerogenicità del tabacco, più che dai componenti del tabacco stesso, deriva dal processo di combustione: ogni materiale bruciato contiene infatti idrocarburi policiclici aromatici (benzopirene). La reazione che li rende cancerogeni deriva dall’ossidazione che incide sul DNA del fumatore distorcendolo e causando, quindi, il cancro in organi come vescica, esofago, rene, pancreas, collo e corpo dell’utero, ossa.

Principali organi intaccati sono, però, quelli dell’apparato respiratorio: le sostanze irritanti assimilate con il fumo, come acido cianidrico, acroleina, formaldeide, ammoniaca, non solo danneggieranno direttamente i polmoni, ma li rendono più eposti allo smog e alle altre sostanze inquinanti. La classica tosse e catarro del fumatore, sono sintomo di mancata efficienza del sistema di pulizia del polmone, causando eccessiva produzione di muco, bronchite cronica, enfisema.

Tra le sostanze che si depositano all’interno del polmone ve ne sono molte in grado di aumentare il rischio di tumore polmonare, causato per l’85-90% dal fumo di sigaretta. Il fumo è causa anche di altri tipi di tumore delle vie respiratorie: cavità orale, faringe, laringe.

Poi ci sono i danni al sistema circolatorio e al cuore. In questo caso le sostanze dannose reponsabili dei danni sono soprattutto l’ossido di carbonio che riduce la quantità di ossigeno disponibile per l’organismo (affaticando cuore e polmoni e incidendo anche sulle prestazioni atletiche del fumatore) e combinato con la già citata nicotina accelera la formazione delle placche aterosclerotiche nei vasi sanguigni. Il restringimento delle arterie comporta il rischio di infarto del miocardio e dell’ictus.

Infine ci sono altri danni, per così dire collaterali, quali l’alito cattivo, le macchie sulla pelle e sui denti e all’apparato riproduttivo dell’uomo. Infatti la nicotina, essendo un potente vasocostrittore, fa diminuire l’afflusso del sangue all’organo maschile nel momento del bisogno comportando disfunzioni erettili, impotenza e in alcuni casi un completo ko del sistema riproduttivo.

Al mondo si contano oltre 1 miliardo di fumatori. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) le sigarette sono la causa del 20% delle morti nei Paesi sviluppati, oltre ad essere causa del 90-95% dei tumori polmonari, l’80-85% delle bronchiti croniche ed enfisema polmonare, il 20-25% degli malanni cardiovascolari.

Ogni anno nel mondo perdono la vita circa 3.000.000 di persona a causa del fumo.

In Italia sono oltre 80mila l’anno i morti per fumo di sigaretta, nonostante le battaglie che nel tempo si sono combattute contro il fumo (come il divieto di fumo nei luoghi pubblici).
Uno studio inglese a riguardo ha pubblicato che i non fumatori vivono in media 10/12 anni di più dei fumatori e che i forti fumatori hanno il 25% di possibilità in più di morire di tumore al polmone o di polmonite cronica ostruttiva (su 1000 fumatori adulti 6 moriranno di incidente stradale e 250 di patologie derivate dal fumo).

Il problema vero è che i fumatori, in massima parte, conoscono bene le conseguenze fatali del fumo, ma non hanno intenzione di smettere di fumare.

Chiudere con il tabacco porta da subito dei benefici che nel tempo crescono:

  • dopo 20 minuti il battito cardiaco e la pressione del sangue tornano normali;

  • dopo 2 ore la nicotina inizia ad essere espulsa dal corpo tramite l’urina;

  • dopo 12 ore il monossido di carbonio scompare dall’organismo e, quindi, il sangue è in grado di trasportare più efficacemente l’ossigeno ai tessuti;

  • dopo una settimana l’alito migliora e la pelle ha un colorito più roseo;

  • dopo un mese, “l’epitelio cigliato” delle vie respiratorie (distrutto dal fumo) si ricostruisce e il tramite la tosse sono rimosse dai bronchi le sostanze dannose;

  • dopo un anno cala il rischio di infarto e ictus;

  • dopo 6/7 anni, il rischio di sviluppare un tumore ai polmoni smette di crescere e dopo alcuni anni può ritornare all’incirca pari a quello di una persona che non ha mai fumato;

  • dopo 15 anni il rischio di problemi coronarici (come l’aterosclerosi) è identico a quello di chi non ha mai fumato.

Il fumo è una brutta bestia, per chiudere non sempre basta la forza di volontà. Stime affermano che il 55-60% di chi smette di fumare ricade nel vizio del fumo entro 3 mesi e il 75% in sei mesi (astinenza da nicotina).

In media si smette 4-5 volte prima di smettere del tutto, ma ogni tentativo è un passo fatto nella direzione verso la vincita contro il fumo.

Sostegni utili possono essere vedersi con un medico e frequentare un centro antifumo, altrimenti per combattere i sintomi dell’astinenza ci si può dedicare ad un’altra attività: bere un bicchiere d’acqua o mangiare una caramella, lavarsi i denti, se ci si sente nervosi fare una passeggiata, una doccia, fare sport, fare qualche attività manuale, sempre evitare alcool, caffè e cibi troppo calorici, per non finire dalla padella nella brace.


Scritto il 9 febbraio 2009 da Gianni di Tacco

Categoria: Salute | Nessuno commento »

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