le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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La gelatina d’Italia.


L'architetto Paolo Desideri ha coniato questo termine per definire il contesto culturale, tipico italiano, delle commistioni che si creano tra imprenditori e politici nel momento in cui ci sono “torte” da spartire.

La politica “maneggia” e crea “vie gelatinose” che divengono una corsia privilegiata per gestire le emergenza vere o presunte, una scorciatoia senza controlli che consente alle imprese “amiche” di aggiudicarsi succulenti appalti.

La politica deve trasformare ogni evento in “emergenza” per avere le mani libere e poterle gestire con la “squadra collaudatissima” della Protezione Civile, che peraltro si vuole trasformare in Società per Azioni al fine di avere ancora più spazio di manovra discrezionale.

La politica è accattona: si svende per banalità, una prestazione di “fisioterapia” o un paio di “situazioni” create ad arte in un festino “megagalattico”, un’auto di lusso, qualche migliaio di euro per le spese correnti.

Una politica incapace di scegliere collaboratori validi, limitandosi a pescarli nello stuolo di leccapiedi che la circondano e che investono il proprio tempo tempo e denaro sicuri di poterlo recuperare alla prima occasione.

La Ferratella (luogo dove ha sede il Dipartimento per lo Sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio dei ministri) viene definito nelle molte conversazioni telefoniche intercettate come: "Cricca di banditi", "Banda di banditi", "Task force unita e compatta", "squadra collaudatissima", "combriccola", e i suoi componenti "bulldozer", "veri banditi", "gente che ruba tutto il rubabile", "persone da carcerare"".

Ma chi sono questi banditi con i quali si circondava il quasi ministro Guido Bertolaso:

Angelo Balducci, delegato alla gestione dei “Grandi Eventi”, sarebbe stato ricompensato dal giovane imprenditore romano, Diego Anemone con l’assunzione del figlio e della nuora, telefonini, autovetture di lusso, spostamenti in idrovolante, ristrutturazioni degli appartamenti e addirittura i domestici per la casa di campagna che lo stesso Anemone gli aveva messo a disposizione;

Fabio De Santis, pubblico ufficiale presso il medesimo Dipartimento, avrebbe ottenuto un telefono cellulare, una fornitura di mobili e prestazioni sessuali a pagamento a Venezia al Gritti Palace Hotel “roba che è a sei, quasi sette stelle”;

Mauro Della Giovanpaola, pubblico ufficiale della struttura di missione per il G8 della Maddalena anche lui avrebbe ottenuto “favori” di varia natura.

Grazie alla sua rete “gelatinosa”, l’imprenditore Diego Anemone è riuscito ad aggiudicarsi in due anni “il quarto, il quinto e il sesto lotto del G8 a La Maddalena”, i lavori al Foro Italico in vista dei Mondiali di nuoto, l’aeroporto di Perugia per le celebrazioni dell’anniversario dell’Unità d’Italia.

Anche Guido Bertolaso ha intrattenuto rapporti diretti con l’imprenditore Diego Anemone con il quale spesso si incontra di persona. In previsione di taluni incontri Anemone si è attivato alla ricerca di denaro contante, tanto che gli investigatori ritengono abbia una certa fondatezza ritenere che detti incontri siano stati finalizzati alla consegna di somme di denaro a Bertolaso.

Sicuramente Anemone si è impegnato molto per compiacere il Guido nazionale, omaggiandolo di “prestazioni” presso il centro benessere del Salaria Sport Village gestito da Simone Rossetti, che per quelle occasione imporanti era chiuso al pubblico.

“Fisioterapiste” brasiliane e la preferita “Francesca” che ha esercitato la propria professionalità decine di volte su Guido Bertolaso che gradirebbe fare una “ripassata” con lei.

Ma quello che fa accapponare la pelle è sentire come questi banditi sciacallavano non solo sui grandi eventi trasformati in emergenze, ma anche sulle emergenze vere e proprie come il terremoto a L’Aquila.
Una tragedia vista come cinica opportunità di arricchirsi per chi aveva interesse nelle ricostruzioni.

In una telefonata intercorsa il giorno del sisma tra l'imprenditore Francesco De Vito Piscicelli, tramite tra una ditta fiorentina e Balducci e De Santis, e suo cognato Gagliardi si dice:

Gagliardi: “Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito,…non è che c'è un terremoto al giorno”.

Piscicelli: “…no…lo so (ride)”.

Gagliardi: “…eh certo…io ridevo stamattina alle 3 e mezzo dentro il letto”.

Piscicelli: “…io pure…va buò…ciao”.

In questo caso i commenti schifati sono unanimi, uno per tutti quello del Presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane “c'è da restare inorriditi, mentre noi eravamo lì a scavare tra le macerie loro sghignazzavano e si fregavano le mani”.

Sciacalli! Sono certo che Guido Bertolaso non si fregasse le mani per il terremoto, non so se ricevesse mazzette di denaro o prestazioni sessuali imbonitrici, ma di sicuro è stato superficiale nello scegliersi collaboratori e frequentazioni personali.

Proprio per questo le sue dimissioni dovrebbero essere accettate.


Scritto il 14 febbraio 2010 da Gianni di Tacco

Categoria: Politica | Nessuno commento »

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