le cose che non vanno

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Pecunia non olet: il denaro, qualsiasi sia la sua provenienza, non puzza!


Scudo fiscale, il riciclaggio di stato del denaro sporco della mafiaSiamo al passaggio parlamentare decisivo per il cosidetto “Scudo Fiscale”, una specie di condono per chi ha portato illecitamente il denaro all’estero per evitare di pagare le tasse o per nasconderlo in quanto proveniente da fonte criminale.

Il Governo a colpi di “fiducia” ha completamente esautorato il Parlamento da ogni forma di dibattito e confronto. Per questo non servono deputati e senatori “pensanti”, ma solo “yes men” o “yes women” che diano il proprio voto a comando.

Si sbandierano i 300 miliardi di euro che rientreranno in Italia per far girare l’economia, ma non si spiega di chi sono questi soldi e da dove arrivano.

Intanto i disonesti saranno premiati pagando il 5% sul denaro illegalmente portato all’estero, mentre chi è stato onesto ha dovuto pagare le tasse con aliquote che possono arrivare al 43%.

I disonesti hanno un premio aggiuntivo, infatti pagando questo 5% non sono punibili per una serie di reati come la falsa o l’omessa dichiarazione dei redditi, la falsità materiale o ideologica in atto pubblico. Un vero e proprio indulto sotto mentite spoglie, che per essere tale avrebbe bisogno in Parlamento della maggioranza qualificata dei due terzi dei voti. Praticamente fanno una legge che infrange una legge morale ed una costituzionale in un solo colpo…ma noi italiani siamo abituati a tutto ormai, e la cosa grave è che ce ne fottiamo.

Con questo scudo si abolisce l’obbligo di segnalazione di cui all’articolo 41 del decreto legislativo 21 novembre 2007 n. 231, che attuava la direttiva europea "concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo". Pertanto in questo frangente non è più obbligatorio denunziare le operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo (articolo 41 del decreto suddetto), questo implica che le organizzazioni criminali, anche a quelle terroristiche, potranno costituirsi liquidità nel nostro Paese alla luce del sole, magari per finanziare ulteriori operazioni criminali o azioni terroristiche.

In questo modo avremo una legge che ripulisce il denaro sporco, un vero riciclaggio di Stato.

Con lo scudo fiscale si stabilisce che la procura della Corte dei Conti potrà iniziare le indagini per danno erariale solo "a fronte di specifica e concreta notizia di danno" con la conseguenza ulteriore che anche in grado di appello potrà annullarsi l’esito di un accertamento di grave danno erariale sostenendosi che l’inizio delle indagini non era relativo ad una notizia "specifica e concreta", anche se le indagini hanno portato all’evidenza di un gravissimo, specifico e concreto danno erariale.

Ma non solo il Parlamento è svuotato dalle sue menti (attraverso elezioni con liste bloccate che eleggono veline e portaborse) e dalle sue prerogative (atteso il ricorso consueto al voto di fiducia), ma anche il Presidente della Repubblica è preso per la gola.

Infatti dei 60 giorni necessari per la conversione in legge del decreto, il Capo dello Stato avrebbe diritto a 30 giorni per valutarne il contenuto prima di promulgare la legge, ed invece, il Senato si è palleggiato il Decreto per 55 giorni, in modo tale da far fare le corse alla Camera dei Deputati, che essendo Presidetuta da Ginafranco Fini potrebbe avere degli scatti di pensiero autonomo, ed il Presidente della Repubblica a causa della scadenza del decreto alla mezzanotte di sabato 3 ottobre, ha poco più di 24 ore di tempo per meditare sulla costituzionalità della norma. Anche questo è un abuso.

Lo scudo fiscale è una soluzione “premia-furbi”, una legge immorale. Non possiamo condonare i reati per fare luquidità, dove vogliamo arrivare? Si potrà condonare anche l’omicidio o lo stupro?


Scritto il 2 ottobre 2009 da Gianni di Tacco

Categoria: Politica | Nessuno commento »

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