La legge NON è uguale per tutti
Tra lodo Alfano e decisioni della Corte di Cassazione è evidente che la legge non è uguale per tutti.
Una volta si diceva che “la legge per gli amici si interpreta e per i nemici si applica”, poi questo non fu più sufficiente ed allora abbiamo assistito anche al sovvertimento del detto popolare: “fatta la legge trovato l’inganno” trasformato in “trovato l’inganno fatta la legge”.
Ora siamo arrivati all’apoteosi. Intanto le 4 cariche più alte dello stato non sono più punibili, chi sono? La più alta, in teoria, è il Presidente della Repubblica (Giorgio Napolitano) poi vengono il Presidente del Senato e quello della Camera (Schifani e Fini) e per finire il Presidente del Consiglio (Silvio Berlusconi). Anche se praticamente nell’Italia di oggi la quarta carica dello Stato (il Presidente del Consiglio) è in pratica la più autorevole e la più potente.
Questo “lodo” è stato approvato dal Parlamento anche per evitare la soluzione del “piano B” che prevedeva una norma blocca processi che per salvare le terga presidenziali sarebbe finita per diventare una specie di indulto libera tutti.
Tutto questo sarebbe sufficiente per rendere l’immagine dell’ingarbugliata giustizia italiana, ma noi italiani non ci accontentiamo.
Abbiamo una Corte di Cassazione che sforna sentenze incredibili. L’ultima in ordine di apparizione è quella che vede garantito ai “rasta” la legittimità del possesso di marijuana in quanto per la loro religione è considerata una pianta sacra. Quindi se un ragazzo cattolico ha un kg di “erba” va in galera, se abiura Gesù Cristo e abbraccia la fede in Re Salomone e Halie Salassie può tranquillamente fumarsi le sue canne.
La giustizia è un nodo nevralgico di una Democrazia, e infatti anche in questo noi brilliamo per la nostra capacità autodistruttiva.
La giustizia italiana è caratterizzata dai suoi processi lentissimi che danno da vivere a torme di avvocati azzeccagarbugli, è una giustizia che stritola nelle sue lente spire la vita di milioni di cittadini che incappano in vicende giudiziarie e che fa decorrere i tempi per i mafiosi ed i criminali incalliti, è una giustizia che condanna i più poveri perché difesi da inesperti o distratti avvocati d’ufficio e assolve o prescrive i ricchi e potenti che possono permettersi costosissimi studi legali che, quando non riescono a dimostrare l’innocenza dei propri assistiti, ricercano costose perizie e cavilli legali fino ad arrivare, in casi estremi, a pressioni sul parlamento per modificare le leggi e gli estremi di reità. Per il caso più evidente i legali di fiducia del Presidente del Consiglio, che peraltro affollano i banchi del Parlamento, hanno trovato come soluzione bloccare i processi o promulgare una legge che rende intoccabile il proprio assistito.
Così è stato fatto. Giustizia è sfatta.
Scritto il 16 Luglio 2008 da Gianni di Tacco
Categoria: Politica |






16 Luglio 2008 22:18
Purtroppo e con rammarico concordo con ciò che è stato scritto……
17 Luglio 2008 09:55
Questo non è il mio Paese.
Questa classe dirigente, nessuno escluso, non mi rappresenta.
E concordo pienamente con gli stranieri, siano essi francesi, inglesi, statunitensi, che criticano aspramente l’Italia.
17 Luglio 2008 10:07
Si, ma fino a un certo punto… non ti credere che gli altri siano dei santi… (vedi gli ultimi attacchi ingiustificati della Spagna!)
17 Luglio 2008 16:43
Sono ingiustificati perché in Spagna c’é un governo comunista???
17 Luglio 2008 16:53
No, per il semplice fatto che hanno immediatamente chiesto scusa… e il governo si è dissociato!!!!!!!!
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19 Luglio 2008 08:31
Caro Emanuele, purtroppo negli altri Paesi non è che si stiano tanto meglio. L’arroganza delle classi dirigenti è un male planetario. Guarda la dittatura del partito cosidetto comunista (ma che poi è selvaggiamente capitalista) in Cina dove ci sono 200 milioni di ultra ricchi ed un miliardo di schiavi, guarda l’India, democratica si, ma con strati della popolazione alla fame, la Russia in mano agli oligarchi (assomiglia all’Italia in modo amplificato), gli stati uniti d’America faro della libertà, ma in mano al clan Bush e comunque alle lobbies di petrolieri e armaioli, per non parlare dei paesi sud americani o africani, per fortuna l’Europa ancora tutela i suoi cittadini, anche se i mille problemi ci sono anche in Francia ed in Germania, certo anche io preferisco la Merkel, Sarkozy, Zapatero , o Obama alla nostra classe dirigente, ma non ci si deve arrendere e sperare in un futuro migliore.
21 Luglio 2008 17:17
Caro Gianni,
ritengo sia più opportuno e veritiero confrontarsi con popoli che per vicinanza geografica e per contesto culturale e storico sono più prossimi al “popolo italiano”. Detto ciò, volendo procedere ad un’analisi che non necessariamente punta il dito nei confronti della classe diriginte, quasi a deresponsabilizzare i cittadini tutti, noto, guardando la maggior parte delle persone che mi circonda, me compreso, un labile senso del “bene comune”. Si percepisce che nella società italiana chi viene premiato è il più furbo. E sempre il più furbo è colui che riceve il maggior consenso all’interno della nostra società. Sono certo di non dire nulla di nuovo, e la mia breve analisi ha un carattere meramente descrittivo e nulla più.
Per finire, mi rivolgo a chi su questo sito si affaccia ed ha la sensibilità di leggere, scrivere, condividere e dissentire, chiedendo apertamente come e cosa secondo voi poter fare per uscire da questa mentalità tipicamente ITALIANA.
22 Luglio 2008 10:44
In effetti la vicinanza geografica conta poco, guarda la guerra etnica scoppiata a qualche centinaio di km da noi in bosnia e le tensioni ancora attuali nel kosovo, le dittature nord africane, dal “soft” mubarak al sempre duro colonnello gheddafi. Sicuramente conta molto, come dici tu, l’affinità culturale con i paesi dell’europa occidentale (spagna, grecia, francia, germania) e li siamo in effetti quasi il fanalino di coda.
Condivido il fatto che il vero pantano per l’Italia è la diffusa mentalità da furbetti, secondo me già il fatto di parlarne (come in questo blog) è un primo passo, una specie di autoanalisi psicologica. Una presa di coscienza della situazione in cui si vive è la base per poter apportare le doverose modifiche che consentano di migliorarne le condizioni.
22 Luglio 2008 14:34
Certo la vicinanza geografica non è l’unica prerogativa.