le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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Governo ambientalista con ecoincentivi fantasma


Rottamazione AutomobiliC’era una volta una legge finanziaria, la n° 296 del 27 dicembre 2006, composta da tanti commi che avevano come scopo quello di salvare il bel paese e rendere i suoi abitanti felici e spensierati. Prevedeva agevolazioni per l’acquisto di veicoli ecologici e la rottamazione di quelli vecchi ed inquinanti con il rimborso dell’abbonamento al trasposto pubblico. Ma andiamo a conoscere i nostri due commi ambientalisti:

Art. 1 comma 224
<<In attuazione del principio di salvaguardia ambientale ed al fine di incentivare la riduzione di autoveicoli per il trasporto promiscuo, immatricolati come "euro 0" o "euro 1", per i predetti autoveicoli consegnati ad un demolitore dal 1º gennaio 2007 al 31 dicembre 2007, è disposta la concessione, a fronte della presentazione del certificato di avvenuta rottamazione rilasciato da centri autorizzati, di un contributo pari al costo di demolizione disciplinato ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, e successive modificazioni, e comunque nei limiti di 80 euro per ciascun veicolo. Tale contributo è anticipato dal centro autorizzato che ha effettuato la rottamazione che recupera il corrispondente importo come credito d’imposta da utilizzare in compensazione secondo le disposizioni previste dai periodi secondo e quarto del comma 231.>>

Art. 1 comma 225
<<Coloro che effettuano la rottamazione senza sostituzione ai sensi del comma 224 possono richiedere, qualora non risultino intestatari di veicoli registrati, quale agevolazione ulteriore, il totale rimborso dell’abbonamento al trasporto pubblico locale nell’ambito del comune di residenza e di domicilio, di durata pari ad una annualità. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definite le modalità di erogazione del rimborso di cui al presente comma.>>

Penso che il testo sia molto chiaro a tutti! Inizierei con l’osservare che in una città come Roma, dove il sistema del trasporto pubblico è al collasso, prima di incentivarne l’uso sarebbe bene impegnarsi a soddisfare l’utenza attuale.

Comunque sono stati molti i cittadini che hanno voluto approffittare di questi ecoincentivi, peccato che ad oggi ancora nessuno sia riusciuto ad usufruirne. Tutti coloro che hanno rottamato la loro vecchia e unica auto non hanno avuto alcun rimborso dell’abbonamento ai mezzi pubblici, questo perchè il governo, ormai giunti alla scadenza, non ha ancora dato istruzioni alle aziende del trasporto pubblico su come gestire questi i rimborsi.

Ancora più assurdo il fatto che il rimborso dell’abbonamento e il bonus di 80 euro non spettano a chi acquista un’auto (nuova o usata!) entro tre anni dalla rottamazione.

Allora mi chiedo con che faccia Alfonso Pecoraro Scanio, uno dei ministri "vetrina", vada pubblicizzando l’impegno del governo nella salvaguardia dell’ambiente!? Fatto ancora più assurdo è che hanno intenzione di inserire altri ecoincentivi nella prossima finanziaria; non sarebbe meglio preoccuparsi di quelli precedenti? Sicuramente coloro che sono rimasti a piedi, rottamando la loro unica e vecchia auto, ne sarebbero felici.

Mi viene alla mente una canzone di Mina: <<Parole, parole, parole… parole, parole, parole… parole soltanto parole, niente di più… >>


Scritto il 19 Novembre 2007 da Stefano Errante

Categoria: Politica, Trasporti | 2 Commenti »

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Trenitalia, divieto di informare


Qualche mese fa in spiaggia, sotto un ombrellone accanto al mio, v’era un anziano dipendente delle Ferrovie dello Stato ancora in attività. Parlando del più e del meno, ci siamo soffermati sulla realtà attuale dei trasporti su strada ferrata rispetto a quella degli inizi del suo lavoro o rispetto all’idea romantica che in qualche modo io alimento nonostante la mia relativa giovane età.

Mi ha parlato della distinzione di competenze tra due delle società derivate dalle originarie FS: la RFI, proprietaria e gestore delle infrastrutture ferroviarie, e la Trenitalia, proprietaria e gestore dei mezzi di locomozione e gestore altresì del personale di biglietteria e di bordo.

Ed ecco, tra le varie, le note dolenti su cui maggiormente il discorso è caduto: la chiusura delle stazioni minori e la carenza di informazioni ai passeggeri.

Quanto al primo aspetto, la decisione di chiudere tali stazioni, tra l’altro, ha eliminato la possibilità di un controllo diretto dei tratti ferroviari prima sottoposti alla competenza delle dette stazioni e ha fatto venir meno stabili referenti di aggiornate informazioni ai conduttori dei treni. Tale situazione, seppur con caratteri negativi degni di nota, potrebbe essere in qualche modo giustificabile nel quadro del processo di economizzazione delle risorse, salvo poi vedere se la diversa destinazione di queste giovi all’efficacia e all’efficienza del servizio.

Quanto al secondo aspetto, quello della carenza o inadeguatezza delle informazioni agli utenti, cui notevolmente contribuisce pure il precedente aspetto, quel che non riesco logicamente a cogliere è la ragione del divieto imposto al personale della RFI di dare notizie sugli orari e sul tragitto dei treni. Ebbene si; perchè questo mi è stato riferito dal quel dipendente delle ferrovie. A quanto pare la società RFI ha vietato al proprio personale in stazione di rispondere agli utenti su loro richieste riguardanti gli orari dei treni invitandoli a contattare il numero verde 89 20 21 o il sito Internet di Trenitalia.

Si tratta di una notizia attendibile? E’ esagerata? Qualcosa di verità penso ci sia ! Perchè tale divieto? Per ragioni di "virtuale" concorrenza tra le due società che comunque hanno a che fare con lo stesso servizio? O per incrementare fonti parallele di ricavi, come quelli che provengono dal numero verde, che, da telefono fisso, ha un costo di 0,30 euro allo scatto e di 0,54 euro al minuto? O per evitare, ipotesi molto remota, ulteriori disagi ai passeggeri presupponendo una inadeguata preparazione o non aggiornate informazioni in capo al personale di stazione?

La questione merita senz’altro verifiche e approfondimenti. Ma invito tutti a mettersi nei panni di un utente che, con frenetico bisogno di raggiungere col treno una meta, si trovi in una stazione deserta o davanti ad una stazione chiusa e lì incontri un operatore semmai della RFI il quale, a treno fermo sui binari, alla domanda se quel treno è utile lo inviti a chiederlo al numero verde! Senza considerare l’ulteriore beffa di una risposta da tale numero verde che giunga, se va bene, dopo quindici minuti di attesa perchè tutti gli operatori sono occupati … tutti occupati tranne quello che poco prima si trovava di persona davanti all’utente !


Scritto il 10 Novembre 2007 da Madian

Categoria: Trasporti | Nessuno commento »

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Traffico a Roma


TrafficoDove è la novità? Si parla tutti i giorni di enormi imbottigliamenti di auto lungo tutte le arterie cittadine o del sovraffollamento inumano su bus, tram e metro, per non parlare dei treni dei pendolari, ma l’assurdo è che a Roma c’è un traffico anche a piedi.

Roma è quotidianamente inondata da una marea umana, chi deve raggiungere il posto di lavoro deve fare i conti con chi fa le corse e ti supera in slalom, con turisti “fai da te” che girano in tondo per orientare la piantina della città o cercano lo spazio vitale per scattare una foto, ragazze distratte da conversazioni urlate nel telefonino che ciondolano sul marciapiede, donne dipendenti dallo shopping che tagliano la strada spostandosi da una vetrina all’altra, branchi di turisti nipponici che intruppati non spezzano la fila o di britanni che risalgono la corrente tenendo la sinistra.

Tutti i passaggi poi diventano budelli, infestati da bancarelle di borse contraffatte o occhiali simil-fashion, da venditori di ombrelli, girandole colorate e pistole a bolle di sapone, da ragazzi che distribuiscono giornali e volantini, zingare con pappanti e questuanti vari che tentano di impietosirti o si esibiscono in musiche e canzoni non richieste.

All’arrivo in ufficio si è già stanchi, ci aspetta la giornata di lavoro e quel che peggio il percorso inverso per rientrare a casa.


Scritto il 4 Novembre 2007 da Gianni di Tacco

Categoria: Roma, Società, Trasporti | 4 Commenti »

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