Come si fa a scambiare quel sanguinario terrorista di Cesare Battisti per un rifugiato politico?
Ma come si fa a scambiare un sanguinario terrorista per un rifugiato politico?
Il Brasile ha riconosciuto al terrorista Cesare Battisti lo status di “rifugiato politico” quasi come se in Italia non fossero garantiti gli inalienabili diritti dell’uomo tra cui la libertà di pensiero e la libertà di parola.
Cesare Battisti non è stato condannato all’ergastolo, con sentenze passate in giudicato per le sue idee in quanto tali, ma perché tra le sue idee ve ne sono alcune che prevedono l’utilizzo della lotta armata e dell’omicidio a sangue freddo tra i metodi di confronto politico.
Cesare Battisti si è associato alla formazione terroristica PAC (Proletari Armati per il Comunismo) con la quale ha commesso numerose rapine e 4 omicidi:
- 6 giugno 1978 a Udine, Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria;
- 16 febbraio 1979 a Santa Maria di Sala (VE), Lino Sabbadin, macellaio di Mestre durante il tentativo di rapina del suo esercizio commerciale;
- 16 febbraio 1979 a Milano, Pierluigi Torregiani, gioielliere sempre nel corso di una tentata rapina, in quell’occasione fu ferito anche il figlio del gioielliere, Alberto Torregiani, che da quel giorno vive paralizzato su una sedia a rotelle;
- 19 aprile 1979 a Milano, Andrea Campagna, agente della DIGOS.
Nel 1979 Battisti venne arrestato, ma nell’ottobre 1981 riuscì ad evadere e fuggì in Francia dove benificiò di una certa protezione politica concedendosi una latitanza di carattere “culturale”.
Dopo una serie di battaglie legali, finalmente le autorità francesi il 30 giugno 2004 hanno concesso l’estradizione del terrorista richiesta dalla magistratura italiana, ma quel terrorista di Cesare Battisti si è dato nuovamente alla fuga.
Raggiunto il Brasile venne arrestato il 18 marzo 2007, ma, molto incautamente, il 13 gennaio 2009, il Brasile ha deciso di accordare a questo assassino lo status di rifugiato politico.
INCREDIBILE!
Addirittura il ministro della Giustizia brasiliano ha motivato la decisione sul “fondato timore di persecuzione del Battisti per le sue idee politiche”, nonché su “dubbi sulla regolarità del procedimento giudiziario nei suoi confronti”.
Il nostro Paese non può accettare un oltraggio simile!
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è sceso direttamente in campo scrivendo un’accorata lettera al Presidente brasiliano Lula, ma i brasiliani continuano a fare orecchio da mercante.
Ora fa bene il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini ad aprire una vera “crisi diplomatica” tra il nostro Paese e il Brasile fino a quando quel Governo non ritornerà sulle proprie, scellerate, decisioni.
Per ora il Ministro Frattini ha richiamato a Roma, per consultazioni sulla vicenda, l’ambasciatore in Brasile.
Il Governo brasiliano ha compiuto un grave errore al quale deve rimediare.
Scritto il 28 gennaio 2009 da Gianni di Tacco
Categoria: Politica |
7 Commenti »






29 gennaio 2009 08:36
Un’altra cosa che non va è la voce che descrive il terrorista Cesare Battisti in Wikipedia, dove questo sanguinario assassino è raccontato come un grande scrittore in attesa di ricevere il premio nobel.
29 gennaio 2009 19:31
Che risposta forte e vigorosa da parte del nostro Ministro della Difesa:”l’amichevole di calcio Italia-Brasile non va giocata”. Questa si che è una frase degna di un grande uomo politico e statista di fama mondiale.
29 gennaio 2009 19:42
Non mi pare che si debba essere “amichevoli” con un paese che ci considera incivili. Ma certo! Dobbiamo continuare a fare i soliti coglioni e porgere l’altra guancia…
29 gennaio 2009 21:29
La solita risposta scontata e “regalata” non si è fatta attendere più di tanto…
Comunque il mio intervento era volto a mettere in evidenza la non necessaria commistione tra due mondi ben distanti, in teoria, e cioé, la politica ed il calcio.
29 gennaio 2009 22:16
Se c’è qualcosa di davvero scontato e “regalato” sono i tuoi commenti. E grazie per soliti complimenti
Non saprei vivere senza!
Mondi diversi? Forse sfugge il concetto di nazionalità.
30 gennaio 2009 10:05
Hai ragione. L’importante che hai sempre l’ultima parola. BRAVISSIMO ITALIANO
30 gennaio 2009 11:55
Il solito insolente, un chiaro esempio di “troll”. Davvero difficile riuscire a dibattere senza attacchi alla persona!?!?