le cose che non vanno

Una goccia nel mare delle inefficienze, degli sprechi, dei soprusi e dei torti subiti…

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STALKING, molestie e violenza non solo sulle donne.


StalkingA tutti può capitare di essere vittime “molestie assillanti” o “stalking".
Il “molestatore assillante” si manifesta, nei confronti di una persona che è designata come vittima in virtù di un investimento ideo-affettivo, basato su una situazione relazionale reale oppure parzialmente o totalmente immaginata in due categorie di comportamenti:

  1. comunicazioni intrusive: comportamenti con scopo di trasmettere messaggi sulle proprie emozioni, sui bisogni, sugli impulsi, sui desideri o sulle intenzioni, tanto relativi a stati affettivi amorosi che a vissuti di odio, rancore o vendetta (telefono, lettere, sms, e-mail o perfino graffiti o murales).
  2. contatti: attuati sia attraverso comportamenti di controllo diretto (pedinare o sorvegliare), che mediante comportamenti di confronto diretto (visite sotto casa o sul posto di lavoro, minacce o aggressioni).

la pressione psicologica legata alla “coazione” comportamentale dello stalker e al terrorismo psicologico effettuato, pongono la vittima stalkizzata (“stalking victim”), in uno stato di stress psicologico, legato alla percezione dei comportamenti persecutori come sgraditi, intrusivi e fastidiosi, ma soprattutto alla preoccupazione e all’angoscia derivanti dalla paura per la propria incolumità.

Tipologie di Stalker:

  1.  “il risentito”: sospinto dal desiderio di vendicarsi di un danno o di un torto che ritiene di aver subito ed è quindi alimentato dalla ricerca di vendetta (categoria piuttosto pericolosa che può ledere prima l’immagine della persona e poi la persona stessa). Il problema più grave è legato alla scarsa analisi della realtà: perché il risentimento fa considerare giustificati i propri comportamenti che, producendo sensazioni di controllo sulla realtà, tendono a loro volta a rinforzarli;
  2.  “il bisognoso d’affetto”: motivato dalla ricerca di una relazione e di attenzioni che possono riguardare l’amicizia o l’amore. La vittima in genere viene considerata vicina al “partner o amico/a ideale”. Spesso il rifiuto dell’altro viene negato e reinterpretato sviluppando la convinzione che egli abbia bisogno di sbloccarsi e superare qualche difficoltà psicologica o concreta;
  3. “il corteggiatore incompetente”: tiene un comportamento alimentato dalla sua scarsa competenza relazionale che si traduce in comportamenti opprimenti, espliciti e, quando non riesce a raggiungere i risultati sperati, anche aggressivi e villani (meno resistente nel tempo nel perseguire la persecuzione della stessa vittima, ma tende a riproporre i propri schemi comportamentali cambiando persona da molestare);
  4. “il respinto”: persecutore che diventa tale in reazione ad un rifiuto, è in genere un ex che mira a ristabilire la relazione oppure a vendicarsi per l’abbandono. Spesso oscilla tra i due desideri, manifestando comportamenti estremamente duraturi nel tempo che non si lasciano intimorire dalle reazioni negative manifestate dalla vittima: la persecuzione infatti rappresenta comunque una forma di relazione che rassicura rispetto alla perdita totale, percepita come intollerabile.
  5. “il predatore” e costituita da un molestatore che ambisce ad avere rapporti sessuali con una vittima che può essere pedinata, inseguita e spaventata. La paura, infatti, eccita questo tipo di stalker che prova un senso di potere nell’organizzare l’assalto. Questo genere di stalking può essere agito anche da persone con disturbi nella sfera sessuale, quali pedofil

Tecniche di comportamento Antistalking

  • Innanzitutto, inutile negare il problema: nessuno vuole considerarsi una “vittima”, si tende a evitare di riconoscersi in pericolo, finendo per sottovalutare il rischio e aiutando così lo stalker.
  • Se la molestia consiste nella richiesta di iniziare o ristabilire una relazione indesiderata, è necessario essere fermi nel “dire di no” una sola volta e in modo chiaro (altri sforzi di convincere il proprio persecutore insistente, saranno letti come reazioni ai suoi comportamenti e quindi rappresenteranno dei rinforzi, in quanto attenzioni, come anche la restituzione di un regalo non gradito, una telefonata di rabbia o una risposta negativa ad una lettera sono segnali di attenzione che rinforzano lo stalking).
  • Comportamenti molto efficaci per difendersi dal rischio di aggressioni sono quelli prudenti in cui si esce senza seguire abitudini routinarie e prevedibili, in orari maggiormente affollati e in luoghi non isolati.
  • Se le molestie sono telefoniche, non cambiare numero. Anche in questo caso, le frustrazioni aumenterebbero la motivazione allo stalking. È meglio cercare di ottenere una seconda linea, lasciando che la vecchia linea diventi quella su cui il molestatore può continuare a telefonare, magari mentre azzerate la soneria e rispondete gradualmente sempre meno.
  • Per produrre prove della molestia alla polizia, non lasciarsi prendere dalla rabbia o dalla paura e raccogliere più dati possibili sui fastidi subiti. Se si pensa di essere in pericolo recarsi dalle forze dell’ordine.

Scritto il 27 Dicembre 2007 da Gianni di Tacco

Categoria: Salute | 4 Commenti »

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Caduti sul lavoro anche per l’uranio impoverito


Radioattività = MorteIn Italia, Repubblica fondata sul lavoro e affamata di lavoro, si muore moltissimo a causa del lavoro, spesso nell’indifferenza generale. Tra i tanti anonimi caduti sul lavoro c’è una categoria ancora più “ignota”: i militari morti, probabilmente, per l’effetto dell’uranio impoverito.

Nel periodo 1996-2006 si sono ammalati 1682 militari tra questi “solo” 255 impiegati in missioni di pace internazionali e tra questi ultimi si sono verificati 37 decessi. Non ci sono dati ufficiali sugli esiti letali per i militari che non hanno partecipato alle missioni, ma all’associazione dei familiari delle vittime risultano 156 decessi.

I militari si ammalano e muoiono di “linfomi di Hodgkin” e altre forme di cancro, (la sindrome dei Balcani) cifre statisticamente altissime, ma ancora più sconcertanti perché riferite ad un campione di giovani nel pieno della forma fisica.

I dati forniti, peraltro, non tengono conto dei malati e dei morti conseguenti alla guerra del Golfo del 1991, alla Somalia nel 1993, alla Bosnia nel 1994 e di quanto avvenuto anche dopo il 2006 per chi ha operato nei poligoni e nei depositi (Bibbona presso Cecina ed il poligono di Nettuno)

Il Ministro Parisi, audito dalla Commissione di Inchiesta del Senato, afferma che l’Italia non ha mai fatto uso di armamento ad uranio impoverito, né risulta che nei nostri poligoni sia stato utilizzato da altri.

Ma allora come si spiegano questi centinaia di decessi? Pensavo che il problema fosse per i militari impiegati in missioni di pace all’estero, ma dai dati si evidenzia come è pericoloso cadere nell’adempimento del dovere anche sul suolo nazionale.

Viva l’Italia.

 


Scritto il 4 Dicembre 2007 da Gianni di Tacco

Categoria: Lavoro, Politica, Salute, Società | Nessuno commento »

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Allarme AIDS! In Europa raddoppiano i sieropositivi.


STOP AIDS HIVNegli ultimi sei anni in Europa è raddoppiato il numero di persone sieropositive al virus Hiv dell’Aids.
E’ raro che qualcuno di noi pensi a come sia fragile la propria esistenza: malattie, incidenti stradali, carestie, alluvioni, autobombe, sono cose che non ci riguardano, sono cose che si guardano in tv, in genere all’ora di pranzo o di cena.

L’Aids è una malattia scomoda, strana, che generalmente si trasmette per via sessuale, proprio nel momento del massimo edonismo si può decidere la nostra sorte. E’ una malattia della quale ci si vergogna, che ci consuma lentamente senza il conforto dei propri cari che preferiamo non coinvolgere per evitargli un lutto anzi tempo o se coinvolti ci possono allontanare per un’ignorante paura del contagio.

Il contagio nei Paesi del Terzo Mondo è diffusissimo (in Sud Africa il 40% della popolazione) a causa dell’estrema povertà e di un’ignoranza diffusa sulla contraccezione, alimentata anche dalla posizione Cattolica secondo cui fare sesso con il preservativo è considerato peccaminoso (il sesso si fa solo tra moglie e marito e solo al fine di procreare).

Ma anche l’Europa è sempre più a rischio, a Bruxelles, rappresentanti di Ue, Onu, prendono parte ad ‘Hiv in Europa 2007′, che ha come obiettivo quello di far passare il messaggio dell’importanza di una diagnosi precoce e di una tempestiva terapia. Un’ulteriore preoccupazione è data dal fatto che più della metà dei contagiati non e’ consapevole di aver contratto il virus.

E’ necessario farsi dei controlli, la scienza medica ha fatto dei passi da gigante ci sono delle cure efficaci che consentono di avere una vita normalissima. In tutte le città italiane, presso le ASL, esiste un servizio di sorveglianza aids che effettua un’analisi del sangue immediata, anonima e senza bisogno di ricetta medica.


Scritto il 27 Novembre 2007 da Gianni di Tacco

Categoria: Salute | 2 Commenti »

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