
La grande crisi mondiale che ha investito il mondo ha trovato un’Italia debole e impreparata.
Oberata da uno dei debiti pubblici più pesanti del pianeta, ereditato in gran parte da amministrazioni tangentiste del pentapartito della prima Repubblica, ma consolidato da amministrazioni populiste e prive di disegni economici strategici della seconda Repubblica.
La politica degli ultimi anni però è riuscita ad esprimere il peggio del peggio, non solo elefantiaca e costosissima da mantenere, non solo cieca e ottusa, non solo bugiarda e fanfarona, ma anche sotto continuo ricatto di una banda di prostitute ed un manipolo di manigoldi irresponsabili, al servizio di potenti faccendieri e di politici mercenari come i Lavitola, i Tarantini, gli Scilipoti, i Bisignani, gli Anemone, i Verdini, i Cicchitto, i Gasparri, le Minetti, le Ruby, le D’addario, le Noemi e via dicendo la lista sarebbe fin troppo lunga.
Una corte dei miracoli affollata da nani e ballerine che ha tolto la dignità all’Italia agli occhi del mondo intero, indebolendola di fronte alle speculazioni dei mercati.
Oggi, preso atto della terribile situazione in cui versiamo lo spiraglio di luce c’è e si chiama Mario Monti. Intendiamoci non è la panacea di tutti i mali, se tutto va bene dovremmo stringere la cinghia e mandare giù bocconi amari, ma l’alternativa è la condizione greca.
Ricordo a me stesso che in Grecia è a rischio il pagamento degli stipendi pubblici, è a rischio il rimborso dei depositi bancari, è a rischio l’assicurazione dei servizi essenziali, come la sanità: in alcuni ospedali mancano le medicine perché le case farmaceutiche hanno sospeso le forniture perché temono di non essere pagate. E se non si supera questa crisi la situazione potrebbe peggiorare di molto.
Con Mario Monti l’Italia può farcela, è un tecnico, è una persona seria, stimata in tutta Europa e nel mondo, ha idee chiare, non ha conflitti di interessi, ma bisogna stare attenti al berlusconismo che non si può considerare morto, con buona pace di chi ha festeggiato al Quirinale.
Il berlusconismo ha già messo in moto la macchina del fango: Ferrara, Sallusti e Feltri sono solo le avanguardie, il Presidente del Consiglio incaricato non può fare bene e subito, altrimenti si paleserebbe troppo forte la differenza con Silvio Berlusconi e quindi molti saranno gli sgambetti e gli spintoni che Mario Monti dovrà sopportare.
Speriamo che l’interesse di uno, del solito uno da 18 anni a questa parte, non prevalga e non vada a discapito dell’interesse di tutti.
