le cose che non vanno

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Giungla politica. Zoo di simboli.


VotaPer fortuna il maggioritario doveva portare ad una semplificazione della vita politica in Italia, invece sono stati presentati, Ministero degli Interni, 177 simboli politici.

La politica italiana, per cambiare, si copre di ridicolo. Mirella Cece (fondatrice di un partito monarchico che si richiama al Sacro Romano Impero) ha trascorso dieci giorni davanti al Ministero per essere la prima a depositare il simbolo del suo movimento.

Ci sono una selva di liste che si rifanno a Beppe Grillo (“Lista del Grillo Parlante”, “Grillo Presidente”, “Amici di Beppe Grillo” e pure un “Forza Grillo”.) che alla fine stanno proponendo alla politica anche personaggi non nuovi e non limpidi.

Molti simboli giocano sull’equivoco: ci sono “Il Partito delle libertà” e “Il Partito della Libertà” che si richiamano al “Popolo della Libertà” di Berlusconi.

Ci sono quattro scudi crociati, sette simboli con falce e martello e per finire decine di movimenti federalisti o indipendentisti del Nord.

E poi ci sono volti noti che corrono da soli: il PDD, il “Partito democratico donne” di Stefania Ariosto, (teste Omega che tanto fece infuriare Previti e Dotti); “Valori e futuro” del Principe Emanuele Filiberto; “Pro life – No Aborto” di Giuliano Ferrara.

Ed infine partiti come: il “Nucleo Tremmista” (per la meritocrazia), gli “Impotenti esistenziali” del dr. Cirillo; il partito del “Pane pace lavoro”; i “Giovani Poeti d’azione”; il “Partito internettiano”, che vuole rendere “internet patrimonio dell’umanità e per finire la lista “No Mondezza” e quella che recita: “Io non voto”.

Povera Italia.

( Per vedere qualche simbolo: adnkronos.com )


Scritto il 3 Marzo 2008 da Gianni di Tacco

Categoria: Politica |

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