le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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Con l’Acqua alla gola.


Una goccia nella limpida e costasa acqua azzurra.Mentre nella maggioranza di centrodestra si assiste ad uno scontro di potere tra Silvio Berlusconi, sempre più torvo in viso, ed i suoi compagni di ventura: fa sbandierare a Schifani lo spettro delle elezioni anticipate per ricompattare la frangia leghista dissidente e finiana, scatena Feltri sul Giornale in costanti e furibondi attacchi al Presidente della Camera, ordisce attacchi contro il Ministro Tremonti che, giustamente, non vuole allargare i cordoni della borsa, ne mollare l’osso del tesoretto svizzero.

Mentre insomma l’orchestrina del Titanic continua a suonare sul ponte della nave, la nave della democrazia continua ad inabissarsi. L’ultimo Atto, in ordine di tempo, della farsa a cui assistiamo è l’ennesimo voto di fiducia alla Camera dei Deputati, per annullare il dialogo ed il confronto all’interno dell’Organo legislativo su un argomento importantissimo come la privatizzazione delle acque.

La Lega mugugna, ma di fronte allo spauracchio delle elezioni anticipate fa buon viso a cattivo gioco, il vicecapogruppo del Carroccio alla Camera, Marco Reguzzoni si limita a dire che “la fiducia impedisce di migliorare ulteriormente il testo”. Attualmente in Italia abbiamo le tariffe dell'acqua tra le più basse del mondo: la tariffa media è di 1,29 euro al metro cubo. Una famiglia media paga 177 euro per un consumo medio annuo di 200 mc di acqua, in altre nazioni per la stessa quantità il costo sale: in Giappone 280 euro, negli USA 400; in Francia 740 ed in Germania 970 euro. Insomma possiamo solo peggiorare la nostra situazione, e anche di molto. Molte società e molti “imprenditori” vedono la possibilità di allargare il proprio business nel settore del cosiddetto oro blu. ? Ma ci siamo chiesti perché si vuole far presto con questa legge? Nascondendola in un decreto “omnibus” (ovvero un pentolone di argomenti i più diversi)?

Chiedendo il rapido voto di fiducia impedendo il dibattito? Perché più passa il tempo più i cittadini italiani potrebbero rendersi conto del giochetto che gli interessi di pochi stanno facendo alle spalle e sulle spalle di tutti. Anche dei Comuni virtuosi come Milano, Roma, Genova e Bologna che potrebbero avere il tempo di reagire e consorziarsi per proteggere questa loro risorsa strategica. Se la gestione dell’acqua passa in mano ai privati il cittadino non ha più un sindaco con cui protestare dei disservizi, ma solo un sordo "call center" piazzato magari in India o in Cina.

La liberalizzazione, che significa privatizzazione, soddisfa l’interesse immediato del Governo di far cassa, anche se delegare ai privati questa funzione significa delegare una delle funzioni strategiche dello Stato, come sicurezza, sanità, istruzione. L’acqua è un bene fondamentale, utilizzato quotidianamente per tutti gli usi della vita sociale, ma è anche, soprattutto, un bene indispensabile per la sopravvivenza di ciascuno, un bene primario, come l’aria che respiriamo.


Scritto il 18 novembre 2009 da Gianni di Tacco

Categoria: Politica | Nessuno commento »

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