le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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Modifica delle condizioni patrimoniali stabilite all’atto della separazione consensuale


Qualche tempo fa abbiamo ricevuto una mail da un uomo vittima delle ingiustizie derivanti dalla separazione. Abbiamo già trattato in passato di questo problema e molti visitatori ci scrivono per raccontarci la loro storia, per sfogarsi, per chiedere consigli. Nel nostro piccolo cerchiamo di far qualcosa. Abbiamo chiesto ad un legale un suo parere. Di seguito riportiamo la mail del nostro amico Marco e poi, in sintesi, la risposta del legale.

Buonasera,
mi chiamo Marco e ho ottenuto la sentenza di separazione da poco, e’ stata consensuale dove si e’ stabilito che il mantenimento di mia moglie e’ di 550 euro mensili e l’assegnazione della casa , ma al tempo stesso abbiamo stabilito (in separazione e con una scrittura privata) che la casa coniugale comprata nel 2005 da una cartolarizzazione di un bene pubblico venisse venduta appena possibile secondo norme di legge. Mia moglie e’ extracomunitaria (panama) ha un permesso di soggiorno dovuto al matrimonio della durata di 5 anni scadenza 12/2009 e ha una figlia di 7 anni, ed ha richiesto la cittadinanza prima della separazione…

Il motivo della separazione anche se puo’ contare poco e’ che lei mi tradiva (sono in possesso delle registrazione tra noi dove esplicitamente dichiara di avere un’altra persona), al momento dopo 3 mesi dalla separazione lei ha avuto un figlio da un’altra persona e lo stesso attualmente vive tra casa mia e casa sua.

Arrivati a questo posso chiedere l’annullamento del mantenimento per modifica delle condizioni, visto che lei ha un altro uomo, un’altra vita e un figlio (di cui ho le foto inviate dalla mia ex via mail erroneamente) e contestualmente dimostrando che sono in affitto posso richiedere l’assegnazione della mia casa per vivere visto che il suo nuovo compagno e’ proprietario di un immobile (che al momento non so come dimostrarlo)? E in mano ad un avvocato come mi conviene muovermi e soprattutto quanto dovro’ aspettare ancora per ottenere “giustizia”?

Infine punto piu’ importante di tutta la storia la figlia di 7 anni e per me da un punto di vista etico figlia mia al 100 % visto che nel periodo del matrimonio l’ho cresciuta da solo e anche adesso in questa fase di separazione la bimba ha passato tutti i fine settimana con me nonche’ in questo ultimo periodo anche una settimana intera per comodita’ della presunta madre. Io non ho nessun diritto sulla piccola che mantengo come se fosse mia figlia pagando scuola libri mensa vestiti divertimenti e attivita’ extrascolastiche annullando di conseguenza tutti i miei divertimenti e extraattivita’ per scelta.

Al momento in cui intraprendero’ una via legale per ricominciare a vivere in maniera “normale” probabilmente mi verra’ negato di vedere la piccola o semplicemente di paralargli quali strumenti ho per non permettere che cio’ avvenga?

Scusate mi trovo in difficoltà come tantissime altre persone in altrettanti casi ma se fosse possibile potrei avere un consiglio a questa mia situazione.

Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione.

Cordiali saluti

 

La situazione che Marco ci hai presentato non è semplice e richiede comunque l’intervento di un avvocato che dovrà accuratamente esaminare e studiare il tutto per il da farsi.
Consultando un nostro legale possiamo dare soltanto alcune indicazioni molto generiche.

1) Modifica delle condizioni patrimoniali stabilite all’atto della separazione consensuale.

Le determinazioni patrimoniali adottate in sede di separazione, anche consensuale, dei coniugi possono essere rivedute solo se sopravvengano giustificati motivi (v. artt. 156 cod. civ. e 710 cod. proc. civ.). Tale è la perdita da parte dell’obbligato di un cespite o di un’attività produttiva di reddito in modo da produrre un effettivo mutamento della situazione rispetto a quella valutata in sede di determinazione dell’assegno. E, di segno opposto, tale è anche l’incremento delle condizioni economiche del beneficiario che comporti il detto mutamento dell’originaria situazione. E tutto ciò deve essere puntualmente provato innanzi al Giudice.

Nel caso di Marco, la circostanza che l’ex-moglie abbia avuto un figlio con un altro uomo e la circostanza che con questo uomo lei ha in corso una relazione affettiva non sono da sole di per sè sufficienti a modificare le condizioni della separazione, soprattutto se la separazione è intervenuta da pochissimo tempo.
Per giungere ad instaurare un procedimento di modifica che abbia un qualche serio fondamento è necessario almeno che la relazione dell’ex-moglie con il nuovo compagno raggiunga un apprezzabile grado di stabilità (più di un anno); che, in particolare, entrambi vivano insieme stabilmente, meglio se nell’appartamento di lui; che sia evidente che la tua ex-moglie trae giovamento dalle risorse che apporta il suo nuovo compagno (es. acquisto di una nuova auto per lei; spese di molto superiori all’assegno che Marco le versa; etc.) .

2) Continuazione del rapporto con il figlio naturale dell’ex-coniuge anche dopo la separazione.

Per tale situazione, allo stato sembra che in capo a Marco non possa sussistere nessun diritto nè dovere sul minore.
Quel che si può verificare è se ci sono le condizioni per giungere ad una qualche forma di adozione.

In tutto ciò, comunque, l’unico consiglio sicuramente valido è di rivolgersi ad un avvocato, chiedendogli anche un preventivo sul suo compenso perchè la situazione non sembra semplice.


Scritto il 28 Maggio 2008 da Stefano Errante

Categoria: Società | 4 Commenti »

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Corruzione in Italia al di sotto della media europea


Corruption or compliance – Weighing the costs: the 10th global fraud surveyL’Italia viene vista dagli altri paesi europei come il "fanalino di coda". Non sono rare le accuse e gli attacchi inutili e spesso infondati al nostro paese. Oramai ci siamo abituati e non ci diamo molto peso, anche se con l’attuale governo sembra sia ritornato quel sentimento patriottico dimenticato, e mi riferisco anche al botta e risposta con il governo spagnolo riguardante il problema immigrazione.

Comunque, proprio qualche giorno fa è stata pubblicata un’indagine della "Ernst & Young" intitolata "Corruption or compliance – Weighing the costs: the 10th global fraud survey". Da questo autorevole studio, condotto in ben 33 paesi, emerge che la corruzione è in espansione nel mondo, mentre in Italia il fenomeno rimane circoscritto e ben al di sotto della media europea. In testa alla classifica troviamo il Giappone e la Cina.

Inoltre, meno della meta’ delle aziende europee dichiara di non aver adottato specifiche procedure nei rapporti con gli ufficiali governativi, con un picco dell’88% in Italia.

Una notizia davvero importante, che va contro a quel che solitamente si dice e si pensa in Europa (e al di fuori) e che forse avrebbe meritato più attenzione da parte dei media.


Scritto il 23 Maggio 2008 da Stefano Errante

Categoria: Società | 1 Commento »

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Un Gay Pride con meno show e più diritti


Gay Pride Show

Sta facendo discutere la decisione del ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna di non patrocinare la manifestazione del Gay Pride prevista il prossimo 28 giugno a Bologna. Arcigay e le varie associazioni che combattono per i diritti degli omosessuali attaccano il ministro definendola "bella addormentata" e parlano di omofobia della destra.

Ammetto che nel nostro paese i gay vengono visti come dei "diversi", grazie anche alla chiesa e all’ignoranza di molti. Però è anche vero che la situazione non è così drammatica come denunciano le varie associazioni omosessuali. A parte sporadici episodi di discriminazione, che comunque colpiscono anche altre categorie deboli, penso che i gay del "bel paese" vivano liberamente. A Roma, Milano, Bologna e in tutta Italia esistono tanti locali pubblici gay friendly, molto frequentati anche da eterossessualie e, aimè, da padri di famiglia ( e non aggiungo altro ! ).

Il problema è che l’italiano medio ha una visone distorta dell’essere gay! Per molti l’omosessualità, oltre che essere una "malattia", definisce uno stile di vita dedito alla perversione, al sesso promiscuo e all’esibizione. Ma la colpa di tutto questo è soprattutto dei gay "appariscenti" e delle manifestazioni come il Gay Pride che NON mettono in evidenza la questione dei diritti e la discriminazione subita, ma vere e proprie carnevalate e scenette erotiche squallide.

La Carfagna dice che gli omosessuali << Hanno obiettivi che non condivido >>, però aggiunge anche che è pronta ad occuparsi di contrasto alle forme di discriminazione e di violenza, pronta a dare patrocini a seminari e convegni che si occupano di questi problemi. E sin qui nulla da eccepire. Sbaglia invece quando dice: << Penso che l’unico obiettivo dei Gay Pride sia quello di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni >>. E su questo certo non posso esser d’accordo.

Forse al nostro ministro sfugge che non deve agire per il suo bene personale ma di quello delle minoranze! Non si può continuare, come ha fatto anche il precedente governo di sinistra, a ignorare le tante coppie omosessuali che vivono nel nostro paese. Anche loro pagano le tasse e hanno bisogno di quel minimo di diritti per poter vivere una vita insieme e non di matrimonio.

Sarebbe molto bello vedere un GayPride "pulito", dove si parli davvero dei problemi degli omosessuali, delle discriminazioni subite, delle difficoltà che incontrano tutti i giorni… ma che non sia un’esibizione erotico-circense e di corpi seminudi!


Scritto il 20 Maggio 2008 da Stefano Errante

Categoria: Politica, Società | 1 Commento »

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