La crisi economica non permette la crisi di governo.
Siamo nella fase terminale, si spera, di una delle più dure crisi che hanno colpito l’economia globale: fallimenti di banche, credito alle imprese ridotto, investimenti bloccati, contrazione della domanda e quindi della produzione, impennata della disoccupazione. L’Italia, che è una fragile barchetta in questi marosi, appesantita peraltro da un enorme debito pubblico in continua crescita, si è ben destreggiata, grazie anche ad un Ministro dell’Economia serio come Giulio Tremonti, ma anche grazie ai molti piccoli imprenditori ed ai singoli cittadini che hanno affrontato la crisi con rigore, tirando la cinghia e resistendo.
Ora che si vede uno spiraglio di luce in fondo al tunnel della crisi economica l’Italia ora dovrebbe essere pronta a cavalcare l’onda di piena, per cogliere tutte le opportunità che ci consentano di recuperare il terreno perduto, invece la nostra classe politica è impegnata a divorarsi a vicenda. La maggioranza da “casa delle libertà” e “partito dell’amore” è divenuta un gran “casino” e partito dell’ “odio rancoroso” di un tutti contro tutti. Berlusconi ed i suoi accoliti sono diventati da paladini del garantismo a giustizialisti giacobini assetati di sangue.
Hanno tirato fuori dei dossier, evidentemente preparati da tempo e tenuti pronti per ogni evenienza, e stanno massacrando il Presidente della Camera con la ormai ben collaudata campagna mediatica distruttiva che va da “Il Giornale” a “Chi”, passando da “Libero”, “Canale 5”, “Italia 1”, Rete 4”, “Panorama” e affini. Berlusconi ed i suoi accoliti gridano alle elezioni anticipate, che lascerebbero la Nazione allo sbando in questi ultimi colpi di coda di crisi e bloccherebbero ogni opportunità di cogliere eventuali, auspicati, segnali di ripresa. Per fortuna lo spauracchio dell’ipotesi di un Governo Tecnico, sostenuto da un Comitato di Liberazione Nazionale da Berlusconi, dovrebbe frenare questi dissennati intendimenti, in caso contrario ben venga un governo di responsabilità.
Scritto il 18 agosto 2010 da Gianni di Tacco
Categoria: Politica |
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