22052013Focus:

Straparlare: vizio italiano. Il governo Monti non fa eccezione!

Abbiamo ancora le ferite aperte e doloranti dalle tante, troppe, battute e gaffes, più o meno studiate, di Silvio Berlusconi che non siamo disposti ad accettare battutine ironiche anche dai governati tecnocrati che oggi dirigono la nostra povera barca Italia nei marosi della crisi economica europea (non si può dire che la crisi sia mondiale perché India, Cina e Brasile hanno un PIL che cresce a due cifre).

Ha iniziato il viceministro del lavoro Michel Martone dicendo che: “dobbiamo iniziare a far passare messaggi culturali nuovi: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni, sei uno sfigato”.

Ma si rende conto di quello che dice? Generalizzare e sparare a zero su tanti giovani cittadini è una cattiveria gratuita e soprattutto inutile. Cosa voleva fare con questa sua dichiarazione? Voleva spronare i giovani a studiare di più? Crede che non abbiano tutto l’interesse a finire quanto prima l’università?

Peraltro i motivi per i quali un giovane si laurea oltre i 28 anni possono essere i più vari, magari studia e lavora, magari ha avuto problemi personali di percorso, problemi di salute, problemi di famiglia, senza contare i problemi cronici sia organizzativi che didattici di cui soffrono le nostre università oppure alcune forme di esigenza maniacale di alcuni docenti universitari che esercitano il loro potere bocciando gran parte degli esaminandi (forse questi professori sono carenti nella loro attività di insegnamento in quanto non riescono a trasfondere le loro conoscenze nei loro discenti e dovrebbero essere messi a svolgere altriincarichi) … viceministro taccia! Si preoccupi piuttosto di favorire l’inserimento di questi giovani nel mondo del lavoro non appena finiranno il loro percorso di studi.

Se un problema dell’Italia è che ci laureiamo troppo tardi e iniziamo a cercare lavoro troppo tardi forse bisognerà mettere mano alle riforme strutturali nel mondo della scuola e del lavoro e non insultare gli incolpevoli studenti.

Poi è stata la volta del Presidente del Consiglio Monti che ha attaccato il posto fisso definendolo “noioso”. Caro Presidente, quella noia consente di vivere, consente di avviare il proprio progetto di vita: accedere al mutuo per comprare casa, sposarsi, mettere al mondo dei figli.

La flessibilità è un idea moderna che condivido, condivido il fatto che il posto possa non essere fisso, ma il lavoro deve essere fisso, io devo poter lavorare, devo poter avere accesso ad un reddito che mi consenta di vivere e non di sopravvivere, quindi se il pensiero sociale sull’approccio al lavoro deve cambiare, deve cambiare anche il mercato del lavoro che deve garantire un agevole riposizionamento dei lavoratori e deve cambiare la mentalità delle banche e di chi detiene il potere economico.

Poi arriva la Ministra dell’Interno Anna Maria Cancellieri che chiama “mammoni” i giovani…ma dove vivono questi tecnici? Io credo vivano nello stesso mondo dorato dei politici. Cara Ministra Cancellieri deve sapere che i giovani si renderebbero volentieri indipendenti dalla famiglia se ne avessero le possibilità, non creda che ad un uomo o ad una donna tra i 30 ed i40 anni piaccia vivere ancora con mamma e papà.

A dare manforte a Mario Monti ed alla Cancellieri ci pensa anche la Ministra del Lavoro, Elsa Fornero, che parla del posto fisso definendolo “una facile illusione” e si sta impegnando per cancellare questo articolo 18 dello Statuto dei lavoratori come se fosse l’origine di ogni male d’Italia, come se a causa di questa norma, che impedisce i licenziamenti senza giusta causa, le multinazionali internazionali non investissero in Italia, come se il problema non fosse invece la burocrazia farraginosa ed elefantiaca della nostra pubblica amministrazione, come se il problema non fosse la criminalità organizzata e la corruzione politica che infesta e devasta i nostri territori ed il tessuto sociale della Nazione, come se il problema non fosse il contesto politico ed economico degradato del nostro Paese.

Peraltro la Fornero (che nona ma essere chiamata così) predica bene e razzola male, infatti, sua figlia: Silvia Deaglio a 37 anni è già professore associato nella facoltà di Medicina dell’Università di Torino, lo stesso ateneo in cui insegnano mamma Elsa e papà Mario Deaglio, entrambi economisti, quindi la figlia della ministra sarebbe “mammona” e con l’illusione del posto fisso, una sintesi di quello che i membri del governo stigmatizzano.

In più la Fornero’s daughter è ricercatrice di genetica nell’ambito della fondazione Hugef, creata e finanziata dalla Banca SanPaolo di Torino, la banca in cui la madre era vicepresidente, quindi diciamo che la “piccola” Deaglio/Fornero ha un doppio posto fisso, quindi una vita doppiamente monotona.

Cari governanti tecnocrati, la misura è colma, siamo stufi di sentire prediche da un pulpito che è completamente scollegato dalla vita reale, siamo stufi di sentire prediche del “fate ciò che dico non fate ciò che faccio”.

Oltre a piangere in tv quando pronunciate la parola “sacrifici” dovreste pensare a ristrutturare l’Italia e non a lasciarvi andare a battute ironiche e offensive nei confronti di cittadini che, soprattutto in questi mesi, stanno tirando la cinghia.

Un motto alpino recita la frase: “Tasi e tira” (Taci e vai avanti) , consiglio al Presidente Monti di prendere spunto da questo motto e quindi di tirare avanti e di tacere, limitando la passerella, sua e dei suoi ministri, per le vetrine televisive, troppo, troppo simile a quelle del deprecato Silvio Berlusconi e dei suoi accoliti.

 

 

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