L’era glaciale della banda larga
A causa della crisi il governo deve cercare di recuperare un po di fondi da qualche parte. I "tanto nominati" tagli vengono solitamente fatti sul superfluo e comunque su qualcosa di meno urgente, invece la pensata del grande Tremonti è stata quella di "congelare" gli 800 milioni destinati alla banda larga!
Siamo sempre alle solite, il paese delle contraddizioni, dove prima con tanta difficoltà si stanziano dei fondi per far fronte al digital divide e poi si levano per essere ridestinati da qualche altre parte!
Ma porca miseria! Questa è l'ennesima dimostrazione del fatto che quei politici che scaldano le poltrone del nostro parlamento hanno una visione vecchia e obsoleta del mondo. Ma sanno cosa vuol dire garantire internet all'intera popolazione? Sanno di cosa stiamo parlando? Sanno che siamo terribilmente indietro rispetto al resto del mondo? Sanno gli innumerevoli vantaggi? E le email certificate e la posta elettronica certificata le utlizziamo con i piccioni viaggiatori?
Sono ricordi lontani quelli di quando si parlava di liberalizzare le frequenze per il Wi-Max, al fine di superare i problemi dovuti alla morfologia del territorio e portare la connettività internet proprio ovunque e con investimenti ridottti. Ad oggi tutto tace!
Le critiche al governo non si sono certo fatte attendere, a iniziare da quella di Corrado Calabrò, il quale ha definito il taglio dei fondi destinati alla banda larga una "misura antieconomica. Le stesse aziende e le associazioni dei consumatori hanno inviato una lettera al governo nella quale viene riportato che <<la banda larga oggi non è un’opzione facoltativa ma un’infrastruttura necessaria per lo sviluppo economico, sociale e culturale del Paese. È indispensabile che l’Italia non perda altro tempo e prenda decisioni, come stanno facendo altri Paesi europei, con prospettive di medio-lungo termine affinché possa restare uno dei player principali delle economie avanzate>>.
Le dichiarazione del ministro per l'innovazione fanno però ben sperare! Brunetta ha infatti dichiarato che entro la fine del mese, o al massimo entro la prima meta' di dicembre, il Cipe sblocchera' la prima parte degli 800 milioni previsti per la banda larga. Una frase che ho letto su La Repubblica sintetizza chiaramente la situazione: servono ponti verso il mondo, non il ponte sullo Stretto che neppure i siciliani useranno.
Scritto il 11 novembre 2009 da Stefano Errante
Categoria: Internet, Politica |
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