le cose che non vanno

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Antonio Claudio Scajola è uno sprovveduto o uno che crede di prendere per i fondelli gli italiani?


L'appartamento del ex Ministro Scajola

Antonio Claudio Scajola ha vissuto vicende alterne nella sua vita politica, ma alla fine passerà alla storia come l’unico ministro della Repubblica costretto a dimettersi per ben due volte.

Ex democristiano, figlio e fratello di sindaci democristiani di Imperia diventò sindaco anche egli. Le dimissioni sono un gene di famiglia: il padre Ferdinando fu costretto a dimettersi perché sospettato di aver favorito il cognato per un posto di primario e lo stesso Antonio Caludio nel dicembre del 1983 si dimise, prima di essere arrestato, per una vicenda relativa all’appalto della gestione del casinò di Sanremo (accusa dalla quale fu poi prosciolto perché il giudice accolse la tesi difensiva che sosteneva che Scajola non chiese una tangente al conte Borletti, ma solo un maggiore “equilibrio politico” nella gestione della casa da gioco).

Nel 1995 aderisce a Forza Italia ed inizia la sua scalata al potere: deputato nel 1996, nel 2001 viene nominato Ministro dell’Interno.

Nel suo periodo da ministro dell’interno verrà ricordato per quattro cose.

  • La prima è quella di aver finalmente conseguito la laurea in Giurisprudenza.
  • La seconda è l’istituzione del volo Alitalia tra Albenga (33 km da casa di Scajola) e Roma Fiumicino, volo “ad personam” sempre vuoto (picco di 18 passeggeri) soppresso dopo le dimissioni di Scajola dal Viminale.
  • La terza di aver gestito in modo disastroso l’ordine e la sicurezza pubblica nel corso del vertice G8 svoltosi a Genova, con scontri, feriti e addirittura un morto, con lui che faceva il “Rambo” dichiarando di aver dato l’ordine di sparare se avessero sfondato la zona rossa.
  • La quarta cosa meritevole di essere ricordata è quella che poi ne ha provocato le dimissioni, ovvero la sua decisione di togliere la scorta a Marco Biagi, giuslavorista, Professore Universitario e consulente del governo Berlusconi, nonostante questi avesse manifestato preoccupazione per la propria vita. Liquidato da Scajola come un “rompicoglioni”, Marco Biagi, è stato assassinato dalle Brigate Rosse nel 2002.

Ma l’allontanamento di Antonio Claudio durò poco, nel 2003 ritorna nel governo come Ministro per l’attuazione del programma del Governo periodo in cui acquista la casa sul Colosseo di 9,5 vani catastali più cantina (2004) e viene ripristinato il volo Albenga – Fiumicino, stavolta da Air One, in regime di continuità territoriale con i contributi dello Stato (un milione di euro che il governo Berlusconi aveva messo a disposizione dei collegamenti aerei fra le aree più “decentrate”).

Nel terzo Governo Berlusconi diventa Ministro delle Attività produttive per tutto il mandato e nel 2006 viene nominato Presidente del Comitato parlamentare di controllo sui servizi di sicurezza (con alcuni esponenti dei servizi – Gen. Pittorru – ha spartito le benevolenza dell’imprenditore Anemone).

Nel 2007 il volo Albenga – Fiumicino è nuovamente soppresso fino al maggio 2008 quando Antonio Claudio diviene Ministro dello Sviluppo Economico nel quarto Governo Berlusconi (alla fine Berlusconi governa da quasi 20 anni) fino alle dimissioni di qualche giorno fa quando si è aperto lo scandalo del sopra citato acquisto della casa con vista sul Colosseo.

Antonio Claudio Scajola ha comprato la casa da due signore, Beatrice e Barbara Papa, per una cifra di 1.510.000 euro, di cui 610.000 euro ufficialmente usciti dalle tasche di Scajola (anche con regolare mutuo) e gli altri 900.000, in nero, con 80 assegni circolari, sempre consegnati alle venditrici da Scajola. Questi 900 mila euro, operò, risultano usciti dalle tasche dell’imprenditore Diego Anemone coinvolto nello scandalo degli appalti sul G8 della Maddalena, attraverso i conti dell’Architetto Angelo Zampolini.

La posizione era insostenibile, dileggiato dai suoi colleghi politici che hanno dichiarato: “Politicamente parlando è stato preso con il sorcio in bocca” e ancora “o è circonvenzione di incapace oppure qualcosa non torna”.

Anche i giornali di famiglia di Berlusconi hanno picchiato duro sul ministro e sul sito del Pdl i sondaggi, motore delle scelte del cavaliere, hanno buttato a mare Antonio Claudio, che alla fine si è dimesso facendo però un discorso di vero contorsionismo politico.

Estrapolo una frase paradigmatica : “Un ministro non può sospettare di abitare in una casa pagata in parte da altri. Se dovessi acclarare che parte della mia abitazione è stata pagata da altri, senza saperne io il motivo, il tornaconto e l'interesse, i miei legali eserciteranno le azioni necessarie per l'annullamento del contratto di compravendita”.

Ma Antonio Claudio Scajola con queste parole voleva dimostrare di essere un idiota o aveva l’intenzione di prenderci per i fondelli? Se gli italiani possono sopportare la corruzione ed il mal costume per fortuna ancora si indignano con chi crede di poterli far passare da stupidi fingendosi uno sprovveduto.


Scritto il 16 maggio 2010 da Gianni di Tacco

Categoria: Politica | 1 Commento »

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Un commento

  1. Franco scrive:

    Ma la Finanza non ha verificato la congruità del valore dell’immobile per le tasse dovute allo Stato per la vendita?

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