le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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Ma quello di Berlusconi non era il “partito dell’Amore”?


Scontro fra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi

Re Silvio prosegue con la sua collezione personale: nel tempo, distrutto una serie di avversari politici, frantumando partiti e coalizioni.

  1. Achille Occhetto, traghettatore del Partito Comunista Italiano nel Partito Democratico della Sinistra (1991), che ha subito la scissione di Rifondazione Comunista e poi la bruciante sconfitta elettorale nel 1994 che lo portò alle dimissioni.
     
  2. Romano Prodi che, dopo la vittoria elettorale del 1996, fu vittima del cannibalismo D’Alemiano.
     
  3. Massimo D’Alema che nel 1998 trasformò il PDS in DS (Democratici di Sinistra).
     
  4. Francesco Rutelli che subì nel 2001 una bruciante sconfitta elettorale quando era candidato Premier con l’Ulivo.
     
  5. Ancora Romano Prodi nel 2006 che vince di misura le elezioni contro Re Silvio, ma come l’altra volta viene fatto cadere dai suoi stessi alleati.
     
  6. Poi dopo la frantumazione dell’Unione nasce il Partito Democratico e si susseguono rapidamente una serie di antagonisti: Walter Veltroni, sconfitto alle politiche del 2008, Dario Franceschini, dimessosi dopo la sconfitta delle europee del 2009 ed ora siamo a Pierluigi Bersani.

Dall’altra parte invece Re Silvio è sempre rimasto a cavallo riuscendo a plasmare la sua creatura politica da movimento a partito a seconda le esigenze, da Fininvest a Forza Italia, dalle alleanze con la Lega nel Polo delle Libertà con la Lega nel nord Italia a quelle con Alleanza Nazionale nel Polo del Buon Governo a sud. Poi il Polo delle libertà è diventato la Casa delle Libertà e poi il Popolo delle Libertà. Mai la parola “Libertà” è stata così abusata.

Ma se il Cavaliere è sempre lo stesso, molti scudieri si sono avvicendati nel tenere le briglie del cavallo.

L’ avventura politica Re Silvio è iniziata con l’adesione alla Loggia Massonica Segreta, e pertanto illegale, denominata “Propaganda 2” e con il sodalizio con il segretario del partito socialista Bettino Craxi che con le prime leggi ad personam (Legge Mammì) è riuscito a trasformarsi in Palazzinaro prima e poi in magnate dell’editoria fondando Canale 5 e Mediaset, acquistando Rete 4 e Mondadori, per finire con Italia 1 ed il Giornale.

La sua strada è lastricata di scudieri lasciati immancabilmente indietro: oltre a Bettino Craxi, tra i primi sostenitori del potere Silvico vi furono Giuseppe Tatarella, Giancarlo Pagliarini, l’ideologo della Lega Nord Gianfranco Miglio, Rocco Buttiglione,Mirco Tremaglia, Giorgio La Malfa. Chi si ricorda il Ministro degli esteri Renato Ruggiero, chi si ricorda del Ministro prima degli esteri e poi della difesa Antonio Martino o del Presidente dl Senato Marcello Pera, o quello della Camera dei Deputati Irene Pivetti.

I legami ed i problemi con Cesare Previti, Marcello dell’Utri, l’eroe stalliere di Arcore Vittorio Mangano, Vittorio Dotti ed il testimone “Omega”, tutti disinnescati e messi da parte. Il Senatore Giuseppe Pisanu, una volta potente Ministro dell’Interno ed ora relegato alla presidenza quasi onorifica della Commissione Parlamentare Antimafia, l’ex Ministro della Giustizia Castelli ora anonimo parlamentare. Qualcuno di quelli che si è allontanato si è poi dovuto riciclare e fare atto di sottomissione dopo una “venuta a Canossa”, come Francesco Storace, Daniela Santanchè e lo stesso Umberto Bossi, autore del ribaltone ed ora alleato di ferro.

Ma Re Silvio ha macinato vite anche nella sua carriera professionale, da Mike Bongiorno spremuto e dimenticato a Indro Montanelli defraudato del suo Giornale. Macinatura avvenuta anche nella sua vita privata tra mogli e concubine. Fino ad arrivare alla “storia moderna” ed allo strappo con Pier Ferdinando Casini ed al rito sacrificale di GianFranco Fini di ieri.

Ora il Presidente della Camera sarà triturato abbondantemente in tutte le salse, dai vari editoriali di Emilio Fede su tg4 a quelli di Vittorio Feltri sul “il Giornale”, fino ai tapiri di “Striscia la notizia” ai pettegolezzi di “Chi”, sperando che qualcuno non voglia trovare un “utile esaltato” che possa compiere atti sconsiderati.


Scritto il 23 aprile 2010 da Gianni di Tacco

Categoria: Politica | Nessuno commento »

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