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I precari la peggiore Italia?


Ancora derisione nei confronti dei precari. Il Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, ha sparato a zero su una tra le categorie più deboli della nostra società: i precari. Nel corso di un convegno su “I Giovani Innovatori”, organizzato nell’ambito della Giornata nazionale dell’Innovazione, al termine del suo intervento, una ragazza tra il pubblico ha chiesto di poter prendere la parola. Dopo una prima resistenza questa ragazza è stata invitata a salire sul palco ed a presentarsi, non appena la ragazza si è presentata come appartenente alla “Rete dei precari al servizio della pubblica amministrazione” il Ministro, senza dare l’opportunità di formulare nessuna domanda, ha girato i tacchi, ha ringraziato, salutato e commentato dicendo: “Questa è la peggiore Italia”.

Ora non voglio fare il finto ingenuo, sono sicuro che l’azione era premeditata e provocatoria. C’era anche uno striscione preparato con il quale si contestava il fatto che la vera innovazione fossero i precari “ si scrive innovazione, si legge precarietà” ed è seguito un siparietto di tensione tra contestatori e sostenitori del ministro. Ad ogni buon conto la reazione del Ministro Brunetta è stata scomposta e molto offensiva nei confronti di quei 240mila lavoratori precari nella Pubblica Amministrazione.

Precari sono il 55% dei giovani, un altro 20% degli Under 30 è disoccupato. I precari costituiscono una parte sociale debole, sono donne e uomini che hanno un futuro molto incerto ed un presente che non consente una vera vita. Un precario non può acquistare una casa perché non da le garanzie sufficienti affinché la banca conceda un mutuo, spesso non gli viene concesso nemmeno l’affitto di un’abitazione, nelle grandi città è costretto a condividere il proprio domicilio con altri precari o studenti al fine di ripartire le spese abitative altrimenti non sostenibili. Un precario non può progettare una sua famiglia, il matrimonio, i figli, perché non ha garanzie circa il suo sostentamento reddituale. Molti precari vivono anche fino a 40 anni sulle spalle della famiglia. Non chiamiamoli però “bamboccioni”, non aggiungiamo al danno la beffa. Renato Brunetta chissà per quale suo recondito spirito revanscista ha sempre espresso disprezzo per i giovani disoccupati o precari. In alcune interviste ha raccontato di aver consigliato ad una madre di risolvere il problema dell’occupazione del figlio mandandolo a scaricare cassette di frutta e verdura ai mercati generali e lo scorso anno aveva lanciato l’idea di far uscire di casa i ragazzi a 18 anni “per legge”, idea commentata dal leghista Calderoli con parole condivisibili: “Brunetta l’ha fatto fuori dal vaso”. Ma come si fa a umiliare in questo modo la dignità altrui, come si fa ad essere così arroganti ed irridenti nei confronti delle vita altrui. Come si fa solo a pensare queste inaccettabili ingerenze nella vita delle famiglie, dei singoli e delle loro decisioni.

Il Governo dovrebbe favorire la crescita dei giovani, la loro maturazione, la loro formazione ed il loro ingresso nel mondo del lavoro, ma non un ingresso da precario, perché il lavoro precario è un non ingresso, è un restare alla porta del mondo del lavoro. Il precariato è una “tragedia sociale” che oggi ha delle conseguenze terribili sulla mancanza di matrimoni e di figli, ma che avrà ripercussioni ben peggiori nel futuro, infatti tra 30, 40 anni, se le cose non prenderanno una piega differente, i precari di oggi raggiungeranno l’età della pensione senza avere una pensione che gli consenta una sopravvivenza, i precari di oggi saranno i poveri di domani, con scenari apocalittici che possono prefigurare un incremento esponenziale dei senza fissa dimora per le strade delle nostre città, un incremento dell’alcolismo cronico come fuga dalla realtà, un incremento dei reati contro la persona ed il patrimonio perpetrati da diseredati che non hanno nulla da perdere. Il problema è serio, fondamentale per il nostro equilibrio sociale e deve essere affrontato senza ulteriori ritardi. Per affrontarlo, come per tutti i problemi che richiedano confronto, il Ministro Brunetta con la sua arroganza e saccenza è la persona meno adatta, dovrebbe essere immediatamente sfiduciato dal Parlamento.


Scritto il 16 giugno 2011 da Gianni di Tacco

Categoria: Politica | Nessuno commento »

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