le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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Propaganda Fide nella “gelatina” amalgamata dal Card. Crescenzio Sepe.


Card. Crescenzio SepeLe relazioni trasversali che calpestano ogni regola per i propri tornaconti personali e privatissimi, ovvero la “gelatina” di cui abbiamo già trattato in precedenza, è davvero un “blob” immondo che fagocita tutto. Ultimo tassello balzato agli onori, anzi all’ignominia, della cronaca è quello del Cardinale Sepe e di Propaganda Fide.

Propaganda Fide è la Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli ed ha competenza per tutto quello che riguarda l'attività missionaria, finanziandola con i proventi del suo immenso patrimonio immobiliare, terreni, immobili di prestigio e oltre 2000 appartamenti nella sola Capitale, per un valore complessivo di oltre 5 miliardi di euro. Crescenzio Sepe, cardinale dal 2001, ha scalato i vertici della Chiesa con una serie di incarichi curiali, tra cui Prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, (ovvero il responsabile di Propaganda Fide), Consultore della medesima Congregazione era Angelo Balducci, già nobiluomo di Sua Santità e presidente del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici nonché esponente di spicco della “Cricca” di affaristi.

Della “Cricca” fa parte a pieno titolo Pietro Lunardi, già Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nei Governi Berlusconi II° e III°, quando da Ministro stanziava i fondi per la costruzione di infrastrutture (soprattutto gallerie per la rete ferroviaria ad alta velocità) assegnando alle società della moglie, la “Rocksoil”, o dei figli, la “Treesse” gli appalti per la realizzazione. Ora Pietro Lunardi è indagato per corruzione, insieme all'arcivescovo di Napoli cardinale Crescenzio Sepe, nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per i cosiddetti Grandi eventi (G8, mondiali di nuoto, etc.).

Le accuse riguardano alcuni “scambi di cortesie” che fanno apparire il tanto deprecato Claudio Scajola, oltre che sprovveduto, anche un ingenuo:

  1. il Card. Sepe vende un intero palazzo (tre piani), composto da oltre 40 appartamenti, di proprietà di Propaganda Fide, situato in via dei Prefetti a Roma, a Pietro Lunardi per un corrispettivo pari ad un quarto del valore reale, evidentemente a scapito del Vaticano e delle missioni, in compenso Lunardi, sfruttando il potere di Ministro delle Infrastrutture, fa assumere il nipote del Cardinale come dirigente in una società controllata dall’ANAS, questo palazzo viene poi ristrutturato dall’architetto Zampolini e dall’imprenditore Anemone con i soldi degli appalti per le grandi opere gestiti dalla Protezione Civile.
     
  2. Pietro Lunardi crea la “Arcus S.p.A.” per gestire le procedure di urgenza, saltando le procedure previste dalla normativa degli appalti, con la quale restaura molti luoghi di culto e il palazzo seicentesco, sito in Piazza di Spagna a Roma, sede di Propaganda Fide. Questa ristrutturazione è considerata anomala dalla Corte dei Conti che definisce “incongruo” e “non motivato” lo stanziamento di due milioni e mezzo di euro per ristrutturare un immobile di proprietà del Vaticano in cui vige l’extraterritorialità. Peraltro ci sono dei dubbi sull’entità dei lavori, pare che i costi siano stati gonfiati ad arte per consentire al cardinale di avere a disposizione dell’ “argent de poche”. L’onnipresente imprenditore Anemone esegue delle ristrutturazioni a numerosi edifici sacri ed appartamenti intestati a prelati (il duomo di Ancona,la chiesa di Santa Maria in Trivio a Fontana di Trevi).
     
  3. Il cardinale Sepe dispensa appartamenti e “pied à terre” agli amici della “cricca” (il famoso appartamento di via Giulia per Guido Bertolaso), la Protezione Civile per smaltire i rifiuti in Campania si avvale anche di una società legata alla camorra, la “Eco4”, dei fratelli Bidognetti e dei fratelli Orsi, che di contro assumevano personale segnalato dai “potenti” della “cricca”, tra cui due nipoti del cardinale Sepe.

Crescienzo Sepe si difende, vuole andare avanti con serenità e dice che dopo il calvario ci sarà la resurrezione, condivido anche io, ma speriamo che a resuscitare sia la verità!


Scritto il 28 giugno 2010 da Gianni di Tacco

Categoria: Politica | 1 Commento »

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Un commento

  1. mary scrive:

    sig.gianni di tacco, spero come lei che a risuscitare sia la verità,perchè, da quanto scrive( un cumulo di menzogne),si evince che lei è tra quelli che negli ultimi giorni, spinti da motivazioni diverse ( ideologiche, politiche,religiose…),hanno contribuito a seppellirla la verità infangando un sacerdote e uomo che ha dedicato tutta la sua vita al servizio della chiesa di Cristo ed alla carità.

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